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Viva la mamma

Michael Phelps con la madre src=Mia moglie è uscita con le amiche, c’è un compleanno o qualcosa del genere, allora sono solo in casa (il cane dorme, è tardi). Finalmente posso bermi tranquillo il mio rhum superiore Barcelo Anejo e guardare quel che è successo in giro.

Si è conclusa in Cina la Coppa del Mondo che assegna qualche dollaro ai vincitori già da qualche annetto. Mi domando perchè i nostri atleti non fanno come il bel Chad Leclos e la mia favorita, Katinka Hosszu, e non girellino un po’ per fare qualche soldo. Insomma è vero che l’italico atleta non può permettersi di gareggiare diciotto volte al weekend come la magiara (poi la mamma telefona all’allenatore che gli ha messo troppe gare), però un paio di vittorie a cinque cocuzze a successo schifo non fanno.

Questo lo ha capito il delfinista sudafricano, che date le ristrettezze della sua federazione (anche suo papà ha protestato con gli organi federali, probabilmente aizzato dalla moglie che deve avere lontane origini nel Bel Paese) ha pensato bene di guadagnarsi la pagnotta col sudore del cloro.
Probabilmente non è così per la Hosszu, che però deve gareggiare di continuo altrimenti fa come gli squali che muoiono perchè smettono di nuotare.

Andando in giro per meeting, vedo che il nostrano Rivolta abbatte record nei 100 farfalla come noccioline. Matteo, novello Matthes – il dorsista degli anni settanta che guardava il tabellone elettronico per migliorarsi di poco – lo abbatte di pochi centesimi ogni volta così vince la pizza serale messa in palio da sua mamma se migliora il suo tempo. Speriamo che in Danimarca, a dicembre, scenda di tanto se vuole conquistare il primo podio della sua carriera internazionale. Apro qui una petizione alla mamma per fare due pizze extra se lo batte di almeno mezzo secondo.

Ma la notizia di questi giorni è il rumor sul ritorno di Michelone. L’americano dalle grandi orecchie (per parafrasare il titolo della Coppa dei Campioni) ha parlato con mamma Debbie, in crisi di astinenza da scenate post-vittoria e che soffre moltissimo per non essere più inquadrata dalle telecamere. Ebbene lui, che ha un cuore d’oro e non può vederla così, sta seriamente pensando al rientro. Le motivazioni non mancano, d’altronde. Diversi record non sono ancora al suo attivo: il primo a non fare una meschina figura dopo un rientro all’attività agonistica (vogliamo ricordare Spitz o Thorpe), il primo a raggiungere le centomila medaglie in competizioni internazionali, il primo a vincere un oro olimpico allenandosi a golf, il primo nuotatore a vincere essendo il padrone della piscina in cui nuota e il datore di lavoro del suo allenatore; immaginatelo mentre, spalleggiato da mamma Debbie, dice al nostro bravo Bob: “sei fuori, non hai periodizzato bene questo mese”!

bierre

immagine da vanityfair

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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