Direttamente da Parigi, abbiamo intervistato Thomas Ceccon, in vista delle prossime giornate di finali agli Europei 2026.
Quanto è impegnativo, a livello di allenamento quotidiano, preparare distanze e specialità così diverse come quelle del tuo programma gare?
È molto difficile. Ieri per esempio è stato complicatissimo: prima la batteria dei 200 dorso, poi la finale dei 50 farfalla e poi la semifinale dei 200 dorso. Sono gare completamente diverse, dagli atteggiamenti quasi opposti, e dalle sensazioni diverse. In allenamento è forse più semplice, cerco di fare sempre tutto al massimo come sempre, ma quando arrivi in gara è tutta un’altra cosa.
Oggi nuoterai la finale dei 200do, una gara dal livello pazzesco in tutti e otto i finalisti (e anche negli esclusi). Dove si può arrivare e quanto ci vorrà secondo te per una medaglia?
Il livello è incredibile, per una medaglia ci vorrà secondo me 1.54. Potrebbe essere alla mia portata, se faccio una gara giusta.
Una curiosità sul tuo utilizzo dei social. Hai un modo molto divertente e auto ironico di comunicare e i fan lo apprezzano molto. Ti diverte e ti trovi bene con la popolarità?
Qualche anno fa era tutto più semplice, sia perchè ero più giovane ma anche perchè non avevo tutte le attenzioni che, naturalmente, ci sono ora. Cerco sempre di prendere le cose con leggerezza, ma dopo tutte le gare e le vittorie è normale che debba stare anche più attento a quello che posto o dico. Non credo che si possa più tornare a quei tempi.
Per la sua vittoria di ieri, Martinenghi ha parlato di cuore come fattore determinante. Quanto conta la passione in questo sport secondo te? E quanto fa invece la testa?
Contano molto entrambi. Io ce la metto sempre tutta, però ci sono gare e gare. Forse sbaglierò, ma per me le Olimpiadi sono questione di vita o di morte. È molto difficile trovare lo stesso concentrazione, la stessa energia anche in una finale europea, anche se i rivali sono gli stessi e il livello è lo stesso. Nicolò, in questo, è molto più focalizzato di me, che a volte ho un approccio diverso, che dipende dal contesto.
