Giorno uno subito ricco di protagonisti, con tanti giovani ma anche parecchie stelle già discretamente affermate. Una di queste è senza dubbio l’ucraino Mykhailo Romanchuk, che dopo l’argento mondiale e il testa a testa con Paltrinieri va a prendersi gloria in solitaria con la cavalcata vincente dei 400 stile, vinti in 3’45’’96, nuovo record delle Universiadi.
Per i colori azzurri restano fuori dalla finale sia Filippo Megli undicesimo che Fabio Lombini tredicesimo, ma una stretta al cuore mi arriva quando leggo il nome di Andrea Mitchell D’Arrigo chiudere in ultima posizione la finale (nuotando quasi dieci secondi in più della qualifica dove aveva chiuso quarto in 3’49’’84!), non tanto per la prestazione ma per la bandierina USA a fianco del suo nome!
Faccio un salto in avanti per andare a vedere invece quanto di bello c’è stato per l’Italia. I sogni di medaglia di questa prima giornata erano affidati ai velocisti della 4×100 stile maschile e i ragazzoni della next generation non hanno steccato. Solo gli Stati Uniti sono più forti di Lorenzo Zazzeri, Ivano Vendrame, Alex Di Giorgio e Alessandro Miressi che strappano l’argento in 3’15’’24.
Tornando indietro troviamo la buona finale conquistata da Elena Di Liddo nei 50 farfalla. La pugliese, vista in ottima forma all’Energy for Swim, trova un piazzamento tra le migliori otto con 26’’74, mentre l’altra azzurra in semi, Aglaia Pezzato, rinuncia a scendere in acqua in vista della finale della 4×100 stile.
Altra semi è quella dei 100 dorso uomini, priva di azzurri in acqua, tutti eliminati in mattinata con Matteo Milli 17° e Matteo Restivo 22° entrambi appena sotto al 56’’. Il primo tempo d’accesso lo ottiene l’americano Justin Ress con 53’’34 mentre tra i big spicca la qualifica di Kosuke Hagino, quinto al momento con 54’’57.
Tocca alla finale dei 400 misti donne, dove Carlotta Toni lotta ma chiude in ottava posizione con 4’47’’35 dopo il buon 4’43’’91 della mattina. Stravince la giapponese Yui Ohashi con il nuovo record Universitario di 4’34’’40.
Si torna alle semifinali con i ragazzi dei 100 rana. Un campione olimpico al via, è il kazako Dmitriy Balandin che si prende il primo posto parziale in 1’00’’27 di due decimi più veloce dell’australiano Wilson. Poca Italia, con Andrea Toniato ultimo e fuori in 1’01’’92, mentre Federico Poggio è rimasto il primo degli esclusi dopo le batterie con 1’01’’83.
Giochi del Mediterraneo, i convocati del nuoto per Taranto 2026
La Direzione Tecnica delle squadre nazionali ha diramato l’elenco dei convocati per i prossimi XX Giochi del Mediterraneo, in programma a Taranto dal 22 al 25 agosto.
Convocati 48 atleti – 24 uomini e 24 donne.
Uomini
Lorenzo Ballarati (Carabinieri – CC Aniene), Jacopo Barbotti (CC Aniene), Andrea Camozzi (Carabinieri – CC Aniene), Luca De Tullio (Fiamme Oro – CC Aniene), Marco De Tullio (CC Aniene), Daniele Del Signore (Fiamme Gialle – CC Aniene), Matteo Diodato (Fiamme Oro – Livorno Aquatics), Lorenzo Gargani (RN Florentia), Ivan Giovannoni (Esercito – Aurelia Nuoto), Giovanni Guatti (RN Florentia), Francesco Lazzari (Fiamme Oro – Sport Club 12 Ispra), Gabriele Mancini (Marina Militare – CN Torino), Flavio Mangiamele (CN Torino), Christian Mantegazza (Fiamme Gialle – Team Trezzo Sport), Davide Marchello (Esercito – Aurelia Nuoto), Gianluca Messina (In Sport Rane Rosse – Esercito), Emanuele Potenza (Fiamme Oro – Livorno Aquatics), Andrea Prapugicu (Virtus Buonconvento), Alessandro Ragaini (Carabinieri – Team Marche), Alberto Razzetti (Fiamme Gialle – My Sport), Victor Sanin (SG Neuss), Simone Spediacci (Fiamme Oro – Livorno Aquatics), Edoardo Valsecchi (RN Florentia), Matteo Venini (Carabinieri – In Sport Rane Rosse).
Donne
Giada Alzetta (Leosport), Agata Maria Ambler (Team Veneto), Lisa Angiolini (Carabinieri – Virtus Buonconvento), Matilde Biagiotti (Fiamme Oro – RN Florentia), Alessia Bianchi (In Sport Rane Rosse), Martina Biasioli (CN Torino), Paola Borrelli (Fiamme Gialle – In Sport Rane Rosse), Elena Capretta (Fiamme Oro – CC Aniene), Antonietta Cesarano (Fiamme Oro – Time Limit), Noemi Cesarano (Marina Militare – Time Limit), Costanza Cocconcelli (Fiamme Gialle – Azzurra 91), Chiara Della Corte (Fiamme Oro – Campania Nuoto), Sara Franceschi (Fiamme Gialle – Livorno Aquatics), Anna Chiara Mascolo (Carabinieri – H. Sport), Irene Mati (RN Florentia), Bianca Nannucci (Fiamme Oro – RN Florentia), Benedetta Pilato (CC Aniene), Anna Pirovano (Fiamme Azzurre – In Sport), Sofia Sartori (Leosport), Azzurra Sbaragli (H. Sport), Viola Scotto Di Carlo (Fiamme Rosse – Napoli Nuoto), Chiara Tarantino (Fiamme Gialle – In Sport Rane Rosse), Federica Toma (Carabinieri – In Sport), Francesca Zucca (Fiamme Azzurre – Esperia).
Si tratta di una Nazionale decisamente forte, con 12 donne e 13 uomini che torneranno dall’esperienza di Parigi 2026 e un obiettivo stagionale ancora da centrare. Su tutti spiccano i nomi di Lisa Angiolini e Alberto Razzetti, a fare da capitani carismatici del gruppo, e Benedetta Pilato profeta in patria, a onorare l’evento che la sua Puglia attende da tempo.
In molti di questi potranno puntare alla finale e alle medaglie, con l’Italia che vorrà di sicuro essere ancor più protagonista del solito, visto che è anche paese ospitante per la questa volta, la prima dal 2009 (Pescara). Senza escludere nessuno, anche perchè molto dipenderà dalla concorrenza, per quasi tutti i nuotatori reduci da Parigi vale la pena prolungare lo sforzo in cerca di un bel risultato.
Come previsto, il resto dei convocati avrà nei Giochi del Mediterraneo una possibilità per assaporare la nazionale maggiore e mettersi in mostra, in un evento che, da questo punto di vista, sostituisce gli Europei under23, ma con un prestigio decisamente maggiore. Pensiamo soprattutto a chi ha mancato la qualificazione Europea di poco, come Agata Ambler o Viola Scotto Di Carlo, ma anche i mististi Emanuele Potenza e Simone Spediacci, atleti che hanno tutto il tempo per finalizzare appieno la loro stagione sull’evento di fine agosto, e rilanciare le loro chance in chiave futura.
C’è poi una buona schiera di atleti, dal lungo curriculum giovanile, come Andrea Prapugicu e Simone Venini o Francesca Zucca e Irene Mati, che in Taranto hanno una delle prime (se non la primissima) chance di vestire la cuffia della Nazionale dei grandi e dimostrare il loro valore in un contesto sicuramente molto prestigioso. Anche su di loro, l’Italnuoto conta per confermare il dominio del medagliere: a Orano 2022 furono 15 ori, 7 argenti e 13 bronzi.
Europei di Nuoto Parigi 2026: fra veterani e giovani, chi manca?
La selezione più ampia di sempre, per una trasferta extra italiana: questa è la Nazionale che volerà a Parigi, dal 10 al 16 agosto, per i Campionati Europei di nuoto.
Si tratta di un totale di 48 atleti, 26 uomini e 22 donne, che il DT Cesare Butini ha convocato ufficialmente in seguito ai risultati del Trofeo Sette Colli. Poche sorprese vere, tante conferme e tante chance di medaglia in vista della rassegna continentale. Facciamo un pò di chiarezza.
I titolarissimi
Partiamo da quelli che proprio non possono essere lasciati a casa, i pezzi da 90 della Nazionale attuale.
Si tratta di Ceccon, che deve solo decidere il programma gare, di Martinenghi, che al Sette Colli ha dato i primi segnali di ripresa, di Cerasuolo, che nei 50 rana sembra pressoché imbattibile, e anche di Razzetti, che ha ormai uno status internazionale consolidato in almeno 3 gare, e D’Ambrosio, fondamentale anche in chiave staffette.
Stesso discorso vale per Curtis, attesa all’Europeo della consacrazione, Quadarella, che negli anni ci ha abituati fin troppo bene, e Pilato, anche a Roma vista in netta crescita di prestazioni e convinzione. Da questo gruppetto di atleti ci si aspetta un grosso apporto di medaglie, e quel genere di prestazioni che danno spinta all’intera squadra.
I veterani
Non sono assolutamente seconde linea, anzi, sono atleti che da anni rappresentano la spina dorsale dell’Italnuoto a livello internazionale.
Alcuni di loro possono puntare fortemente al podio nelle gare in cui sono specialisti, come Deplano, Burdisso, Viberti, Angiolini e Bottazzo. Mentre atleti come Miressi, Frigo, Megli, De Tullio, Tarantino, Morini, Menicucci, Mascolo e Cocconcelli rappresentano sicurezze sia per posizioni individuali che per apporto alle staffette, che saranno un focus di questa spedizione.
Il gruppo giovane
È forse la parte più interessante di tutto questo discorso, perchè l’occhio di un appassionato guarda sì a LA2028, ma anche a Brisbane 2032. In questo senso, non si può non sperare in un acuto di Alessandra Mao o di Bianca Nannucci, che in questi giorni sono impegnate agli Euro Junior, ma anche in prove convincenti di Della Corte, Borrelli, Biagiotti e Alzetta, atlete che dovranno rappresentare il nucleo della nazionale del futuro. Così come, tra i maschi, sono molto attesi gli esordi di Ballarati, Barbotti, Camozzi e Del Signore, ma anche le conferme di Lazzari, Mantegazza e di un, si spera ritrovato, Ragaini.
Per tutti loro, non dovrà essere solo una trasferta di esperienza, come si diceva un tempo, ma un banco di prova ad alto livello, nel quale dimostrare il valore già raggiunto.
Chi manca?
Manca un gruppetto di atleti che ha, con merito, acciuffato la qualificazione, e che si trova nella situazione di non essere più giovanissimo (visto soprattutto l’età dei compagni di squadra), ma di avere ancora molte ragionevoli speranze da nutrire.
Parliamo di Busa, Diodato, Gargani, Guatti e Marchello, oltre a Bianchi, Capretta, Gastaldi, Pirovano e Toma. Alcuni di loro saranno fondamentali per le staffette, altri si giocheranno ottime chance a livello individuale, ma per tutti Parigi sarà un banco di prova determinante per il prossimo biennio.
Bonus track
Al netto della discrezionalità di iscrizione nei 1500 di Paltrinieri e Taddeucci, concentrati principalmente e giustamente sul fondo, sembra che la nazionale non abbia lasciato a casa nessun rimpianto.
Salta all’occhio la prima esclusione da tempo di Lorenzo Zazzeri, ex capitano incappato in una stagione negativa, e di Sara Franceschi, che si è avvicinata al tempo senza però centrarlo. Il gruppo era già consistente e completo, e quindi chi si è ha mancato di poco il pass, come Ambler e Scotto Di Carlo, non ha avuto il ripescaggio del DT.
Per molti di loro, probabile una chance, direi molto succulenta, ai Giochi del Mediterraneo (Taranto, 22/25 agosto).
Uomini
Lorenzo Ballarati (Carabinieri – CC Aniene), Jacopo Barbotti (CC Aniene), Federico Burdisso (Training Value Network), Michele Busa (Fiamme Oro – Imolanuoto), Andrea Camozzi (Carabinieri – CC Aniene), Thomas Ceccon (Fiamme Oro – Leosport Nice Footwear), Simone Cerasuolo (Fiamme Oro – Imolanuoto), Carlos D’Ambrosio (Fiamme Gialle – Fondazione Bentegodi), Luca De Tullio (Fiamme Oro – CC Aniene), Marco De Tullio (CC Aniene), Daniele Del Signore (Fiamme Gialle – CC Aniene), Leonardo Deplano (Carabinieri – CC Aniene), Matteo Diodato (Fiamme Oro – Livorno Aquatics), Manuel Frigo (Fiamme Oro – Team Veneto), Lorenzo Gargani (RN Florentia), Giovanni Guatti (RN Florentia), Michele Lamberti (Fiamme Gialle – GAM Brescia), Francesco Lazzari (Fiamme Oro – Sport Club 12 Ispra), Christian Mantegazza (Fiamme Gialle – Team Trezzo Sport), Davide Marchello (Esercito – Aurelia Nuoto), Nicolò Martinenghi (CC Aniene), Filippo Megli (Carabinieri – RN Florentia), Alessandro Miressi (Fiamme Oro – CN Torino), Alessandro Ragaini (Carabinieri – Team Marche), Alberto Razzetti (Fiamme Gialle – My Sport), Ludovico Blu Art Viberti (Fiamme Oro – CN Torino).
Donne
Giada Alzetta (Leosport), Lisa Angiolini (Carabinieri – Virtus Buonconvento), Matilde Biagiotti (Fiamme Oro – RN Florentia), Alessia Bianchi (IN Sport Rane Rosse), Paola Borrelli (Fiamme Gialle – IN Sport Rane Rosse), Anita Bottazzo (Fiamme Gialle – Imolanuoto), Elena Capretta (Fiamme Oro – CC Aniene), Costanza Cocconcelli (Fiamme Gialle – Azzurra 91), Sara Curtis (Esercito – Roero), Chiara Della Corte (Fiamme Oro – Campania Nuoto), Silvia Di Pietro (Carabinieri – CC Aniene), Anita Gastaldi (Carabinieri – VO2 Nuoto Torino), Alessandra Mao (Team Veneto), Anna Chiara Mascolo (Carabinieri – H. Sport), Emma Virginia Menicucci (Esercito – CC Aniene), Sofia Morini (Fiamme Oro – Azzurra 91), Bianca Nannucci (Fiamme Oro – RN Florentia), Benedetta Pilato (CC Aniene), Anna Pirovano (Fiamme Azzurre – In Sport), Simona Quadarella (CC Aniene), Chiara Tarantino (Fiamme Gialle – In Sport Rane Rosse), Federica Toma (Carabinieri – In Sport).
Foto: Fabio Cetti | Corsia4
Europei di Nuoto, i convocati per Parigi 2026
La Direzione Tecnica delle squadre nazionali ha diramato l’elenco dei convocati per i prossimi Campionati Europei, in programma a Parigi dal 10 al 16 agosto.
Convocati 48 atleti – 26 uomini e 22 donne – in linea con criteri e tempi limite.
Uomini
Lorenzo Ballarati (Carabinieri – CC Aniene), Jacopo Barbotti (CC Aniene), Federico Burdisso (Training Value Network), Michele Busa (Fiamme Oro – Imolanuoto), Andrea Camozzi (Carabinieri – CC Aniene), Thomas Ceccon (Fiamme Oro – Leosport Nice Footwear), Simone Cerasuolo (Fiamme Oro – Imolanuoto), Carlos D’Ambrosio (Fiamme Gialle – Fondazione Bentegodi), Luca De Tullio (Fiamme Oro – CC Aniene), Marco De Tullio (CC Aniene), Daniele Del Signore (Fiamme Gialle – CC Aniene), Leonardo Deplano (Carabinieri – CC Aniene), Matteo Diodato (Fiamme Oro – Livorno Aquatics), Manuel Frigo (Fiamme Oro – Team Veneto), Lorenzo Gargani (RN Florentia), Giovanni Guatti (RN Florentia), Michele Lamberti (Fiamme Gialle – GAM Brescia), Francesco Lazzari (Fiamme Oro – Sport Club 12 Ispra), Christian Mantegazza (Fiamme Gialle – Team Trezzo Sport), Davide Marchello (Esercito – Aurelia Nuoto), Nicolò Martinenghi (CC Aniene), Filippo Megli (Carabinieri – RN Florentia), Alessandro Miressi (Fiamme Oro – CN Torino), Alessandro Ragaini (Carabinieri – Team Marche), Alberto Razzetti (Fiamme Gialle – My Sport), Ludovico Blu Art Viberti (Fiamme Oro – CN Torino).
Donne
Giada Alzetta (Leosport), Lisa Angiolini (Carabinieri – Virtus Buonconvento), Matilde Biagiotti (Fiamme Oro – RN Florentia), Alessia Bianchi (IN Sport Rane Rosse), Paola Borrelli (Fiamme Gialle – IN Sport Rane Rosse), Anita Bottazzo (Fiamme Gialle – Imolanuoto), Elena Capretta (Fiamme Oro – CC Aniene), Costanza Cocconcelli (Fiamme Gialle – Azzurra 91), Sara Curtis (Esercito – Roero), Chiara Della Corte (Fiamme Oro – Campania Nuoto), Silvia Di Pietro (Carabinieri – CC Aniene), Anita Gastaldi (Carabinieri – VO2 Nuoto Torino), Alessandra Mao (Team Veneto), Anna Chiara Mascolo (Carabinieri – H. Sport), Emma Virginia Menicucci (Esercito – CC Aniene), Sofia Morini (Fiamme Oro – Azzurra 91), Bianca Nannucci (Fiamme Oro – RN Florentia), Benedetta Pilato (CC Aniene), Anna Pirovano (Fiamme Azzurre – In Sport), Simona Quadarella (CC Aniene), Chiara Tarantino (Fiamme Gialle – In Sport Rane Rosse), Federica Toma (Carabinieri – In Sport).
Sarà la rappresentativa più numerosa di sempre per un’edizione fuori dall’Italia (record a Roma 2022 – 56 atleti, ndr); una giusta sinergia tra quantità e soprattutto qualità
– sottolinea il direttore tecnico Cesare Butini –
Questa nazionale è l’espressione di un movimento in buona salute.
Ringrazio le società per il grande impegno e i tecnici per la loro professionalità. Ora ci aspetta un banco di prova importante per confermarci tra i protagonisti in campo internazionale.
Saranno schierati 4 atleti e atlete solo nelle gare individuali dei 100 e 200 stile libero.
La direzione tecnica si riserva la possibilità di schierare nei 1500 stile libero Ginevra Taddeucci (batterie il 13 agosto) e Gregorio Paltrinieri (batterie il 14 agosto), punte di riferimento della nazionale di nuoto in acque libere (fiume Senna, 4-8 agosto).
5 Nomi dai Campionati Spagnoli
La Spagna andrà all’Europeo di Parigi senza Carles Coll Marti, uno dei suoi nuotatori più promettenti (già campione del mondo ed europeo nei 200 rana in corta), il quale non ha potuto partecipare ai Trials a causa di un problema burocratico con il visto.
Oltre a questo inconveniente, la Spagna è una nazione in netta crescita natatoria, quindi ecco 5 nomi direttamente dai trials che si sono volti a Palma de Maiorca.
Luca Hoek le Guenedal
Si tratta di un nome che è nel nostro radar già da tempo, soprattutto per la giovane età (2008), e che a questi trials ha dato una vera dimostrazione di forza. Nonostante in estate debba affrontare prima gli EuroJunior e poi gli Europei maggiori, lo stileliberista spagnolo si è presentato con una buona condizione, e nei 100 ha vinto con il nuovo record spagnolo, 47.72.
Essendo andato forte anche il secondo classificato, Cesar Castro Valle (47.98), e il terzo, Miguel Perez-Bodoy (48.38), la staffetta a stile della Spagna va tenuta d’occhio in prospettiva europea. Per Luca, bene anche i 200 stile, vinti con un miglioramento cronometrico di più di un secondo, in 1.46.10, e in generale la sensazione che sia veramente in rampa di lancio.
Maria Daza Garcia
Tra le donne, salta all’occhio il livello dei 200 stile: Maria Daza Garcia ha vinto la finale B in 1.57.43, mentre la finale A è stata vinta da Ainhoa Campabadal Amezcua con 1.57.86. Sono entrambe qualificate, ma la prima (classe 2007) è di sicuro la più sorprendente, e fa il paio con alcune ottime prestazioni delle (più giovani) iberiche alla Comen, per una Spagna che punta forte al futuro. A ulteriore prova della crescita di data Garcia, c’è anche l’oro e il pass nei 100 stile, in 54.20.
Ivan Martinez Sota
Un bel 53.26 nei 100 dorso ci fa notare il 2005 di Barcellona, che a questi trials si è parecchio migliorato e che ha vinto anche i 50 in 24.76. Se nei 200 dorso, in Spagna, continua a dominare Hugo Gonzalez de Oliveira (1.55.95), per la velocità il nuoto iberico ha un nome nuovo.
Irene Ciercoles Galve
Si tratta di una ragazza del 2010, che è andata bene sia nei 100 dorso, vinti in 1.00.10, che nei 100 stile, dove è arrivata seconda in 54.76. Sono due pass europei per lei, una polivalente che in prospettiva può davvero fare ottime cose.
Alba Vazquez Ruiz
Nei 200 misti, Alba Vazquez Ruiz mette a segno la miglior prestazione tabellare di tutto il computo femminile, nuotando 2.11.39. Per lei, che a Lublino è stata sul podio dei 400 misti insieme alla compagna Emma Carrasco (che invece, per Parigi non si è qualificata), la possibilità di confermare le buone sensazioni di questo inverno anche in lunga.
Il climate change al Sette Colli
Fa caldo.
Stavolta si dovranno convincere un pò tutti, dai più scettici indecisi ai negazionisti totali: l’ondata di calore che ha investito l’Europa è davvero eccezionale. Talmente eccezionale da far prendere sempre più precauzioni ufficiali, diciamo molto più ufficiali di Studio Aperto che consiglia idratazione e riposo nelle ore più calde (che comunque aiuta, quindi fatelo).
Ma allora cosa c’è di meglio se non tre giorni di gare all’aperto al Foro Italico?
(Ovviamente, senza fare le gare in acqua eh, ma solamente guardandole sotto il sole cocente della mattina e tardo pomeriggio romano).
Quello che sto per scrivere, quindi, potrebbe essere dettato dalla calura, oppure dagli incubi notturni nel tentativo, vano, di sentire un filo d’aria. O forse no.
Eccezionale
Forse non è stato solo il caldo a farmi sembrare eccezionale questa edizione del Settecolli. Potrebbe essere stata la quantità di fenomeni d’acqua, quelli che chiamiamo “stelle internazionali” presenti a Roma. Una quantità effettivamente pazzesca, una delle più alte concentrazioni degli ultimi anni, qualcosa che inorgoglisce l’Italia del nuoto e il Trofeo in sé, che è sempre di più una perfetta tappa di passaggio verso l’estate dei grandi eventi.
Quest’anno ci sono state le sorelle Walsh, Marrit Steenbergen, Sarah Sjoestroem, Adam Peaty, Apostolos Christou, Daniel Wiffen, Siobhan Haughey, Kristof Milak, Noè Ponti, Tessa Schouten, Caspar Corbeau, David Popovici e molti altri.
E poi, ovviamente, la presenza in toto della squadra italiana, che ormai da sola fa già di un evento una grande manifestazione. Ceccon a mezzo servizio, Martinenghi al rientro e Paltrinieri appannato dai chilometri? Non fa niente, ci pensano gli altri., da Cerasuolo a Quadarella, da Pilato a Razzetti, fino a Sara Curtis, stella incontrastata di questa stagione del nostro nuoto.
Eppure è sembrato normale, ed è questo, forse, il vero grande segreto del Settecolli.
Normale
Diciamo che, quando una cosa eccezionale viene percepita come normale, ci sono due possibilità: o non è effettivamente eccezionale, oppure non ci abbiamo capito niente. E possono essere vere anche entrambe le cose.
Se, per esempio, percepiamo come normale un record italiano, solo perchè facendolo si arriva terzi, allora non abbiamo capito niente dell’eccezionalità della cosa. Ma allo stesso tempo stiamo percependo come normale quel record, tanto è il potenziale dell’atleta in questione (Sara Curtis, per chi non l’avesse capito).
Se, al contrario, percepiamo come normale vedere un campione olimpico e recordman del mondo fuori condizione, con barba lunga e voglia di nuotare corta, probabilmente non abbiamo capito fino in fondo le sue motivazioni, fisiche e psicologiche. Ma allo stesso tempo stiamo percependo come normale una cosa che è già successa in passato, per la quale ci siamo preoccupati molto ma dalla quale, comunque, l’atleta in questione (Ceccon, per i meno smart) è uscito alla grande, spesso più forte di prima.
E allora, questo cambiamento climatico?
Climate change
Secondo la definizione più comune, il climate change è l’indice della “variazione a lungo termine delle condizioni meteorologiche medie e della variabilità del clima terrestre”. Si tratta quindi di un processo lento ma inesorabile, del quale vanno studiate con attenzione le cause se si vogliono, almeno in parte, prevedere gli effetti.
Un processo, quindi, che per avverarsi ha bisogno di mesi, anni, forse anche decenni. E che non è mai finito. Proprio come il climate change nel nuoto italiano, che ieri aveva quasi solo Paltrinieri a tenerne alta la bandiera, poi ha avuto Ceccon e Martineghi e oggi, incredibilmente, sembra quasi poterne fare (momentaneamente) a meno.
Mentre sto scrivendo, sta arrivando il temporale.
9 Giovani dal Sette Colli 2026
Parliamo ancora di Sette Colli e dei nomi giovani (e in questo caso, nella categoria comprendiamo sia i giovanissimi sia quelli che, ancora, non si sono completamente affermati) da portarci a casa, in chiave presente e futura, per la nazionale italiana.
Alessandra Mao (2011)
Era sicuramente una delle giovani più attese, sia per il grande hype che c’è intorno ad ogni sua gara da un anno a questa parte, sia perchè viene da un periodo dove i suoi impegni sono stati, giustamente, centellinati. A Roma ha nuotato solamente i 200 stile, ha acciuffato la finale A con l’ottavo tempo (1.59.60) e poi ha dato gas nel pomeriggio, arrivando al secondo posto con un incoraggiante 1.57.24. Teniamo presente due cose: il suo personal best è 1.57.00, il suo anno di nascita il 2011. Questa estate vuole, parole sue, far bene gli EuroJunior, ai qual l’anno scorso non era andata come voleva.
Lorenzo Ballarati (2006)
Nei 100 stile, 48.64 in batteria, 48.64 in finale: tra gli italiani a Roma, è andato meglio di Ballarati solo D’Ambrosio. Con Miressi e Frigo qualificati, e Zazzeri che sembra leggermente appannato, i due squilli al Sette Colli potrebbero valergli il posto in staffetta e la prima chiamata in nazionale maggiore.
Francesco Lazzari (2004)
Nella finale dei 50 dorso, Francesco Lazzari ha dato pensieri perfino ad Apostolos Christou, che si è dovuto impegnare per toccare davanti di soli 29 centesimi. Con il suo 24.69, il varesino si è conquistato il pass europeo per Parigi, consolidato poi con il 53.91 nuotato nella finale dei 100 dorso. In questo momento, ha più consistenza e affidabilità di Michele Lamberti.
Giovanni Guatti (2003)
Se nei 100 non è ancora brillantissimo, il 50 stile di Giovanni Guatti è molto positivo. Al Sette Colli, primo sub 22 per il toscano, che con 21.97 centra la qualificazione per Parigi e da continuità a quanto di buono fatto lo scorso anno.
Martina Biasioli (2003)
Continua la disperata ricerca di una dorsista con risultati convincenti, e soprattutto costanti, che possa dare un’apertura fiduciosa alla staffetta mista italiana. Al Sette Colli è stato evidente il miglioramento di Martina Biasioli, che già a Torino era scesa sotto i 61 secondi, e che poi a Roma ha vinto con 1.00.77. Dagli Assoluti, la qualificata era Federica Toma, che a Riccione aveva nuotato 1.00.59, mentre sempre al Sette Colli va registrato anche l’ottimo 50 di Chiara Lamanna (2008), scesa a 28.28. La ricerca continua.
Sofia Napoli (2010)
La giovanissima di Arezzo ha nuotato 4.44.45 nei 400 misti, ultimo di una progressione interessante di risultati che, già da un anno, la pone al centro dell’attenzione dei talenti da segnalare. È del 2010 e, nella bella finale a Roma vinta da Alex Walsh su Ellen Walshe, è arrivata sesta, con un ultimo 100 chiuso in 1.04. Non male.
Giada Alzetta (2006)
Con la qualificazione europea nei 400 misti già in tasca, ottenuta grazie alla vittoria di Riccione, Giada Alzetta poteva nuotare un settecolli tranquillo, come hanno fatto, tra l’altro, in molto nella sua situazione. Invece la nuotatrice veneta si è presentata a Roma in condizione, e ha addirittura migliorato il suo personale, nuotando in finale 4.39.94. Molto bene, sperando tenga la forma fino a Parigi.
Matteo Diodato (2003)
In un momento di grande cambiamento generazionale del mezzofondo, il nome di Diodato era sicuramente tra quelli più attesi. Il livornese ha vinto la finale dei 1500, migliorandosi nettamente e portando il suo personale a 14.53.73. Se è ancora presto per gridare al miracolo, va anche detto che avere un ventitreenne che nuota vicino ai 14.50 non è niente male. Forse, essendo abituati molto bene, lo abbiamo dato per scontato.
Alessandro Ragaini (2006)
Dopo l’exploit nella stagione olimpica, abbiamo assistito a quella che viene spesso definita un’involuzione di Alessandro Ragaini e dei suoi risultati in vasca, fatto che ha ovviamente allarmato e acceso gli animi degli appassionati. La verità è che non tutti migliorano allo stesso modo e con la stessa velocità, e perfino chi sembra un fenomeno da giovane può trovare la sua strada con un lungo percorso di crescita e sviluppo (vedi Marrit Steenbergen, per esempio). Bisogna avere pazienza e non smettere di crederci: Ragaini al Sette Colli ha dato un bel segnale, giungendo secondo nei 400 stile con un buon 3.46.96, tempo molto vicino al suo personale del 2023. Nei 200, poi, si è fermato a 1.47.95, ma io vedo il bicchiere mezzo pieno.
Notizie migliori arrivano dai 200 dorso donne, dove Margherita Panziera spalleggia con le migliori ed entra in finale con il terzo tempo. 2’10’’50 è un buon crono, ma per la medaglia servirà almeno quanto nuotato a Budapest (2’09’’43) perché la concorrenza è alta.
L’ultima semifinale di giornata sono i 50 farfalla uomini, con il dominio del bronzo di mondiale Andrii Govorov, primo senza affanni in 23’’17. A spessore internazionale solo Konrad Czerniak può infastidirlo, ma il polacco non sembra al meglio ed è dentro solo con l’ottavo crono in 23’’76. Per l’Italia out Carini in batteria, fuori anche Andrea Vergani, che trova la semi chiusa al 14° posto in 24’’20.
Chiudono le ragazze della 4×100 stile: il Canada con Katerine Savard in apertura vince in 3’39’’21, due decimi meno della Russia e poco meno di un secondo più veloce degli USA. L’Italia con Aglaia Pezzato, Paola Biagioli, Rachele Ceracchi e capitan Laura Letrari chiude settimana in 3’42’’71.
Oggi la seconda giornata con le finali a partire dalle 13.02 italiane!!
(foto copertina: Federnuoto.it)
