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Autore: darkpool

L’affondo di DARKPOOL ft. Drax “pardon me, but I guess I better run”

  Stanchezza, avvenimenti, amici che se ne vanno. La quotidianità colpisce duro, avvolge, sommerge, ferisce i sentimenti. “Saudade” è il sentimento. Etimologicamente latina, ma per derivazione e diffusione completamente portoghese. Assolutamente diverso dal “blue” americano a cui viene avvicinata. È uno stato d’animo dolce, tiepido, affettuoso, ma triste. Sentimenti che non sono nelle mie pieghe che vorrei uscissero dall’ascolto, più che nella lettura. Che richiami solo per un momento un ricordo, un flash back … e non badate al brivido lungo la schiena. È assolutamente normale, non un sintomo influenzale. Come in una visita guidata, se vi siete presi una pausa e goduti l’ascolto ora, nel mood giusto, schiacciate quest’altro play e proseguite. Altrimenti nel caso vogliate procedere… procedete. Ve la faccio breve. Si concluderà sempre in modo indolore in 4 minuti. Pi nasce nello zoo gestito dal padre. Il suo vero nome è Piscine Molitor Patel, dal nome di una piscina di Parigi. Lo stesso protagonista decide di abbreviarlo in “Pi”, dato che riuscì ad imparare a memoria diverse cifre della costante matematica “Pi greco”. Inoltre Pi apprende la dottrina induista, musulmana e cristiana fino a seguire tutte e tre le fedi contemporaneamente, anche se il padre cerca di convincerlo a usare prima di tutto la ragione e che non può seguire tre religioni allo stesso tempo. Però Pi è convinto delle sue scelte e inizia a credere...

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L’affondo di DARKPOOL: la campagna d’Ungheria ovvero la pazienza è la virtù dei morti

FOR THOSE ABOUT TO ROCK: Please DON’T stand on the chairs and DON’T trash the building. We want to play here again. It’s up to you. Have a great time Tante e tante volte si è letto della battaglia di Waterloo. Fiumi di inchiostro, poesie e canzoni composte per raccontare dettagliatamente ogni più recondito aspetto della stessa. Gli Inglesi la vedono in un modo, i Francesi in un altro, leggermente differente. La storia e la leggenda ci hanno consegnato un’immagine dell’esercito di Napoleone sconfitto e una del Duca di Wellington alla testa di un’armata vittoriosa. Napoleone portato via e...

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L’affondo di DARKPOOL: sentieri cosmici e la TEORIA PRAGMATICA del CAMBIAMENTO

Vi è mai capitato di ricordare i sogni? Mi succede raramente. Solitamente dormo come un sasso, sono sempre in pace con me stesso. Sento però la primavera, dormo in modo frammentato. Recentemente mi sono svegliato di soprassalto. Parlavo in latino e stavo proclamando Virgilio: “Principio caelum ac terras camposque liquentis lucentemque globum lunae Titaniaque astra spiritus intus alit, totamque infusa per artus mens agitat molem et magno se corpore miscet…” ** Ma com’è possibile che nell’assortimento di innumerevoli sogni e ricordi erotici possibili, mi esca l’Eneide? … e se invece di un poema epico, digitando i tasti del juke-box onirico, fosse uscito “Storie di troia” ? mhhh… ripensandoci, avrebbe potuto svilupparsi in modo altrettanto epico ma più divertente! Foto: www.avmagazine.it E’ possibile  viaggiare nel passato? E nel futuro? Per quanto possa sembrare incredibile, la risposta potrebbe esser affermativa. Una nave spaziale, viaggiando ad una velocità prossima a quella  della luce, potrebbe spostarsi nel futuro e, superando la velocità della luce attraverso una scorciatoia dello spazio-tempo, potrebbe retrocedere al passato. Scienziati di calibro pesante hanno condotto ricerche in merito a tale affascinante possibilità scientifica e al funzionamento di ipotetiche macchine del tempo. Un giorno, forse, i viaggi nel tempo saranno possibili, sebbene la loro realizzazione pratica richieda progressi tecnologici straordinari. In realtà i progressi tecnologici potrebbero non essere sufficienti. Della scorciatoia spazio-tempo citata, il punto su cui tutti focalizzano l’attenzione pare...

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L’affondo di DARKPOOL: gennaio e le sliding doors, ovvero la teoria del gatto e tutto il resto

Via col venti, sperando non sia tardi Gennaio mese di corsi e ricorsi. Da quando ci siamo sentiti, l’abuso di alimenti iperglicemici tipici delle festività ha lasciato strascichi fisici anche mentali a lento smaltimento. I momenti di picco si susseguono agli improvvisi momenti down che neanche un cocainomane…. Ma meno euforia, stessa stanchezza. L’aggressività lascia spazio al cerebrale. Più Garfield e meno Darkpool. È solo un peccato che la strategia suggerita da una mia amica polacca per superare le sbornie da vodka serali, consista nel fare colazione ancora a base di vodka. Attualmente sono e resto sobrio, ma spalmato sul divano. DEVO – Live 1980 La nebbia ed il freddo fanno il resto, mi scende la catena ed elucubro. 26, 27, 28, 29… Se nella fase successiva all’abbandono c’è quella di imbruttimento, l’effetto collaterale della deflagrazione post-alimentare mi trasforma in filosofo. Io non muto fisicamente come vale per il resto della popolazione che ingrassa, la variazione glicemica mi trasforma solo cerebralmente. Spiegherò in altre occasioni quando mi si scatena l’ormone e divento una macchina del sesso.   Dal mio divano, senza nessun viaggio astrale or OOBE, ho creduto che il mio io si stesse ricongiungendo con Giambattista Vico alla ricerca di una risposta alla teoria della storia umana con il suo ripetersi di cicli predeterminati ma non casuali. Il 28 gennaio ricorreva l’anniversario della tragedia aerea di Brema con...

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Santa DARKPOOL, dopo gli invernali di Riccione si diventa più buoni?

“Nas alegrias e nas horas difíceis, meu furacão tu és sempre um vencedor” inno ufficiale del Chapecoense Il mio idolo personale è sempre stato Iames Bottazzi. Non è una presa per il culo, il nome è proprio quello. E’ un albero di Natale di 2 metri e 25. Una vita normale, da albero di Natale, stagionale, a tempo determinato non regolata da voucher. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con lui. Eravamo molto amici una decina di anni fa. Un albero evoluto, con le palle, che usciva dal suo sacco quando era il momento e si metteva addosso gli addobbi. Proprio così, grande abbastanza da essere capace di vestirsi da solo. Tra l’altro conviveva con una gatta. Voglio tornare a sintonizzarmi con il suo spirito natalizio e quindi ci saranno alcuni cambiamenti. Temporanei. In primo luogo basta col cinismo da quattro soldi e i commenti di dubbio gusto sulla misura nel costume, la temperatura dell’acqua, la situazione geopolitica dell’universo, la moglie di Trump, il colore del boa nella canoa.   E’ in arrivo il Natale e mi occupo di bontà: d’ora in avanti si parla di quello, fottuta Bontà. E Serenità. E anche Felicità. Non voglio farmi mancare nulla.   “Alla fine Natale per uno incapace di essere felice, è una specie di test. La felicità, se vuoi averla, puoi cominciare col fingerla e quello natalizio è il periodo...

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