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Autore: darkpool

L’affondo di DARKPOOL: John Doe, i cavalieri dell’apocalisse e l’elio superfluido

Cavalco a briglia sciolta tra le letture più avvincenti dell’ultimo periodo per non pensare alla noiosa quotidianità. Sospese per un attimo anche le zingarate con gli amici in spandex, saltello tra testi che mi parlano dei superconduttori, della superfluidità e sto tra l’altro considerando uno sviluppo professionale. Ambirei in modo assoluto ad una posizione particolare: direttore generale della Trapassati Inc. Se la pubblicità è l’anima del commercio, troverò il modo per candidarmi, anche se al momento non so in quale sezione di Linkedin inserirmi. Sarò il nuovo John Doe. Ne sono certo e perseguirò il mio obiettivo fino al...

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L’affondo di DARKPOOL, Karma a Copenaghen

Essere o avere? Essere o apparire? Cosa c’entrano il karma, il dharma e il libero arbitrio? Nel destino di un individuo non si sa quale sia la trama, cosa ci sia scritto. Non pensate sia solo un problema legato agli antichi e agli orientali. Può essere contemporaneo e occidentale e anche se tutto questo potrebbe sembrare esoterico. Esoterico non lo è.   “scrivo più chiaro possibile, se non capisci riassumo…” Salmo – Perdonami (Prod. tha Supreme) Quanto conta la chiarezza nell’esprimersi? Conta essere chiaro a parole o con i fatti? Non vi è mai passato per la mente “perche mi succedono queste cose?”. Penso che tutti, o la stragrande maggioranza, credano nel libero arbitrio. Siamo noi artefici del nostro futuro. Autori dell’autonomia della volontà e di scelta. L’elemento essenziale, è la libertà a cui si contrappone, come condizione o causa delle proprie azioni, la coscienza. Il concetto di libero arbitrio si contrappone alle varie concezioni deterministiche secondo le quali la realtà è in qualche modo predeterminata (destino, fato), per cui gli individui non possono compiere scelte perché ogni loro azione è predeterminata prima della loro nascita. Qui esce la mia natura di fatalista praticante. Che non crede nell’inevitabile, ma che se qualcosa deve accadere, accadrà. È stata una delle prime considerazioni messe assieme quando vivevo nel New Jersey, e condividevo la stanza durante il liceo con Edward Aloysius Murphy,...

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L’affondo di DARKPOOL, il tempo: misura di tutte le cose

“Il tempo è una grande incognita, una questione tanto decisiva quanto intricata. Ma il tempo è alla nostra portata. Ne possiamo comprendere in gran parte natura, struttura, fondamenti e conseguenze… “ Quando eravamo compagni di classe mi faceva venire il mal di testa con i suoi ragionamenti. Ora è un prof. più complicato di Cacciari, ma meno incazzoso. Differenze non da poco. In ogni caso lo strozzerei anche adesso. Kasabian – Underdog Alberto Giovanni Biuso vorrei però tenesse una lezione specifica per atleti d’acqua. Un briefing, un incontro pre-pre-campionati primaverili. Mi metto avanti. Sono così avanti che per vedere...

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L’affondo di DARKPOOL, Magyarország – capitolo 0

Tremate! NO brividi di freddo: non è gennaio. NO contesse sanguinarie, non ho fatto in tempo a contattare Erzsébeth Bathory per questa rubrica. NO panic. Sono ancora in tournée, quindi IO non ho tempo. Ho però indottrinato ed impeperoncinato a dovere chi mi sostituirà. È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. La lucida follia del sottoscritto riapparirà solo il mese prossimo. Il momento giusto per tirare gavettoni dal 4° piano: perchè dover attendere ferragosto… State in campana. Non so se a due o quattro mani, ma verificata l’esperienza con “i giovani” de ilFogliani e la gioviale efferatezza...

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L’affondo di DARKPOOL ft. Drax “pardon me, but I guess I better run”

  Stanchezza, avvenimenti, amici che se ne vanno. La quotidianità colpisce duro, avvolge, sommerge, ferisce i sentimenti. “Saudade” è il sentimento. Etimologicamente latina, ma per derivazione e diffusione completamente portoghese. Assolutamente diverso dal “blue” americano a cui viene avvicinata. È uno stato d’animo dolce, tiepido, affettuoso, ma triste. Sentimenti che non sono nelle mie pieghe che vorrei uscissero dall’ascolto, più che nella lettura. Che richiami solo per un momento un ricordo, un flash back … e non badate al brivido lungo la schiena. È assolutamente normale, non un sintomo influenzale. Come in una visita guidata, se vi siete presi una pausa e goduti l’ascolto ora, nel mood giusto, schiacciate quest’altro play e proseguite. Altrimenti nel caso vogliate procedere… procedete. Ve la faccio breve. Si concluderà sempre in modo indolore in 4 minuti. Pi nasce nello zoo gestito dal padre. Il suo vero nome è Piscine Molitor Patel, dal nome di una piscina di Parigi. Lo stesso protagonista decide di abbreviarlo in “Pi”, dato che riuscì ad imparare a memoria diverse cifre della costante matematica “Pi greco”. Inoltre Pi apprende la dottrina induista, musulmana e cristiana fino a seguire tutte e tre le fedi contemporaneamente, anche se il padre cerca di convincerlo a usare prima di tutto la ragione e che non può seguire tre religioni allo stesso tempo. Però Pi è convinto delle sue scelte e inizia a credere...

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