“Nas alegrias e nas horas difíceis, meu furacão tu és sempre um vencedor”

inno ufficiale del Chapecoense

Il mio idolo personale è sempre stato Iames Bottazzi. Non è una presa per il culo, il nome è proprio quello. E’ un albero di Natale di 2 metri e 25. Una vita normale, da albero di Natale, stagionale, a tempo determinato non regolata da voucher.

Ho sempre avuto un ottimo rapporto con lui. Eravamo molto amici una decina di anni fa. Un albero evoluto, con le palle, che usciva dal suo sacco quando era il momento e si metteva addosso gli addobbi. Proprio così, grande abbastanza da essere capace di vestirsi da solo. Tra l’altro conviveva con una gatta.

Voglio tornare a sintonizzarmi con il suo spirito natalizio e quindi ci saranno alcuni cambiamenti. Temporanei. In primo luogo basta col cinismo da quattro soldi e i commenti di dubbio gusto sulla misura nel costume, la temperatura dell’acqua, la situazione geopolitica dell’universo, la moglie di Trump, il colore del boa nella canoa.

 

E’ in arrivo il Natale e mi occupo di bontà: d’ora in avanti si parla di quello, fottuta Bontà. E Serenità. E anche Felicità. Non voglio farmi mancare nulla.

 

“Alla fine Natale per uno incapace di essere felice, è una specie di test. La felicità, se vuoi averla, puoi cominciare col fingerla e quello natalizio è il periodo perfetto per accingersi all’esercizio.” Citando Livefast.

 

Un esercizio che potrebbe convincermi a scrivere a babbo Natale.

Presa carta penna e mattarello, mi concentro. Non è facile.

Mick Jagger feat. Lenny Kravitz – God Gave Me Everything

Problema 1 e 2 – Sono ancora emotivamente vulnerabile dopo che la mia precedente band, “The Cow” della quale sono l’unico sopravvissuto, è implosa e sono finito con quegli spostati perbenisti e politicamente corretti di Corsia4, finanziariamente insicuro dopo la notizia che ho saputo che il merchandising di Darkpool non decolla. Cazzo!

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Problema 3 – come si fa.

Non è una cosa semplice. In una declinazione verbale che prevede solo l’utilizzo dell’imperativo, non ho mai utilizzato le inutili forme di cortesia come per piacere, scusa, preferirei…

Problema 4 – ricerca del tono giusto.

Minaccioso, vendicativo e volgare sono qualità difficili a cui rinunciare nonostante le occasioni in cui indossare il ponpon e il berretto bordato con pura lana siano opportunità altrettanto golose. Fisicamente molto attraente e con l’affascinante mistero generato dalla maschera, il berretto è un plus irresistibile per chiunque. Chi vuol sopravvivere deve cambiare, io potrei essere il nuovo DarkpoolNatale o SantaDarkpool!

 

Problema 5 – Cosa chiedere.

Immagino sia importante stabilire l’ordine delle cose più belle della vita. Cose belle, ma non indispensabili. Il sig. Ortolani indica anche i sedili riscaldabili della macchina, non che non lo sia quanto incontrare un bell’uomo o una bella donna, un cervello funzionante anche usato…

 

… il kit Lego per la costruzione dei figli come si vorrebbe, un nuovo lavoro come roccia nei fumetti western.

Meanwhile, in pieno processo elucubrativo, per distrarmi sono anche andato a Riccione. Per non creare scompiglio, in incognito. Ho visto cose che voi umani non potreste rendervi conto, braccia in fiamme a cercare la virata dei 30 metri comprese.

Sguardi freddi e duri dei ragazzi del ’99. Senza sorrisi, freddi, come se fosse un altro. Con la sfrontatezza dell’adolescente, senza la maturità del maggiorenne, senza subire l’ossidazione dalla concorrenza. Un balzo tridimensionale che strapazza l’originaleRaf: cosa resterà di questi anni ’80? e i ‘90? Non si sa, ma anche le millennial arrivano. Stiamo già parlando di generazione Y!

Per lo meno i nostri vent.. 5, 6, 7, 8enni si dedicano all’impegno sociale: La solidarietà natalizia del Bomber

E’ meritevole e di qualità e va oltre quello sportivo. Un valore, quello sportivo, che a Riccione in alcuni ha latitato, non ha lasciato traccia.

Sono risultati dei campionati strani. Hanno trovato spazio giovani emergenti. Si è vista voglia di rivalsa. Sono affondati altri che neppure in una situazione strana come questa, non sono riusciti a far altro che confermare di essere pippe sopravvalutate, ma non giudicherò nessuno: sarebbe troppo facile.

Andiamo oltre il cane che sta facendo i suoi bisogni e la croce rossa ferma al semaforo, sono in pieno trip natalizio.

Chissà Ash, il mio mentore aka Bruce Campbell, cosa potrebbe suggerirmi. Io alcune idee le avrei segnate:
– Disinfestare intere aree urbane e suburbane irrorando con il napalm
– Giocare all’allegro neurochirurgo utilizzando cavie parlamentari!
– Disintegrare i genitori spazzaneve
– Potrei inserire anche una richiesta sportiva: una nazionale con atleti in grado di rispondere a tono e in lingua inglese alle domande in zona mista (no matter what kind of sport) senza mai dire “sono contento di essere qui”
– Basterebbe salvare dall’estinzione l’oca giuliva, non ho tante pretese

 

Concludendo, visto che oramai siamo prossimi all’evento, caro Babbo Natale, caro, dolce, vecchio rincoglionito, se è vero che esisti, non ti scrivo nulla, ma fai qualcosa. Di utile. Non per me. Io ho già tutto.

“Quel che ho fatto ho fatto,
quel che sarà, sarà bellissimo,
ma non penso di dover dimostrare nulla.”

 

Vi fa gli auguri anche mio cognato, il Grinch.

 

Per i cultori del “cult”… la radiocronaca dell’ultima apparizione dei The Cow alla Convencion Hall di Brandedelfia.

Squallor – Vacca