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Stefano Morini – Sua Maestà il Coach – a Corsia4: da non perdere!

Dieci domande per conoscere il Morini-pensiero: dai recenti riconoscimenti internazionali al collegiale di Livigno attualmente in corso, dai nuovi arrivi al centro federale di Ostia da lui coordinato alle prospettive di Paltrinieri e Detti per la stagione 2017.
E poi come è strutturata la loro preparazione e cosa pensa della Coppa del Mondo, fino ad arrivare al diktat del Moro e alla ghiotta anticipazione su Paltrinieri e la 10 km.

Troppe portate? Siamo su Corsia4: il Moro il fisico ce l’ha, ma anche noi appassionati di nuoto…

Nuotofan

Si parte dai recenti inviti da parte dell’associazione britannica degli allenatori di nuoto (a Leeds dal 23 al 25 settembre) e dell’associazione spagnola dei tecnici di nuoto (a Madrid dal 7 al 9 ottobre) e Morini si dice ancora sorpreso per la bellissima accoglienza ricevuta e il notevole interesse che hanno riscosso i suoi interventi.

Tante le domande sull’organizzazione del centro di Ostia e la programmazione da lui attuata, iniziata nel 2011 e conclusa nel 2016 con i grandi risultati olimpici di Paltrinieri e Detti.

Gli si chiede poi di altri interventi significativi ai due convegni, e lui cita quello del Commissario Tecnico britannico che ha ricordato come fino al 2012 i finanziamenti della sua Federazione venissero erogati a pioggia su tutte le società e gli atleti, mentre dopo il 2012 si sia deciso di concederli solo a quegli atleti che avessero almeno un potenziale da finale olimpica in prospettiva Rio.

Risultato: a Rio2016 hanno partecipato solo 26 atleti britannici contro i 43 di Londra2012, ma a Rio il nuoto britannico ha avuto l’Olimpiade migliore della sua storia, non solo con i fenomeni alla Peaty ma anche come squadra nel suo complesso.

Per il Moro questo deve essere l’obiettivo di ogni squadra nazionale: partire con tanti atleti a livello giovanile, per poi fare un’inevitabile selezione di pochi a livello assoluto.

Perché non si fanno workshop di questo tipo in Italia? In Italia manca un’associazione allenatori dal 2000, ricorda Morini, e nei convegni organizzati dalla FIN prevale ovviamente la componente istituzionale.

Ispirandosi invece alle associazioni-allenatori esistenti all’estero – si potrebbero affrontare temi specifici come il rapporto tra tecnici e società, i problemi contrattuali e così via.

Insomma, senza arrivare da subito all’albo-allenatori proposto da Bierre, riuscire a creare un gruppo che riunisca gli allenatori apporterebbe vivacità al movimento italiano.

Come sta andando il collegiale di Livigno? Il Moro ricorda l’inizio soft della preparazione post-Rio, e come anche lui non abbia calcato la mano per dare a Paltrinieri e Detti la possibilità di tirare il fiato e presenziare a qualche meritato impegno extranatatorio.

Da Livigno – dove pure c’è ancora la possibilità di qualche svago tra shopping ed altro – si è cominciato a fare sul serio con la preparazione nella vasca da 25, verso il Mondiale di Windsor in vasca corta.

Come è cambiata la struttura del centro di Ostia e come si sono inseriti i nuovi? Nessun cambiamento organizzativo, dice Morini, mentre si sono aggregati a tempo pieno due giovani mististi assai promettenti come Ilaria Cusinato e Lorenzo Glessi.

Morini conosceva meglio la Cusinato, per cui parla di “potenziale e di cuore importante, cioè di voglia di primeggiare”, rispetto a Glessi, del quale comunque ha già avuto modo di apprezzare i mezzi fisici e la buona completezza tecnica. Per lui l’obiettivo è quello di un deciso salto di qualità per imporsi anche a livello assoluto, dopo tutto quello di promettente che ha fatto vedere a livello giovanile. Anche con loro l’approccio è stato soft per cercare di capirsi reciprocamente.

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Due Mondiali: Windsor in corta a inizio dicembre 2016 e poi Budapest in lunga a fine luglio 2017 da affrontare come? Sempre nell’ottica di cercare il meglio, dice il Moro.

Poi, certo, c’è da considerare che quello in vasca corta a Windsor coinciderà con la fine del primo ciclo di allenamento, cominciato – come detto – in modo piuttosto soft (cioè non ottimale) per Paltrinieri e Detti.

Dopo le feste di Natale si andrà, come lo scorso anno, a Flagstaff in USA per l’intensa fase preparatoria di gennaio-febbraio, mentre il terzo periodo in altura sarà sempre a Flagstaff in maggio/giugno. L’obiettivo è, ovviamente, di dare il massimo ai Mondiali in vasca lunga di Budapest.

Quali gli appuntamenti agonistici della stagione dei gemelli diversi? Scesi da Livigno, si partirà con un 400 stile al Nico Sapio a Genova. Poi più nulla fino ai Mondiali in corta di Windsor. Dopo l’altura a Flagstaff a inizio 2017, partecipazione all’ormai tradizionale meeting di Milano e poi all’Assoluto. L’altro appuntamento sicuro sarà il Sette Colli.

E qui Morini esplicita uno dei suoi capisaldi, cioè come non ami che i suoi atleti di punta gareggino molto, anche perché il confronto tra di loro avviene quotidianamente in allenamento.

Gregorio – dice – potrebbe fare una sola gara a stagione, e anche Gabriele, più propenso a gareggiare durante la stagione, si sta conformando allo “stile della casa”,che non prevede di gareggiare spesso perché il programma di preparazione di Morini necessita di un giorno/un giorno e mezzo di recupero settimanale (quindi il settimo giorno, anzi: di solito dal sabato pomeriggio, anche Gregorio&Gabriele riposano…).

E’ vero l’interessamento di Paltrinieri per la 10 km? L’idea è nata molto tempo fa, dice il Moro, e, anche se non è ancora stata definita nei dettagli, esiste di certo.

Il problema principale? Il fatto – scherza Morini – che Greg trovi fredda anche l’acqua della piscina, e quindi come farà con quella di mare?
In realtà, dato che gli ultimi eventi importanti – a parte Rio – sono stati disputati in bacini con acqua ferma, il pensiero si rafforza, anche se – si affretta a ripetere il Moro – non è ancora un progetto definito.

Subito dopo, però, Morini dà un’anticipazione assoluta: magari dopo Budapest, all’Universiade di fine agosto 2017, se ci si qualificherà negli appuntamenti previsti, si potrebbe vedere Paltrinieri al via della 10 km, in prospettiva Tokyo2020 ovviamente (per quell’obiettivo di doppietta nei 1500 stile e nella 10 km che consegnerebbe Gregorio al mito).

Perché gli italiani snobbano la Coppa del Mondo? Qui il Moro è netto: l’attuale programmazione della Coppa del Mondo è ben strana, perché il suo percorso agonistico è partito subito dopo le Olimpiadi a metà agosto, e continua fino a metà novembre, non consentendo di riposare dopo il grande evento.

I nostri atleti principali – dice Morini – hanno la fortuna-sfortuna di essere atleti militari, e quindi di avere un piccolo-grande compenso. Per guadagnare davvero soldi, dovrebbero impegnarsi nell’arco dei 3 mesi in cui si svolge la Coppa del Mondo, e questo, soprattutto per i mezzofondisti, impedisce di svolgere una preparazione adeguata. E poi la manifestazione non ha una risonanza elevata, dice Morini, che ricorda come, a parte poche tappe – tipo quella di Parigi dello scorso anno – il pubblico sulle tribune sia spesso assente, segnale di uno scarso interesse generale.
Insomma, pare che l’unico obiettivo dell’attuale Coppa del Mondo sia quello di distribuire soldi a chi vi partecipa, con sponsor che si trovano più facilmente nei Paesi del medio- ed estremo Oriente.

Ma non sarebbe comunque opportuno per gli italiani confrontarsi con atleti internazionali? Quanto conta confrontarsi più volte nella stagione? Molto poco, per Morini, che riafferma la sua idea di preparazione interrotta da poche gare.

Piuttosto, sarebbe fondamentale inculcare ad atleti ed allenatori , cioè ogni soggetto del nuoto italiano, come sia fondamentale andare forte fin dalla batteria, in ogni gara a cui si partecipa, sennò in campo internazionale le gare al pomeriggio non si fanno.

A Rio, non per nulla, le gare si vedevano solo al mattino e spesso non erano così brillanti… chiosa il Moro.

Ecco, dunque, quello che potremmo chiamare il “diktat del Moro: è necessario abituarsi a nuotare forte fin dal mattino, e poi più forte al pomeriggio.

Ad esempio, dice Morini, “a Riccione, la Cusinato si è qualificata per la finale dei 200 misti, mi sembra come settima/ottava, con un crono intorno al 2.17.8-2.17.9, per poi vincere la finale al pomeriggio”. Tutti contenti, ma non il Moro che voleva un tempo migliore fin dalla batteria, perché, con quello fatto, a livello internazionale non si va da nessuna parte.

Che poi, in realtà, in quell’occasione la Cusinato abbia avuto il secondo crono della batteria in un 2.16.2 decisamente migliore del tempo che ricordava Morini, ma comunque ben peggiore del 2.12.7 con cui ha vinto la finale del pomeriggio, dimostra (oltre al fatto che anche il Moro può sbagliare l’arrivo o una virata…, LOL) quanto sia importante, per Morini, che gli atleti sappiano nuotare forte due volte nella stessa giornata.

E, quindi, già ai Primaverili 2016, lui avrebbe voluto vedere Ilaria Cusinato nuotare vicino ai suoi tempi migliori fin dalla batteria, e non si è accontentato del suo comunque ottimo RIJ, con vittoria, in finale.

Per gustarvi ogni dettaglio delle 10 portate del Moro e sapere tutto sull’ipotesi di 10 km per Paltrinieri, non vi resta che ascoltare il podcast degli instancabili quattro della redazione di Corsia4.

Nuotofan

(Foto copertina: F. Cetti | Corsia4)

35 - Salottino, con Stefano Morini

Reduce da Rio, Stefano ha condotto una serie di congressi in giro per l’Europa prima di approdare a Livigno dove ha iniziato la stagione con nuovi arrivi e vecchie conferme. 

Si parla di programmazione della stagione, appuntamenti importanti… e qualche nuova sfida.

Tutto nel Salotto buono del nuoto italiano, il Salottino di Corsia4.

ascolta il PODCAST

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