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Dieci domande a…Martina Mazzi

Dieci domande a…Martina Mazzi
Martina Mazzi

Martina Mazzi sul podio

1) Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo che dai a Corsia 4. Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuta?

Ciao a tutti , nuoto nella Nuotatori Modenesi dal 2011 con Fabrizio Sfondrini e nei 4 anni precedenti ho fatto parte della Reggiana Nuoto. Prima ancora del Salvamento invece, ho nuotato nella Modena Nuoto.

2) Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnata negli allenamenti.

Mi sono Laureata lo scorso Ottobre in Scienze Motorie Sport e Salute all’Università di Parma e da quest’anno lavoro in 2 piscine ; da una parte come responsabile di un progetto con le scuole, dall’altra come allenatrice di una squadra di bambini.

Nel poco tempo libero che rimane, mi piace andare in giro con il cane, giocare a qualsiasi cosa dal beach volley al biliardino, e quando si riesce amo godermi il campeggio con gli amici.

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

La prima convocazione in Nazionale Giovanile nel 2008. Ricordo più che la mia, la gioia negli occhi dei miei compagni e la soddisfazione del mio vecchio allenatore Matteo Montorsi (NDR:e la mia!!!)

Se mi avessero detto 6 anni fa che avrei rivissuto le stesse emozioni non ci avrei creduto. E invece!

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Nel 2011 quando nella vecchia squadra era andato via l’allenatore. E’ stato un momento destabilizzante per tutti perché era venuto a mancare il nostro più grande punto di riferimento.

Fortunatamente invece di mollare, ho cambiato rotta e sono andata a far compagnia a Federica Ferraguti a Maranello.

5) Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento a cui sei particolarmente grata?

Ce ne sono tante davvero. Probabilmente però se non ci fosse stata Valentina Morini , amica e compagna di allenamento, a quest’ora starei giocando a Frisbee, Rugby, Pallavolo o chissà a quale altro sport.

Subito a fianco devo le mie soddisfazioni più grandi agli allenatori che mi hanno sopportato e supportato da Matteo Montorsi in passato fino a Fabrizio Sfondrini con Federica Ferraguti oggi.

6) Per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscita a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

“Prima la scuola Martina” . Quante volte ho sentito questa frase. E quanto è vero.

Lenta com’ero a studiare e stanca da allenamento spesso e volentieri mi ritrovavo sui libri a notte fonda, in continua lotta con Morfeo!
E’ stato complicato ma non è impossibile per nessuno.

Un consiglio che posso dare, è trovare il proprio metodo di studio. Non esiste infatti un modo che vada bene per tutti, dunque è importante andare alla ricerca del proprio, che ti permetta di dedicarti alla tua istruzione, ma anche di seguire un qualsiasi altro interesse. In una parola: organizzazione!

7) A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di esser atleti agonisti. Come era la tua situazione?

Io per fortuna fino alle superiori non ho mai avuto nessun problema anzi , c’è sempre stato tanto rispetto e ammirazione verso tutti gli studenti che coltivavano una passione al di fuori della scuola.

All’università qualche Docente con strane idee non è mancato.. ma ha anche capito che a 200 ragazzi di Scienze Motorie non puoi impedire di fare Sport!

8) Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita dell’atleta…la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incita,va ti osteggiava, indifferente…

Se si chiede a mamma e papà che gare faccio … seguono momenti di silenzio e di sorrisi imbarazzanti. Poi però a 24 anni te li trovi ancora lì in prima fila per vederti gareggiare esattamente come quando di anni ne avevi 8. Direi che meglio di così non si può stare.

9) Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Al momento i miei progetti sono in lavatrice e non so in che condizioni ne usciranno!

Scherzi a parte, spero in qualche modo di non uscirne mai. Chissà, magari un giorno i bambini che alleno si avvicineranno come ho fatto io al Salvamento e si ritroveranno davanti a un computer a rispondere a “Dieci Domande a ..”

10) Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

Ti vuoi divertire davvero? E allora entra in acqua, mettiti le pinne e scopri qualcosa che ti cambierà la vita.

Grazie mille, e a presto!

Grazie mille a te!

 

Foto: Vaporidicloro

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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