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Lifestyle, Mike Maric: “Portare Federica e Filippo alle Olimpiadi è il mio sogno”

di Elisa Bellardi

Mike Maric, 40 anni, apneista di fama internazione d’origine istriana nato e cresciuto a Milano, da un anno si occupa fa parte del team Pool Metal Jacket, in cui si allenano Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Il suo ruolo è occuparsi della respirazione. Noi Masterswim abbiamo parlato con lui di questa nuova sfida, tra tecnica e passione, con un occhio al futuro.

È passato un anno da quando lei è stato inserito nel Team Pool Metal Jacket e ha iniziato ad allenare Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Com’è nata questa collaborazione?

Quattro anni fa ho conosciuto Matteo Giunta (che da preparatore atletico della Pellegrini è passato a essere il suo allenatore dopo il “divorzio” dal tecnico francese Philippe Lucas, ndr). Lui era nel team di Andrea Di Nino, con cui seguiva Milorad Cavic. L’anno corso ci siamo rivisti per caso durante uno shooting fotografico per La Gazzetta dello Sport, ci siamo abbracciati. È in quell’occasione che è nata l’idea di portare l’apnea nel nuoto. Matteo e io siamo rimasti in contatto da aprile fino a settembre, poi ho iniziato a lavorare con Federica e Filippo, anche se abbiamo ufficializzato solo a marzo.

Come si svolgono le sedute di allenamento?

Nella scorsa stagione sono andato a Verona per incontrare Fede e Filo una volta a settimana. Davo loro “compitini” che eseguivano pedissequemente, in modo da proseguire di volta in volta con la tabella di marcia.

Una bella sfida per lei. Come si è trovato? Che tipo di riscontri hai avuto per ora?

 Sono molto soddisfatto, tra me e gli atleti c’è un ottimo feeling, loro si comportano con grande professionalità e rispetto dei ruoli. I risultati degli Europei sono stati una grande soddisfazione: non solo le gare di Fede, tra cui la vittoria nei 200 stile libero, ma anche le prestazioni di Filo, che a 32 anni ha stabilito il proprio personale nei 200 stile libero e migliorato le subacquee, segno che un lavoro specifico paga. Per la stagione che sta per venire sono già stato riconfermato, credo che incrementerò il mio impegno, ma i dettagli devono ancora essere stabiliti.

La notizia che Federica Pellegrini non si allenerà più con Philippe Lucas ha scosso il mondo del nuoto. Dopo questa svolta, come continuerà il vostro rapporto?

 La scorsa stagione mi sono occupato della di impostare il lavoro sulla respirazione, quest’anno le sedute con me saranno più allenanti. Introdurremo anche il lavoro con la monopinna, che è il mio fiore all’occhiello. Con Filippo avevamo provato a fare qualcosina alla fine della stagione, con Federica ancora niente.

Come si immagina il lavoro con il Pool Metal Jacket nei prossimi anni?

La cosa migliore per me sarebbe continuare questi due anni, portare Federica e Filippo alle Olimpiadi sarebbe il massimo traguardo. Ho avuto belle soddisfazioni come atleta, vinto molto come allenatore di apnea. Al momento non c’è alcun apneista che affianca un nuotatore. NNegli anni scorsi ho sperimentato le mie tecniche d’allenamento con Milorad Cavic, con cui siamo grandi amici. Avevamo anche provato la monopinna, ma non c’è mai stato un lavoro costruito e durato un anno come quello con Federica e Filippo.

E dopo Rio 2016? Federica e Filippo hanno dichiarato più volte che smetteranno entrambi di nuotare.

Un passo alla volta. Sicuramente continuerò ad andare in giro con la mia attività di apneista (il mio lavoro principale) e poi, chissà?, andrò in pensione e magari farò un figlio.

Pensa che l’apnea posso acquistare un ruolo nell’allenamento per nuotatori di rilievo?

Sì, ne sono convinto. Ho assistito agli Europei di Berlino: i più forti sono quelli che coniugano potenza, velocità e apnea e che fanno la subacquea più lunga, probabilmente senza respirare. Integrare queste caratteristiche è fondamentale.

Lei ha incontrato anche il campione paralimpico Federico Morlacchi per una seduta d’allenamento. Che cosa le è rimasto di questa esperienza?

Federico è un ragazzo fantastico, con una grande tenacia e autoironico. È un grande campione. È rimasto molto colpito dalle potenzialità che può avere un lavoro sulle subacquee. Anche io sono stato contentissimo del nostro incontro.

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