Direttamente dagli Europei di Parigi, nel contesto di Casa Arena, abbiamo intervistato due dei protagonisti di questa rassegna continentale, Hubert Kos e Sarah Sjöström. 

Hubert Kos

Ho un programma molto impegnativo, ma penso che farò tutte le gare che ho predisposto. L’unica scelta dovrò necessariamente farla tra i 100 dorso e i 200 misti, che di fatto sono negli stessi spot. 

Sono molto dispiaciuto per l’assenza di Leon (Marchand, ndr) nei misti, perchè è sempre bello gareggiare insieme. Faremo i 200 farfalla, una gara che per me è un pò un’incognita, ma dividere il podio insieme a uno dei miei compagni e migliori amici sarebbe bello. 

In questa piscina ci sono ancora le vibes delle Olimpiadi, è bello tornare qui e riprovare in un certo senso alcune sensazioni che mi aveva dato la mia prima volta a Parigi. I ricordi del 2024 sono veramente belli e ancora potenti, sia in gara che nel contesto. Dopo la vittoria ho avuto una settimana di vacanza ed è stata veramente speciale. A questi Europei sono molto concentrato, voglio solo gareggiare e non farmi sopraffare dalle aspettative.

Come definisco coach Bob Bowman? Esigente, sicuramente, ma le sue parole sono sempre semplici ma profonde. Ripete sempre di fare il mio lavoro, che è l’unica cosa che posso controllare, e di non preoccuparmi degli avversari o delle medaglie. È un pensiero che può sembrare perfino banale, ma è la mia ispirazione principale: fare del mio meglio sempre, il resto viene di conseguenza.

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Sarah Sjöström 

Sono grata di essere ancora in grado di competere, che il mio corpo mi consenta ancora di essere qui e giocarmela al meglio. Ovviamente da giovane era diverso, ma le sensazioni sono ancora di emozione per me. Non conto mai le mie medaglie,  non sono concentrata sul passato ma sul futuro e sulle prossime sfide. 

Quando ho rotto il gomito sei mesi prima di Tokyo, quello è stato uno dei momento più difficili e sfidanti della mia carriera. Uscire da situazioni difficili è sempre stato uno stimolo per me, e ora che sono madre lo è ancora di più. Ora prendo le cose giorno dopo giorno, ciò che mi rende più felice ora è che posso fare ancora ciò che mi piace insieme alla mia famiglia, e non è qualcosa che do necessariamente per scontato. Il tempo che dedico al nuoto deve dividersi con la mia famiglia, ma mio marito mi da una grande mano. 

Le nuotatrici che si stanno affacciando al record del mondo dei 100 stile sono davvero forti, quello che fanno è impressionante, ma penso che i record siano fatti per essere battuti, è solo questione di tempo, e fa parte del gioco. 

Foto: Fabio Cetti | Corsia4