Se leggete i siti di nuoto di tutto il mondo, in questi giorni, scoprirete che ci sono notizie e non notizie.

Poco male, perché la pausa invernale è lunga e silenziosa in qualche modo il tempo va riempito.

Ed ecco che arriviamo noi: Fatti di nuoto Weekly è qui per selezionare le notizie, anche quelle potenziali, ma che scaldano il cuore degli appassionati.

Un esempio? Si parla sempre con più insistenza di un possibile Ledecky vs McIntosh negli 800 già a Singapore, e l’hype è già alle stelle.

Mentre Chad Le Clos si prende uno stop forzato per curarsi collo e schiena (forza Chaddino, non mollare) e Sarah Sjöström è in dolce attesa, noi continuiamo a bramare nuoto, tanto che anche un taglio di capelli di Ceccon in Australia diventa una notizia che vale la pena riportare, al pari di quella che vede la WADA ritirare le accuse contro l’USADA nella guerra intestina tra agenzie antidoping.

Eccone altre, selezionate solo per voi e condite con un pò di pareri personali, che non fanno mai male.

Open Water World Cup

Lo dico da tempo: il futuro del nuoto è nelle acque libere. La mia opinione non è cambiata, anzi, dopo la prima tappa della World Cup 2025 lo penso ancora di più, e credo che le potenzialità del circuito di nuoto in acque libere siano appena all’inizio della loro possibile evoluzione.

Non manca davvero niente al nuoto di fondo per diventare il primo vero evento seriale e di successo degli sport acquatici: ci sono le location (Soma Bay super), gli atleti (un bel gruppo di Olimpionici e Mondiali), la competizione (proporzionale al crescere della popolarità) e non mancano nemmeno le idee (ottimo, ad esempio, il format con le 10 km e la staffetta, senza più la 25 km, troppo lunga e poco spendibile verso il pubblico moderno).

Se dovessero arrivare anche i soldi veri, sarebbe successo assicurato e si aprirebbero scenari interessanti.

A Soma Bay, intanto, hanno dominato Florian Wellbrock e Moesha Johnson, con il tedesco che è sembrato quello (imbattibile) dei giorni migliori e l’australiana che ha battuto di poco Ginevra Taddeucci.

Tra i maschi, il migliore per l’Italia è stato Andrea Filadelli (sesto), mentre sono stati ben cinque gli squalificati per il passaggio irregolare sotto la boa (tra di loro anche Gregorio Paltrinieri).

Per i nostri è arrivato comunque il bronzo nella staffetta, composta da Giulia Gabbrielleschi, Ginevra Taddeucci, Gregorio Paltrinieri e Luca De Tullio, quest’ultimo debuttante nelle open water.

Prossimo giro? 25-26 aprile a Ibiza (!).

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Meeting del Titano

A San Marino si è svolta la consueta prova invernale in vasca da 50, nella quale si ritrovano spesso molti dei nazionali azzurri in cerca delle prime sensazioni sulla strada verso gli Assoluti.  Il nome più interessante che esce dal weekend di gare è quello di Christian Mantegazza, giovane classe 2005 del Team Trezzo che si è portato a casa 100 e 200 rana (1.01.95, 2.14.05) e 200 misti (2.02.29). Per il resto tempi discreti.

Continuo a pensare che se il nuoto si strutturasse in maniera meno dispersiva, anche solo a livello nazionale, in un circuito tipo la World Cup di fondo e quella dei tuffi dalle grandi altezze (Elisa Cosetti e Andrea Barnaba nel team titolare delle 4 tappe) ne verrebbe fuori qualcosa di nettamente più interessante.

Tipo il circuito NCAA, che è diventato talmente centrale nel discorso dei nuotatori da richiamare non solo i migliori statunitensi, ma sempre più stranieri alle Università americane. Tanto che ci sono già le prime preoccupazioni dovute al restringimento dei fondi per i programmi sportivi e alle leggi di cui si parla (per ora solo in Texas) sulla diminuzione di visti che potrebbero venire rilasciati.

Tornando al discorso sportivo, sono sempre di più gli atleti che decidono di gareggiare in yards durante l’inverno, in contesti competitivi e stimolanti, preferendo questo scenario ad una piatta programmazione standard.

Una scelta non banale.

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4