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Italiani estivi 2016, preludio al balletto orange

Italiani estivi 2016, preludio al balletto orange

Roma caput salvamenti!

Un livello di competizione altissimo con due record mondiali assoluti e uno giovanile, più due record europei giovanili.
Il tutto con la nuova formula… nuova? Diciamo piuttosto un ritorno alle origini quando si gareggiava tutti insieme appassionatamente.

Chi non ricorda a Lignano le belle sudate in tribuna? O la torrida Roma nel 2011? Altri tempi, soprattutto altri numeri che non costringevano a fare gare dalle otto di mattina alle otto di sera, se non oltre.

Eh no questi numeri, tra l’altro meno di quelli di questo inverno, non consentono più tempi gara decenti. Mediamente quattro ore a sezione, e spesso a spron battuto. Con bambini di 11-12 anni insieme a persone di 24-25 anni.
Non è lo spazio a mancare, il Foro può ospitare ben altre utenze. È la possibilità di seguire gli atleti, la resistenza degli stessi ma soprattutto dei tecnici, tra cui il sottoscritto – la cui perdita tra l’altro ben poco sarebbe sentita.

Un esempio per tutti: il sabato in cui le categorie più giovani entrano in acqua al mattino presto, poi di nuovo all’una per le staffette, ricominciando per primi alle tre di pomeriggio. Vero, non tutte le squadre hanno tutti gli atleti. Vero altresì che non sempre si hanno tanti allenatori per poter gestire le età in modo diverso.

Altra questione il riscaldamento. Gestita poi brillantemente utilizzando appieno la vasca da 33 metri quest’anno finalmente a completa disposizione, come non capire che 1200 atleti in 10 corsie fanno 120 per corsia? Resto della mia idea: o gli Esordienti A hanno una manifestazione a loro disposizione oppure le due categoria giovanili Esordienti e Ragazzi devono avere due giorni a parte.

Niente da dire sulla cornice, impossibile non trovare spazio; devo convenire che sia venuto il momento, in qualsiasi manifestazione, di delimitare gli spazi per atleti e genitori. È una questione tecnica, lo spazio squadre è per le squadre, nessun altro ci può entrare. Quello che avviene nella squadra deve restare nella squadra.
Uno spettatore non può andare dove non è protagonista senza chiedere il permesso, e questo avviene già a partire da una tribuna atleti. Il tifo, l’ho già detto è non solo gradito ma richiesto: nel suo luogo deputato.

Agli atleti invece dico, come ha ricordato un giudice arbitro che io avallo, di avere un comportamento dignitoso.
Le scenette da calcio lasciamole al calcio, che ha dimostrato ampiamente come le buffonate non paghino (dobbiamo commentare i balletti su Internet). Ricordiamo ai nostri ragazzi, piccoli e grandi, come per festeggiare una vittoria o un record sia sufficiente un braccio alzato e un saluto agli avversari e ai compagni. Le urla da Tarzan e le cuffie sbattute ci fanno sembrare dei gorilla, solo che loro devono delimitare un territorio e noi no.

Mauro

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Detto ciò, passiamo all’analisi tecnica. Non possiamo che essere contenti anche se qualcosa manca ancora. Dicevano dei tempi che in molte specialità non erano più competitivi, ebbene qualcosa si è mosso.
Tre record italiani assoluti di cui ben due sono anche record mondiale. Questo è dovuto in parte alla voglia di rivalsa di chi ad aprile non ha espresso il meglio nella selezione, sia da una componente tecnica da ricercarsi nelle pinne Glide o Rocket, sia da un miglioramento che come abbiamo sottolineato nei nostri podcast sta coinvolgendo tutta una serie di nuove leve e che mi aspetto continui fino ad esplodere nel pieno potenziale. Per questo parto nella mia analisi dalla categoria Senior.

 

Ma prima anche io mi unisco al saluto della FIN a Federico Pinotti. Comunque vada questo mondiale, auguri a te e Chiara. Sono io che mi inchino, Federico.

Senior – Squilli mondiali dal Foro

Un po’ me lo aspettavo, era avvenuto lo scorso anno soprattutto tra gli Junior. La voglia di riscattare una primavera così così, unita alla possibilità di provare la condizione a più di due mesi dalle gare hanno prodotto una serie di prestazioni eccelse. Era l’ultimo test probante prima dei Mondiali e infatti Dario Trudu ce lo aveva anticipato nel podcast Dummy di giugno. Gli atleti della Nazionale si sono resi protagonisti, legittimando le scelte fatte se ce ne fosse bisogno. I tempi visti hanno destato anche qualche rammarico, ma come si dice facile parlare dopo aver giocato la briscola! L’unico problema sarà la scelta su come assegnare alcune gare… una in particolare. Il resto è gioco facile.

I protagonisti? Senz’altro Silvia Meschiari voleva dimostrare come a Milano non se la fosse giocata alla pari. La vestizione delle Glide ha cambiato molto, anche se non tutto è imputabile alle sole pinne. Il suo 2’22”02 non lima ma soppianta il record della Rousseau e fa entrare il super in una nuova dimensione; un po’ come il tempo di 1’09”18 della Lee nel misto o il 51”64 della stessa Rousseau nelle pinne. Tutto ciò pone in secondo piano le sue vittorie nel misto con un pregevole 1’11”o negli ostacoli. Meschiari a parte, i trasporti di Leanza e Marzella – in netta ripresa e vincitrice del manichino – sono buoni. Se le loro prestazioni andranno in crescendo, si prospettano ottime cose. Andiamo ad analizzare la bottiglia che era mezza vuota. La Fimiani si mantiene ora costante sotto il minuto nel torpedo, mentre la Ferrari garantisce uno standard da 55” nelle pinne. Resto in attesa fiducioso, loro sanno che ci credo. La Volpini è un buon rincalzo, e la sorpresa è dietro l’angolo, son convinto che qualcosa tirerà fuori anche lei.

Se la Nazionale al femminile si è presa tutto, nei maschi invece si è sgomitato parecchio: i nomi sono i soliti. La sorpresa è tale solo nel tempo, ma il record mondiale è strameritato.

Musso staccò un 52”8 a pieno carico già dai primi di aprile, e qui ha fatto tutto bene, tirandosi dietro un Gilardi in grande spolvero. Il nuovo mondiale di Jacopo, 50”27 fa compagnia al record italiano di Federico nel superlifesaver. Un ultimo 50 fantastico, senza i pasticci delle parti tecniche, lo consegnano al 2’05”67 a un solo centesimo dal mondiale.

Foto: Gilardi e Musso

Daniele Sanna paga una condizione precaria ma soprattutto una scelta tecnica non azzeccata nel super. Daniele comunque è quattro volte terzo, e sono convinto che al momento giusto la condizione lo sosterrà. Come sosterrà Pinotti, qui solo due volte a podio (misto e super). Finalmente sotto i 46” a pinne Piroddi, speriamo sulla strada giusta per un tempo di assoluto valore mondiale e più non ci sbilanciamo. Parliamo dei due altri “delusi” di Milano. Bartolo vince il misto e Paragallo il trasporto. Il futuro è loro, lo dicevo prima e lo ripeto. E ora tutti in collegiale e poi a far sbocciare tulipani fuori stagione.

Cadetti e Junior – Botte… super!

Eh si anche Bud sarebbe d’accordo, qui i nostri giovani se le sono date di santa ragione come certificano i quattro primati individuali e i quattro di staffetta. Conferme dai convocati, anzi ulteriori miglioramenti che erano stati richiesti dal CT Anselmetti. E buone prove anche dalle “seconde linee”, quelli che io consideravo tra i papabili per la Nazionale ma che invece della fumata bianca hanno visto la convocazione andare in fumo.
I duelli più belli si sono visti nel superlife, con grossi capovolgimenti e sorprese, ma anche altre gare sono state combattute: tra le quali mi sono piaciute il trasporto e le pinne Junior maschili. Bicchiere di frizzantino per il ritorno della Fabretti, miglior tempo a pinne con il nuovo primato Junior di 55”55 e titoli anche a misto e trasporto (quarto e terzo tempo individuale fra le Junior internazionali). Risolte le questioni “burocratiche” le auguriamo un buon proseguimento. Così come lo auguriamo a una ritrovata Locchi, tre argenti e un piccolo passetto avanti nella risalita tecnica. Ad Alessia consiglio di dimenticarsi il cognome e dimostrare quanto vale Alessia.
Dovendo segnalare altre che mi hanno colpito direi una Calistri in continua ascesa, due titoli (il super un po’ fortunoso ma serve anche questo) e l’argento nelle pinne, la progressione cronometrica si è un po’ fermata ma quella agonistica é in ascesa: rimandata al 2017. Concludendo il discorso sulle Junior, qualcosa in più mi aspetto dalla Dallari, un fisico promettente: forse un incidente in meno nel super e avremmo visto qualcosa di meglio. Il sestetto delle Nazionale invece non ha deluso. Impegnata dappertutto la Nigris raccoglie i soliti successi nei trasporti, stavolta non posso ammirarla in un superlife che sembra aver digerito meglio: alla prossima volta, con un paio di pinne migliori, Serena! Si consola la friulana con il primo primato europeo Juniores del trasporto che non è primato italiano, in quanto il 35”86 qui è stato ratificato mentre il tempo del primato ottenuto questo inverno non aveva l’avallo dell’antidoping.
La Palmisano ne approfitta e vince quindi la gara, così come vincono la Repetto nelle pinne e nel torpedo – in queste due gare Cadette tutto il podio appannaggio di atlete azzurre tra cui la Cappelletti due volte seconda. La Pezziardi non vince nulla ma è sempre presente, ritornando quell’atleta che può essere schierata in qualsiasi gara: podio a pinne, misto, trasporto e vittoria nel super in 2’31” minata dalla squalifica! Infine la Pesole la cui apparizione si limita agli ostacoli Junior vinti in tempi non eccelsi e alla staffetta vinta con tempo record. Salutiamo il commento sul gentil sesso con il primato europeo Juniores della 4x50 mista della De Gregorio, in 1’45”98 e gli altri due primati di categoria Junior di Riva negli ostacoli (1’56”99 veramente pregevole con la Pesole accompagnata da Giovanelli, Spagnolo e Morbin) e sempre della De Gregorio nella trasporto, prima squadra giovanile a scendere sotto il 1’30” (1’29”04) con le quattro alfiere Fabbretti, LocchiToti e Vignoli.

Nelle categorie maschili abbiamo il solito problema della categoria Cadetti: un numero sempre più basso di atleti, vuoi per la maturità vuoi per il fatto che non ci siano più grossi obiettivi da raggiungere. Due limpide eccezioni, che oramai conosciamo bene, sono Ippolito qui vincitore delle sue gare a super e ostacoli ma la cui condizione non è parsa brillantissima e naturalmente Ponziani a cui invece la convocazione ha messo le ali con due record nei trasporti in 29”61 e 1’01”28. Il fatto che le staffette Cadetti vincano con tempi più alti delle Junior maschi la dice lunga sul livello espresso, senza nulla togliere all’impegno di questi giovani.
Fulmini e saette invece negli Junior. Mattei vince tre gare di cui due, le suddette trasporto e pinne, al fotofinish. Nel trasporto in particolare abbiamo tre ragazzi a 31”. Parliamone allora: Pirola entra in una nuova dimensione e fa suo il misto, anche se manca il favorito Pinzuti e il tempo di 1’06”96 è buonissimo ma in ambito internazionale ancora manca qualcosa. Migliora ancora tantissimo nel super, serve ancora qualcosina ma il 2’17”chiesto dal CT è vicino.
Fontana ha qualche problema con il caldo e si vede! La sua condizione non sembra qui al massimo ma se la gioca su più fronti, anche se pinne, torpedo e trasporto restano le sue carte da gioco migliori: una pecca enorme è l’immersione nei trasporti. Se Clocchiatti si conferma negli ostacoli un po’ come la Pesole, dobbiamo parlare di Tarzan Barbati. Record mondiale Junior nel superlife, 2’11”58, e già basterebbe. Invece il ragazzo ci sa fare a misto, a pinne e non disdegna il torpedo dove però c’è da lavorare – così come sulla corsa, un po’ impettita, sfoggiata sul bordo vasca. Assente giustificato Pinzuti per gli Eurojunior, chiudiamo con il record dell’Interamnia nella mista in 1’35”39.

Ragazzi – Giovani e Giovanelli

Società ormai protagonista nel panorama nazionale Amici Nuoto Riva conferma qui il suo talento migliore nel panorama Ragazzi. Ora con tutte le pinze del caso ma io farei in campo femminile tre nomi e una squadra.

Foto: Galasso, Riva, Cozzi, Migliari

Tre titoli italiani come quest’inverno, Helene Giovanelli si toglie la soddisfazione di incamerare il primato del manichino in 38’36’’, un tempo veramente pregevole anche in ottica superiore e un’ottima tecnica di trasporto. Così come desta una grande impressione Rachele Gega. La piccola 2003 della Manziana continua la sua crescita nelle gare a pinne, migliora il super e cambia dal trasporto al misto. Il risultato sono 4 podi e un titolo con 1’02”24 nel manichino con pinne, ma la prestazione più di spicco é il 1’22”30 del misto e la sua potenza nel trasporto. Un saluto al mio amico Federico e alla sua atleta Irene Sosso è doveroso: passa da 1’12”a 1’07”74 e toglie la gioia della vittoria a Rachele.
Ma il grosso exploit che ho visto è stato la staffetta trasporto femminile. Il tempo è stratosferico: 1’34”74 sono 5 secondi meno del loro precedente stabilito a Milano a giugno, il terzo tempo giovanile e il nono complessivo ottenuto qui. Avrebbero vinto anche nelle Cadette. Galasso, Riva, Cozzi e Migliari le Rane Rosse autrici di questo primato.

Nei maschi c’é bisogno di dirlo? Lo strapotere Gym Sport è netto. Solo nelle pinne non raccolgono un podio, tre vittorie individuali con D’Angelo che sfiora il record a ostacoli, vince davanti a Cipriano (autore di tre podi) il misto e anche il trasporto. Nel misto sono già a livello Junior, 1’08” il loro passo. Le staffette sono dominate con due record italiani in 1’48”30 nella ostacoli e 1’37”46 nella mista (terzo miglior tempo giovanile) e la trasporto risulta la migliore di tutte le categorie giovanili: il che non è di buon auspicio… significa che qualcosa non va nelle staffette di Junior e Cadetti!
Devo fare altri tre nomi. Negrotto Cambiaso ex primatista di pinne che si cimenta dappertutto e solo il nome merita la citazione… ma anche i podi a ostacoli e misto dove anche lui è al pari dei ragazzi del Gym. Mattei lo conosciamo già, primatista di pinne e primo Ragazzi a scendere sotto i 50”si prende qui anche il record a torpedo. Potrebbe vincere anche il super ma la sorpresa c’è anche qui e guarda caso nella mia gara preferita (non si è capito?). Viene dal Guidonia, si chiama Flavio Feliciangeli e ci sa fare con le pinne. Ma anche col trasporto. Tutto insieme viene fuori il record italiano: veniva da 2’28”, se ci si allena tutto può succedere.

Esordienti A – Vi fa un… Mazzi così!

Vedremo che succederà a questa ragazzina del Guidonia Manianpama, altro piccolo centro dove nascono i talenti del salvamento. Intanto anche qui non le riesce l’en plein ma un altro primato nelle pinne, l’ennesimo, lo mette giù: e siamo a 32”11. Ha già 1’14” a torpedo con le pinne di gomma, il futuro la aspetta.

Non mi dilungo sui piccoli, sappiamo che può succedere di tutto, però che il salvamento sta crescendo si vede dai tanti primati di staffetta, cinque su sei.. e va bene la mista è nuova ed è facile da migliorare, però ostacoli da 1’59”90 non è male nei maschietti, così come 1’43”98 della stessa SAFA nella mista (pinne di gomma… of course).

E che dire di tre staffette trasporto femminili sotto i due minuti per il podio, con Termoli che arriva al primato in 1’57”31? Come dice il suo allenatore... piano piano, arriviamo anche noi.

E io invece chiudo qui: ringrazio e saluto Vittorio, che mi ha tenuto sveglio al ritorno fino alle 2 di notte. Anche questo è salvamento.

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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