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Nuoto, World Cup si conclude la 6° tappa a Tokyo, una mondiale Rikako Ikee nella farfalla!

di Alessandro Foglio

Il Day 2 di Tokyo, sesto appuntamento stagionale di World Cup, parla ancor di più giapponese. Se ieri gli atleti del Sol Levante erano stati grandi protagonisti, oggi si ripetono e portano a casa anche un record mondiale. Merito della giovane Rikako Ikee, classe 2000, che ha stampato il nuovo WJ nei 50 farfalla, dopo aver fatto segnare il primato nazionale nei 100 di ieri. Vola anche Mitch Larkin nei 200 dorso, mentre si confermano Seebohm, Hosszu e Van der Burgh.

Aprono il programma i 100 stile donne, con la giapponese Ikee che vince in 54”14 a soli quattordici centesimi dal record giapponese. Alle sue spalle Miki Uchida in 54”24 davanti a Hosszu, Wright e a Coughlin (sesta). Doppietta nipponica anche nei 200 stile uomini, con Yuuki Kobori che vince in 1’47”59 davanti all’ex primatista mondiale Junior Reo Sakata con 1’48”24.

Si passa alla rana e nei 50 femminili ritroviamo al successo l’americana Molly Hannis prima in 30”63. Se ieri la vittoria non le era sfuggita anche grazie all’assenza in finale di Atkinson e Johansson, oggi dimostra di essere più in forma delle avversarie: la giamaicana tocca seconda in 30”79 mentre la svedese campionessa mondiale è quarta in 31”04. Nei 100 rana uomini infila il sesto successo su sei in Coppa del Mondo Cameron Van der Burgh, primo in 59”97 davanti a Jake Packard con 1’00”92.

Sempre in campo maschile grande equilibrio nei 100 farfalla: si impone l’australiano Christopher Wright grazie al tempo di 52”77 davanti al giapponese Takeshi Kawamoto con 52”82 e allo statunitense Tom Shields con 52”83. Netto invece il successo di Emily Seebohm nei 100 dorso donne: l’australiana vince in 58”37 a undici centesimi dal tempo nuotato a Kazan. Per lei terzo successo dopo 50 e 200 dorso qui a Tokyo. Seconda la Hosszu in 1’00”01.

Rimanendo a pancia in sù ma in campo maschile troviamo la vittoria dell’americano David Plummer nei 50 dorso. Per lui primo successo in WC nel 2015 con 24”58 davanti a Larkin (24”62) e al giovane Andrew (25”30). I 200 farfalla donne sono vinti invece dalla primatista nipponica della distanza, nonché campionessa mondiale in carica Natsumi Hoshi che vince in 2’08”13 davanti a Zsuzsanna Jakabos con 2’08”89  abdicando dopo le vittorie di Pechino e Singapore.

I 200 misti uomini li vince Fujimori Hiromasa in 1’59”76, lontano più di un secondo dal suo migliore nuotato quest’anno di 1’58”14 ai Campionati Giapponesi. In questa finale sette su otto sono atleti nipponici. Nei 400 stile donne vince il suo terzo oro qui a Tokyo Katinka Hosszu, grazie al crono di 4’08”87.

Ritornano in acqua gli sprinter del Sol Levante Katsumi Nakamura e Shinri Shioura: vince il primo in 22”15 davanti a Shioura con 22”40. Terzo il trentaquattrenne Antony Ervin in 22”56. Passando ai 200 rana donne troviamo la bella vittoria della giapponese Rie Kaneto, che nuotando in 2’23”01 batte la connazionale Kanako Watanabe (2’23”43) e sfrutta l’assenza della russa Vitalina Simonova che aveva trionfato a Mosca, Parigi-Chartres e Hong Kong.

Si alza il livello improvvisamente in vasca. Merito di Mitch Larkin che domina i 200 dorso grazie al crono di 1’53”34 abbassando anche il tempo fatto registrare nella finale di Kazan di 1’53”58. Per lui è anche il nuovo record oceanico. Secondo Ryosuke Irie in 1’56”00. Ancora più brava è la quindicenne nipponica Rikako Ikee che vince in 50 farfalla donne con il nuovo WJ di 26”17 strappandolo alla russa Rozaliya Nasretdinova che nel 2014 agli Youth Olimpic Games aveva nuotato in 26”26. Secondo posto per Miki Uchida con 26”23.

Le ultime due prove di questa sesta tappa di World Cup sono i 1500 uomini e i 400 misti donne. Nella prova più lunga in vasca ha la meglio su tutti i connazionali il giapponese Ayatsugu Hirai che vince con il tempo di 15’16”39. Vince invece il quarto oro di questa due giorni Katinka Hosszu che nei 400 misti nuota in 4’37”26 davanti alla primatista nazionale giapponese della distanza, Miho Takahashi che tocca in 4’38”83.

La Coppa del Mondo saluta l’Asia Orientale e si riavvicina all’Europa con le tappe finali di Doha del 2 e 3 novembre e Dubai dei 6 e del 7.

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