Si è conclusa l’edizione 2017 dei Campionati Europei di vasca corta: la Royal Arena di Copenaghen è stato il teatro dell’ultima grande manifestazione di questo anno di nuoto internazionale.

Quali sono i numeri che ci lascia questa settimana di gare in vasca da 25?

I Record

Alla vigilia avremmo definito questa edizione degli Europei come transitoria: nell’anno posto olimpico ed in vasca corta, le nazionali sono alla ricerca di nuovi equilibri in vista del nuovo quadriennio e di obiettivi più importanti.

Possiamo però affermare che lo spettacolo non è mancato: ai 2 record del mondo nelle staffette – 4×50 stile donne e 4×50 mista maschi – si sono aggiunti due bei record europei, entrambi nella rana maschile, che si conferma specialità in forte crescita. Adam Peaty è sceso sotto i 56 nei 100 (55”94) e Fabio Scozzoli ha ritoccato il suo limite nei 50 (25”62), dimostrando al mondo di essere definitivamente tornato ai suoi livelli.

 

I 5 record mondiali junior sono da dividersi tra Nicolò Martineghi, sempre in crescita ed autore di due belle finali – 50 rana in 26”31, 100 rana 57”27 – ed il nuovo fenomeno del dorso, Kliment Kolesnikov, autore di tre record nel dorso: 50 in 22”83, 100 in 48”99, 200 in 1’48”02, conditi da due ori individuali.

Per l’Italia 10 primati nazionali ritoccati, ben 30 primati personali su un totale di 75 presenze gara individuali: un dato decisamente positivo, frutto di una squadra motivata e preparata all’evento, che ha infatti vinto il trofeo LEN per la classifica a punti (959 totali contro i 901 della Russia).

Questi i record italiani che escono ritoccati da Copenaghen:

Arianna Castiglioni 100 rana 1’05”00
Fabio Scozzoli 100 rana 56”15
Margerita Panziera 200 dorso 2’02”43
Ilaria Bianchi 200 farfalla 2’04”22
Simone Sabbioni 100 dorso 49”68
Arianna Castiglioni 50 rana 30″01
Marco Orsi 100 misti 51”76
Simone Sabbioni 50 dorso 23”05
Fabio Scozzoli 50 rana 25″62
4×50 mista maschi Sabbioni-Scozzoli-Codia-Dotto 1’31’91

I medaglieri

Vediamo come sono andati i medaglieri di Copenaghen 2017.

La Russia ha dominato soprattutto in campo maschile ed ha vinto il medagliere grazie ai suoi 9 ori. L’Ungheria, forte di 6 ori di Katinka Hosszú, si piazza seconda, mentre l’Italia è terza con 5 titoli, tutti maschili, tutti di atleti diversi, dato questo da non sottovalutare.

Il movimento italiano rimane uno dei più solidi a livello europeo: se è vero che la Gran Bretagna sta preparando i trials in lunga in vista dei giochi del Commonwealth e che Germania e Francia hanno in parte snobbato questo appuntamento, è altrettanto vero che l’Italia porta la squadra più numerosa dopo la Danimarca, orfana di Detti e Di Pietro e con un Paltrineri a mezzo servizio. Il futuro è ben impostato ed atleti e tecnici hanno risposto presente alla chiamata.

Il medagliere storico ci vede confermare il quinto posto generale, con l’Ungheria che ci segue da vicinissimo e la Russia che allunga leggermente le distanze.

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Campione dei Campioni

Passiamo alla classifica del Campione dei Campioni, ovvero la graduatoria che mette a confronto i vincitori dell’oro europeo.

Chi ha ottenuto il risultato migliore paragonando il tempo effettuato in finale al record del mondo?

Tra i maschi è il più giovane tra tutti i vincitori ad avere la meglio. Il terribile russo Kliment Kolesnikov va a 7 centesimi dal record del mondo dei 100 dorso, totalizzando 99,86 punti: essendo del 2000, quanto tempo gli diamo per abbattere il muro mondiale?

Ci ha messo 5 giorni prima di vincere un titolo e poi in un pomeriggio ne ha portati a casa tre. Se Katinka Hosszù, il personaggio al femminile della rassegna, l’ultimo giorno si è riposata (dopo 6 ori individuali in altrettante gare), Sarah Sjöström ha dominato la domenica finale: la sua prestazione nei 100 farfalla (55”00 e record dei campionati) è quella che totalizza il miglior punteggio, 99,29. Poco sotto, con 99,19 punti, ci sono i 100 misti della Iron Lady.

La parola al cronometro

Ora paragoniamo i tempi dei vincitori 2017 con quelli dei loro predecessori: quanto è migliorato il livello continentale della manifestazione? Prendiamo in considerazione le ultime 3 edizioni: Herning 2013, Netanya 2015 e Copenaghen 2017.

Tra i maschi contiamo 7 migliori tempi nel 2017, 7 nel 2015 e 3 nel 2013. Anche se le annate sono di per se non paragonabili, i tempi messi a segno dai Campioni Europei 2017 sono mediamente molto buoni e, tranne alcune eccezioni, in linea con il miglioramento generale.

Diverso il discorso tra le donne: solo 4 gare su 17 trovano la miglior prestazione nel 2017, 7 nel 2015 e 6 nel 2013. Pesano le 5 (su 6) migliori prestazione della Hosszú nelle sue gare a Netaya rispetto a Copenaghen, così come la mancanza della Belmonte Garcia, protagonista in positivo nel 2013.

Età media dei finalisti

Il movimento del nuoto europeo sta iniziando un processo di svecchiamento che è fisiologico di  un nuovo quadriennio olimpico: abbiamo avuto il primo campione millennialKolesnikov – e i nati negli anni 2000 iniziano ad affacciarsi con costanza alle finali, soprattutto femminili.

E l’Italia?

Chiudiamo con l’Italia. L’inno di Mameli è risuonato per 5 volte alla Royal Arena, così come nel 2015 e nel 2008: di più riuscimmo a fare solo nel 2000 a Valencia con 7 ori (4 Rosolino, 2 Fioravanti e 1 Boggiatto).

Le medaglie totali sono 17, come nel 2015 e nel 2008: il record rimane del 2010 a Eindhoven, con 18 podi totali ma meno qualitativi. A Copenaghen mancavano, come già ricordato, Detti e Di Pietro, la Pellegrini si sta reinventando velocista e Greg Paltrinieri ha “lasciato” l’oro dei 1500 all’amico rivale Romanchuk, per riprenderselo il prima possibile: possiamo affrontare un Natale sereno, il futuro del nuoto azzurro è sulla strada giusta.

(Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4)