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L’affondo di DARKPOOL, il tempo: misura di tutte le cose

L’affondo di DARKPOOL, il tempo: misura di tutte le cose

“Il tempo è una grande incognita, una questione tanto decisiva quanto intricata. Ma il tempo è alla nostra portata. Ne possiamo comprendere in gran parte natura, struttura, fondamenti e conseguenze… “

Quando eravamo compagni di classe mi faceva venire il mal di testa con i suoi ragionamenti.

Ora è un prof. più complicato di Cacciari, ma meno incazzoso. Differenze non da poco. In ogni caso lo strozzerei anche adesso.

Kasabian – Underdog

Alberto Giovanni Biuso vorrei però tenesse una lezione specifica per atleti d’acqua. Un briefing, un incontro pre-pre-campionati primaverili. Mi metto avanti. Sono così avanti che per vedere il futuro devo voltarmi indietro.

Unica cosa a me sconosciuta è capire se, una spiega fatta da un filosofo, contribuisce e fornisce strumenti. Credo che si debba superare, si debba andare oltre la conquista del titolo (che si vince semplicemente arrivando primo) ma principalmente puntando sempre ad un eventuale pass azzurro. E questo partendo dalle 8 del mattino.

Può sconfiggere l’ansia da prestazione. Ci fanno anche un festival a Modena. Non sul’ansia da prestazione, quanto su un tema della filosofia. Di filosofico ho fatto mia solo una frase di Aristotele “il mondo è eterno ed è mosso da un motore immobile”. Ne parleremo in un’altra occasione e ve ne parlerò mentre giochiamo a strip poker.

Ma torniamo a noi.

Accedere al tempo dunque, non significa affatto cercare di fermarlo.

Alberto che cos’è dunque il tempo?
Il tempo è la convergenza che accade d’improvviso ma scaturendo dall’eterno di identità e differenza nell’istante e nel sempre, nel Kairós e nell’Αión.
Proprio da qui si sviluppano proficue considerazioni sulla storia e la politica, presentate senza ipostatizzare la tecnica all’infuori della temporalità, bensì identificando negli strumenti tecnologici che modificano la percezione del tempo il nodo gordiano del controllo sociale“.

Quindi secondo te?
Se sovrano è chi decide dello statuto del tempo – da Giulio Cesare a Carlo V di Francia, da Gregorio XIII ai giacobini –, la potenza dei computer contemporanei consiste anche nell’imporre al corpomente umano la misura del tempo e i ritmi del divenire”.
Sto tornando giovane. Mi torna il solito mal di testa da studente. Starò calmo ed ovattato. Mi candideranno al Nobel della pace.
“Risultati riscontrabili lungo i tre momenti di un percorso di cui l’Aión costituisce l’ultimo tratto, e il cui sentiero ci insegna che chi conosce il tempo acquisisce insieme sapienza e saggezza”.

Ok, va bene. Ciao Alberto e alla prossima. Devo andare.
Penso di mettere l’incontro in agenda e di proporlo in Federazione . Se poi ne uscite vivi sarete molto più forti. Non resilienti, proprio sopravvissuti alla tortura, ma indistruttubili.

Da spettatore in incognito sulle tribune, invidiando tutt’ora le prestazioni del terzo bottone della camicia appartenente alla mamma sulla destra, la prima considerazione che mi ha fornito Riccione in questo primo impatto di tricolori è stata la leggerezza.

Una leggerezza che nasce dalla mancanza di cronofobia, quell’ansia tipicamente primaverile. Come l’allergia ai pollini.
Voglia di gareggiare e sorrisi e nessuna scusa.
Mancato il tempo? Nessuna scusa.
Ho vinto? Sul podio? Il personale? Evviva!

Più di tutto e di tutti chi ha gestito al meglio, anzi, magistralmente il suo tempo è stato “Dorian Gray “ Magnini.
Il tempismo con cui ha annunciato il suo ritiro si è rivelato strepitoso.

Nell’aria, ma non annusabile. Sul pezzo, anzi sul podio e non in caduta libera.
A metà del programma, e non in coda. Una ricerca certosina della standing ovation.
Un’uscita dal palcoscenico con prevedibile picco di share ed eco amplificato dai media. Neanche il miglior Gassman a teatro avrebbe potuto fare meglio.

Devo ammettere che non mi è mai stato molto simpatico. “Ti stimo, ma mi stai sul cazzo” L’avete mai sentita? Io l’ho sentita. A me l’hanno detta.

Tanta stima. Alta per l’atleta, il professionista, ma non troppo per il resto. Forse una semplice questione di pelle. Poco feeling. Almeno fino a quando non ha cambiato rotta, cambiato nave e ha capito dove e come doveva stare.
Da lì mi è piaciuto di più, ma era già tardi per aggiustarmi in bocca. Non mi mancherà. Perché fingere?
Sarà il primo pesarese a dover pensare cosa fare dopo. Poi toccherà anche a Valentino Rossi. E Nessuno si ricorderà più di Pesaro e dei patti col demonio.

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Ma a proposito di Riccione, raggiungibile peraltro da Pesaro anche in bicicletta, qual è la news rilevante?

La Nazionale è già fatta.

Mai visto tempi così ristretti nelle decisioni. Il CT e il suo gruppo di lavoro, non ha voluto essere da meno. Con tempismo e scatto felino è stata pubblicata la lista.

E tutto questo generando un inevitabile movimento di liberazione del (e anche dal) tempo. Sapevano che il tema del giorno è questo.
Vero che parte del team era di diritto, ma le rimanenti forze erano da decidere. Campionato da sempre considerato minore, in un periodo del piffero, e quindi validissimo per sperimentare, testare, formare.
Infatti i francesi stanno investendo sulla pallamano, nel football e scelgono il curling. Perfetto.

Dimentichiamo il tempo. Tutto sarà più semplice, come più facile sarà capire come funziona il mondo a livello fondamentale.
Acceleriamo solo quando serve. Svincoliamoci dalla concezione monocronica e lineare del tempo.

Alleggerire la pressione che genera insoddisfazione e godiamoci i 36 azzurri.

Numerosi perchè la trasferta in fondo è breve, eppoi perché son giovani. Serve formare in prospettiva Tokio 2020. Eh sembra lontano, ma il tempo stringe.

Scelte giuste. La selezione ristretta come abbiamo visto nell’ultima stagione va fatta nei momenti giusti, non questo che deve essere un campionato detox.
Quel genere che migliora la luminosità della pelle, non arriccia i capelli, ci libera dai radicali liberi e anche dai punti neri.

Federnuoto si è anche impegnata a metterli in ordine albabetico. Io parto dalle donne. Women first!

Ilaria Bianchi – Sarah Sjöström in Italia ancora non c’è. Iaia tutta la vita. Voto campionati 6/7

Martina Carraro – Il micino soffia. Vogliamo una tigre. Non solo graffi. 6+

Arianna Castiglioni – La clinica mobile del dottor Costa era parcheggiato in via Monte Rosa. Sono stupito. Non era per lei. 6+

Ilaria Cusinato – Svagatamente definita come l’esordiente di turno, di tutte le convocate è quella che sa fare di ogni. La cura Moro può funzionare al femminile? Voto 6

Elena Di Liddo – Va, non va, poi va. E se va, va. L’approccio della pugliese fragile è sempre positivo. 7+

Erika Ferraioli – Sorride. Ha cambiato pusher? 6+

Margherita Panziera – A dorso se vanno tutte veloci per quante ne abbiamo, saranno scintille! 7

Federica Pellegrini – Sfida a dadi per i gradi? S.V.

Aglaia Pezzato – Non guardarmi, non ti sento. Ma ci siamo capiti 7+

Stefania Pirozzi – Non ho capito a che punto siamo. C’era la pubblicità? 5/6

Alessia Polieri – Si sveglia una volta all’anno. Forse è già successo. 6

Simona Quadarella – S come Simona come Social e Super. Scalpita 8

Tania Quaglieri – Toh! Eccola! Essere la millennial non deve essere una scusa. 6 ½

Lucrezia Raco – È la gara della vita. La sua. Dopo può morire in pace. Dopo. Solo dopo. 6+

Silvia Scalia – Involontariamente sexy. È la mia preferita. Raccoglie il testimone dall’assente Letrari. Nobiltà veloce 7-

Domenico Acerenza – Capitalizza l’estate. Vediamolo. Voto assoluti

Niccolò Bonacchi – Ci sono interferenze nel suo 50. Ho ancora Biusio che mi ronza nelle orecchie. Evanescente. Voto 5

Thomas Ceccon – Il Sergio Pizzorno della vasca fa scherzi. From underdog to upset 7 ½

Piero Codia – Il tenero Piero mi deve un favore. Continuo a sostenerlo. 6-

Luca Dotto – Chissà se si ricorda come ci si trasforma in Iceman. La cabina è a nord. Campionati da 5 ½

Simone Geni – La classe operaia va in paradiso. Tortellini e perseveranza. 7-

Fabio Lombini – La spina pesca il jolly. Voto in continua evoluzione 6/7

Nicolò Martinenghi – Si parlava dei ragazzi del ’99. Eccolo! 6+

Filippo Megli – Da perno a cardine. Scopri le differenze voto 7

Alessandro Miressi – 100 o 200 pari sono? Potrebbe avere 20 cm di vantaggio. 6

Lorenzo Mora – L’artista del 5° stile. Esigo effetti speciali. 7

Marco Orsi – La versione 2017-18 è il ritorno o la vendetta? 7 ½

Gregorio Paltrinierihow r ya mate?

Luca Pizzini – La cura Giunta si vede solo al momento giusto. Vediamo se si ricorda in corta come si fa. 6

Matteo Rivolta – Vola vola l’ape maia. Scostante ed imprevedibile. Instabile come Nitroglicerina. Maneggiare con attenzione 7/8

Simone Sabbioni – Il Re di Riccione è tornato. Lunga vita al Re. 8

Fabio Scozzoli – Si alza l’asticella. Salta la rana. Il Conte stupisce. Da manuale 7+

Luca Spinazzola – Essere o avere? Correre o scappare? Carpe diem. 7

Federico Turrini – Lord Turro for Captain! Meglio tardi che mai. 6+

Andrea Vergani – V for vendetta? Ho grande fiducia 7-

Lorenzo Zazzeri – Mi aspetto un capolavoro e mezzo. 7-

La mia terapista mi sta facendo scrivere un secondo libro. Appena esco…

Con tanti già qualificati sono stato tranquillo.

Delle staffette maschile ho già scritto i risultati.

Se coincidono sono Nostradarkpoolus

Un saluto

About The Author

darkpool

La nuova firma di Corsia4 della stagione 2016-17 è DarkPool. DarkPool è un essere cosmico, irriverente, potente quanto un tribunale vivente. E’ l’autore critico, anzi sarà IL critico del day-after, l’appuntamento che affronta the dark side of the pool blaterando con humour e doppi sensi. Idealmente, come un noto mercenario, indossa un costume aderente e una maschera che copre completamente il volto. E’ tagliente quando serve, pungente quanto occorre, suo malgrado certamente irritante, ma anche insospettabilmente generoso. Un non-eroe che mette la sua pistola al servizio di Corsia4, che spara in testa agli obiettivi solo dopo averla riempita di scemenze

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