Parliamo ancora di Sette Colli e dei nomi giovani (e in questo caso, nella categoria comprendiamo sia i giovanissimi sia quelli che, ancora, non si sono completamente affermati) da portarci a casa, in chiave presente e futura, per la nazionale italiana. 

Alessandra Mao (2011)

Era sicuramente una delle giovani più attese, sia per il grande hype che c’è intorno ad ogni sua gara da un anno a questa parte, sia perchè viene da un periodo dove i suoi impegni sono stati, giustamente, centellinati. A Roma ha nuotato solamente i 200 stile, ha acciuffato la finale A con l’ottavo tempo (1.59.60) e poi ha dato gas nel pomeriggio, arrivando al secondo posto con un incoraggiante 1.57.24. Teniamo presente due cose: il suo personal best è 1.57.00, il suo anno di nascita il 2011. Questa estate vuole, parole sue, far bene gli EuroJunior, ai qual l’anno scorso non era andata come voleva.


Lorenzo Ballarati (2006)

Nei 100 stile, 48.64 in batteria, 48.64 in finale: tra gli italiani a Roma, è andato meglio di Ballarati solo D’Ambrosio. Con Miressi e Frigo qualificati, e Zazzeri che sembra leggermente appannato, i due squilli al Sette Colli potrebbero valergli il posto in staffetta e la prima chiamata in nazionale maggiore. 

Francesco Lazzari (2004)

Nella finale dei 50 dorso, Francesco Lazzari ha dato pensieri perfino ad Apostolos Christou, che si è dovuto impegnare per toccare davanti di soli 29 centesimi. Con il suo 24.69, il varesino si è conquistato il pass europeo per Parigi, consolidato poi con il 53.91 nuotato nella finale dei 100 dorso. In questo momento, ha più consistenza e affidabilità di Michele Lamberti.


Giovanni Guatti (2003)

Se nei 100 non è ancora brillantissimo, il 50 stile di Giovanni Guatti è molto positivo. Al Sette Colli, primo sub 22 per il toscano, che con 21.97 centra la qualificazione per Parigi e da continuità a quanto di buono fatto lo scorso anno.


Martina Biasioli (2003)

Continua la disperata ricerca di una dorsista con risultati convincenti, e soprattutto costanti, che possa dare un’apertura fiduciosa alla staffetta mista italiana. Al Sette Colli è stato evidente il miglioramento di Martina Biasioli, che già a Torino era scesa sotto i 61 secondi, e che poi a Roma ha vinto con 1.00.77. Dagli Assoluti, la qualificata era Federica Toma, che a Riccione aveva nuotato 1.00.59, mentre sempre al Sette Colli va registrato anche l’ottimo 50 di Chiara Lamanna (2008), scesa a 28.28. La ricerca continua. 

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Sofia Napoli (2010)

La giovanissima di Arezzo ha nuotato 4.44.45 nei 400 misti, ultimo di una progressione interessante di risultati che, già da un anno, la pone al centro dell’attenzione dei talenti da segnalare. È del 2010 e, nella bella finale a Roma vinta da Alex Walsh su Ellen Walshe, è arrivata sesta, con un ultimo 100 chiuso in 1.04. Non male.


Giada Alzetta (2006)

Con la qualificazione europea nei 400 misti già in tasca, ottenuta grazie alla vittoria di Riccione, Giada Alzetta poteva nuotare un settecolli tranquillo, come hanno fatto, tra l’altro, in molto nella sua situazione. Invece la nuotatrice veneta si è presentata a Roma in condizione, e ha addirittura migliorato il suo personale, nuotando in finale 4.39.94. Molto bene, sperando tenga la forma fino a Parigi.

Matteo Diodato (2003)

In un momento di grande cambiamento generazionale del mezzofondo, il nome di Diodato era sicuramente tra quelli più attesi. Il livornese ha vinto la finale dei 1500, migliorandosi nettamente e portando il suo personale a 14.53.73. Se è ancora presto per gridare al miracolo, va anche detto che avere un ventitreenne che nuota vicino ai 14.50 non è niente male. Forse, essendo abituati molto bene, lo abbiamo dato per scontato.


Alessandro Ragaini (2006)

Dopo l’exploit nella stagione olimpica, abbiamo assistito a quella che viene spesso definita un’involuzione di Alessandro Ragaini e dei suoi risultati in vasca, fatto che ha ovviamente allarmato e acceso gli animi degli appassionati. La verità è che non tutti migliorano allo stesso modo e con la stessa velocità, e perfino chi sembra un fenomeno da giovane può trovare la sua strada con un lungo percorso di crescita e sviluppo (vedi Marrit Steenbergen, per esempio). Bisogna avere pazienza e non smettere di crederci: Ragaini al Sette Colli ha dato un bel segnale, giungendo secondo nei 400 stile con un buon 3.46.96, tempo molto vicino al suo personale del 2023. Nei 200, poi, si è fermato a 1.47.95, ma io vedo il bicchiere mezzo pieno.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4