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Cloro Cuffia, TriathlonStresa!

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Ho appena scritto un post su FaceBook, “Tri sport is meil che uan”. Un commento alla foto del pettorale e della cuffia di un Triathlon Olimpico a cui ho partecipato.

Ho il giusto allenamento e le capacità di base per partecipare e, seppur faticando ”abbestia”, divertirmi.

Che poi tutti sanno che ad un nuotatore non fa bene correre, che al ciclista la corsa è praticamente vietata e che un corridore non dovrebbe nuotare perché rischierebbe di aumentare la massa muscolare che si tradurrebbe in peso superfluo da portarsi sul groppone falcata dopo falcata.

Il Triathlon è l’estrema sintesi  di tre discipline che non dovrebbero mai combinarsi tra loro.

E’ il controsenso fatto sport. Ma a noi piacciono i controsensi e lo sport.

 Passi dagli spruzzi  e dal rumore dell’ acqua  all’aria in faccia della bici per ritrovarti a sentire il rumore dei passi cadenzati dal respiro sempre più profondo. Il tutto indossando  un tutino attillato gioia dei narcisi e degli esibizionisti.

Tutto cominciò un anno fa quando ad un “Tri sport is meil che uan”  mi si spense la luce a meno di cento metri dall’ arrivo.

Ricordo un caldo da altoforno e il miraggio dell’ arrivo e poi…blackout. Mi sono spalmato per terra. Quando ho riaperto gli occhi ho visto una mano che stava atterrando sulla mia faccia. Barella e via.  Vinsi anche il viaggio in ambulanza.  Quel traguardo mai tagliato mi è rimasto di traverso sullo stomaco.

Ma un Toro ascendente Vergine  capatosta come me si poteva arrendere? No

Mi alleno, aspetto con curiosità l’uscita del calendario gare di quest’anno e intanto continuo a nuotare, correre, pedalare, correre,  pedalare e nuotare.

 La gara maledetta ci sarà anche quest’anno ma…..non sarà dopo un anno esatto. E’ stata anticipata di un mesetto.

Partecipo.  I miei compagni di vasca vengono a sostenermi e a fare il tifo per me. La loro presenza è puro doping legalizzato.

 La finisco e dalla gioia dopo aver tagliato il traguardo mi lancio  in una capriola liberatoria.

 CloroCuffia 1 – Ambulanza 1.

Ma io non voglio pareggiare, vorrei  vincere. Scorro l’indice sul calendario gare e scopro che esattamente un anno dopo c’è un altro Triathlon. L’indice si ferma su “Stresa Triathlon.  Mister Capatosta vuole chiudere il cerchio.

E’ così è stato. Caldo come esattamente 12 mesi fa. Frazione di nuoto un po’ più lunga del solito  e frazione di bici da scalatore. E la corsa? Era un ciclo continuo tra bere e sudare

Fatto e finito ma stavolta senza capriola. Rischiavo di rimanere piantato come un ombrellone

Quindi,  CloroCuffia 2 Ambulanza 1.

Appena  lasciato alle spalle il traguardo ho sentito una goccia rigarmi il viso. Era più leggera e pulita. Nulla a che vedere con il sudore o con le bicchierate d’acqua versatemi in testa. Era una lacrima spontanea li pronta da un anno. Anche lei ha tagliato il traguardo.

CloroCuffia

(www.facebook.com/clorocuffia)

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