Dopo l’uscita ufficiale del regolamento della stagione 2024-2025, si è discusso molto dei tempi limite di ammissione ai Criteria 2025, a partire dall’analisi di SwimSwam per arrivare alle chat delle squadre giovanili di tutta Italia.

Criteria 2025 – Tempi limite maschi

Criteria 2025 – Tempi limite femmine

Un livellamento verso il basso c’è effettivamente stato in molte gare – anche se non in tutte – e in molte categorie, e ad una prima interpretazione sembra che l’intenzione della FIN sia quella spingere verso una sempre più precoce ricerca della prestazione.

Va detto, tuttavia, che i precedenti tempi limite erano in vigore e non modificati dal 2022 (nel 2021 i Criteria non sono stati svolti per motivi sanitari), quindi per tutte e tre le stagioni dello strano quadriennio Olimpico. In precedenza, avevano subito qualche abbassamento qua e là dal 2018 al 2019, mentre tra 2019 e 2020 non ci sono state modifiche. Questo per dire che il ricalcolo dei principi di qualificazione è un processo che, più o meno, è sempre avvenuto (credo che molti di noi lo possano ricordare anche sulla propria esperienza personale) e che si basa sui dati effettivi dello sviluppo del movimento.

Un movimento che ha risposto, anno dopo anno, con presenze gara costanti, tra le 2000 e le 2100 unità, al pari delle presenze società, mediamente intorno alle 550. Tutto ciò nonostante la pandemia e le conclamate difficoltà che le piscine stanno avendo, economiche e di reclutamento tra le nuove leve.

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Se parliamo poi di allenatori ed allenamenti, la favola che i giovani “devono giocare” e non ricercare la prestazione è vera solo in teoria. Preservate da questa realtà sono, si spera, le categorie Esordienti, nelle quali la ricerca pura del risultato è sicuramente da mettere in secondo piano rispetto alla cura dell’insegnamento della tecnica, ad esempio.

Ma dalla categoria Ragazzi in su tutto propende verso l’agonismo, verso la competizione e la specializzazione, e il metodo italiano ha dato i suoi frutti proprio a partire da un lavoro svolto nelle categorie giovanili. Una controprova semplice è la carriera dei due campioni Olimpici Ceccon e Martinenghi, che sono solo la punta dell’iceberg del movimento giovanile italiano, da anni tra i migliori a livello europeo.

Il che non significa bruciare le tappe o bruciare i ragazzi, ma significa indirizzare il nuoto, cercare di mantenere alta l’attenzione e la competitività anche internazionale dei nostri ragazzi. Che ci sia qualcuno che si perde per strada è sicuramente vero e purtroppo fisiologico nel processo dello sport agonistico, ma i motivi potrebbero non essere solo scritti nella tabella tempi dei Criteria.

Questo per dire che se un ragazzo si allontana dal nuoto perché non riesce a qualificarsi per i Criteria è sicuramente un peccato, ma forse il problema non è nei tempi ma nel modo in cui gli abbiamo fatto vivere l’esperienza sportiva. Al contrario, se un ragazzo viene spremuto all’inverosimile per raggiungere un tempo sempre migliore, andando così ben oltre i criteri di allenamento che sarebbero consoni per la sua età e per il suo sviluppo, allo stesso modo il problema non è della tabella tempi, ma in chi scrive la tabella allenamenti.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4