Essere o avere? Essere o apparire?

Cosa c’entrano il karma, il dharma e il libero arbitrio? Nel destino di un individuo non si sa quale sia la trama, cosa ci sia scritto.

Non pensate sia solo un problema legato agli antichi e agli orientali. Può essere contemporaneo e occidentale e anche se tutto questo potrebbe sembrare esoterico. Esoterico non lo è.

 

“scrivo più chiaro possibile, se non capisci riassumo…”

Salmo – Perdonami (Prod. tha Supreme)

Quanto conta la chiarezza nell’esprimersi? Conta essere chiaro a parole o con i fatti? Non vi è mai passato per la mente “perche mi succedono queste cose?”.

Penso che tutti, o la stragrande maggioranza, credano nel libero arbitrio. Siamo noi artefici del nostro futuro. Autori dell’autonomia della volontà e di scelta. L’elemento essenziale, è la libertà a cui si contrappone, come condizione o causa delle proprie azioni, la coscienza.
Il concetto di libero arbitrio si contrappone alle varie concezioni deterministiche secondo le quali la realtà è in qualche modo predeterminata (destino, fato), per cui gli individui non possono compiere scelte perché ogni loro azione è predeterminata prima della loro nascita.

Qui esce la mia natura di fatalista praticante. Che non crede nell’inevitabile, ma che se qualcosa deve accadere, accadrà.
È stata una delle prime considerazioni messe assieme quando vivevo nel New Jersey, e condividevo la stanza durante il liceo con Edward Aloysius Murphy, Jr.

Il postulato che poi è diventato famoso, ha preso vita da lì, c’è anche più di un mio zampino, ma torniamo sul percorso.

Nonostante i due termini siano usati in modo intercambiabile, il fato e il destino sono due concetti distinti.

Il fato è un potere o un agente che predetermina e ordina il corso degli avvenimenti, e che aggiunge ad essi un’aurea di sortilegio e di oscurità. Gli eventi sono ordinati o pre-decisi, direi siano e sono messi in opera da una forza o intelligenza che ci trascende, che agisce su di noi, spesso per il peggio.

Il destino non ha alcuna delle connotazioni negative del fato. Il destino ha la stessa radice di destinazione, ovvero che ci destina ci dirige verso qualcosa o verso una data meta.

Senza una voluta partecipazione del soggetto non c’è destino e la definizione già nominata “ognuno è artefice del proprio destino” non è casuale. Il destino non può essere costretto ad agire su qualcuno. Se si viene costretti dalle circostanze, allora si tratta di fato.

Il nostro destino, è quello che noi abbiamo deciso che sarebbe stato, prendendo direttamente parte agli avvenimenti. Noi abbiamo indirizzato le circostanze verso uno sviluppo stabilito e così facendo abbiamo determinato le circostanze future. Prendendo parte al nostro destino, noi diamo forma al fato.

Ma vediamo come la pensano in proposito gli orientali. Secondo il pensiero indiano, l’uomo è perfettamente padrone del proprio destino, e tutto ciò che accade nella sua vita è una conseguenza delle sue azioni presenti o passate.

I buddhisti affermano l’esistenza della legge di causa-effetto, conosciuta anche come legge del karma (termine sanscrito che significa “azione”). Secondo questa legge, ogni pensiero e ogni azione hanno una inevitabile ripercussione che si manifesta in un tempo successivo sul soggetto che le ha messe in atto, attirando su di lui eventi o situazioni di identica qualità. Tali ripercussioni possono verificarsi nel corso della vita presente o in un’incarnazione successiva. Ciò che si è fatto in vite anteriori determina, nella vita successiva, le condizioni di base ma anche tutta una serie di eventi, incontri e predisposizioni. All’interno di questo contesto predeterminato, siamo liberi di intraprendere nuove iniziative che formeranno le condizioni di base delle vite successive.

Consultando il Bignami sul concetto troviamo in poche parole “se fai del bene raccogli del bene, se semini vento raccogli tempesta”. E stiamo discutendo di forze visibile oppure invisibili come le onde o il vento.

“Ognuno di noi ha questi stessi elementi nella sua vita, il visibile e l’invisibile, il karma e il libero arbitrio” mi ricorda Kuan Yin.

Riassumendo gli antichi testi religiosi e filosofici indiani, capirai che se segui il dharma, avrai un buon karma. Ma che significa?

Karma deriva dal termine sanscrito karman, che si può tradurre con “creare qualcosa agendo”. In pratica, la parte non necessariamente visibile delle nostre azioni crea il nostro destino.

Anche dharma è una parola sanscrita e significa “obbligo morale, verità”, “come le cose sono” o “come le cose dovrebbero essere”.

I concetti di karma e dharma esprimono il cardine della legge di compensazione.

Cosa possiamo rilevare dagli ultimi campionati europei in vasca corta?

Che siano stati il momento più altro del movimento New Age tricolore? Inconsapevolemente, ma forse si.

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Tutti e 5 i soggetti che la foto propone uniti quali campioni continentali di vasca corta 2017, hanno dei punti in comune. Ci troviamo, anzi sono, i riscatti più evidenti nei confronti del recente destino che li aveva avvicinati nel 2016.

La voglia di rivalsa e di sacrificio per riscattare ed evidenziare il talento. La caparbietà per risollevarsi da una caduta non di stile, ma di salute in cui si sono trovati.

Voi come lo chiamereste? Non certamente culo.

Il Conte Fabio Scozzoli della Rana, talento costruito sul sacrificio e sul lavoro, ha visto ripagato la caparbietà con record europeo. Dopo le esperienze estere, i centri federali e la cura ungherese, il segreto è sempre stato dietro casa e ha un nome classicamente imperiale.
Spaziale, sa unire l’utero al dilettevole. Voto 9

Simone “Re di Riccione” Sabbioni biondo non si può guardare. Anche il coso, il device, ha subìto lo shock e punito il trapezista del dorso, che con l’allegra compagnia poteva ambire al 6° oro della trasferta.
Incrocia un altro russo sul suo cammino, ma non può mettersi sulla riva ed attendere il cadavere buttato nel fiume dalla Wada.
Gastrointestinale. Voto 9

Marco “sensitivo” Orsi legge bene le sue carte L’orsetto volante è attento. Propone i 100 misti da record italiano anziché buttarsi nell’ora di punta sulla tangenziale dello stile libero . Poteva raccogliere di più, ma il kharma non è collettivo.
Esuberante. Voto 9

Luca “Iceman” Dotto ha ritrovato l’occhio della tigre, aggiornato la metodologia, ritrovata la patata taumaturgica, cancellato l’account su youporn. Un concentrato di equilibrio, energia, stabilità e record personali. Cazzo facevi di notte?
A letto presto ti fa bene anche alla pelle. Voto 9

Vedi Matteo “tic” Rivolta e la mano cerca un pennarello. Era esattamente dove doveva essere, al momento giusto. Esuberante, incostante, scoda, sbanda, scontra, a Copenhagen esagera. Ho molto apprezzato le parole in zona mista.
Unisci i puntini e vedi che personaggio esce. Voto 9

La soluzione: Gianluca Grignani

Piero “il tenero” Codia vale Grignani, pardon Rivolta. Ma al contrario è costante. Non esagera mai, non rischia mai, non ride mai . Nel prossimo videogame va programmato come MOB. Dovrebbe firmare la chiappa degli avversari con la Z come don Diego.
Gli manca il cappello. Voto 8/9

Margherita “la fidanzata di… “ Panziera brilla di luce propria. Serena, fresca spensierata, sembra appartenga ad un’altra nazionale, mantiene le premesse e salva la quota dorsiste.
Effervescente. Voto 8

Premio “LSD” per Silvia Scalia. Quello sguardo da lepre davanti agli abbaglianti di un camion in arrivo sulla statale mostrati dopo la finale dei 100 dorso sono impareggiabili. Nominata agli Oscar come miglior attrice non pervenuta del cinema muto.
Smarrita seriale. Voto 4

Federica Pellegrini si è presentata in una nuova veste: con lo zucchero filato e i codini. Ha promesso a Babbo Natale di essere buona e non dare fastidio, solo in cambio di una gita ai giardini di Tivoli. Ha accompagnato al giro sulla ruota panoramica Lorenzo Mora.
Paracarri ma onesti. Voto 5+

Lucrezia Raco e Luca Spinazzola… Credere obbedire combattere.
Tappabuchi di parola. Voto 6+

Lorenzo Zazzeri costruisce quel che mi aspettavo. Concretizza male. Anche Paolo Rossi prima di diventare Pablito ha fatto errori. Voto 7

Fabio Lombini avrebbe ricevuto gli applausi di Marco Lucchinelli in zona mista. Parole di insoddisfazione e di voglia di rivincita a fine gara sono un’ottima premessa. Sa cosa vuole, non quanto vale. È acerbo ma con una grande forza mentale.
Lombini for President. Voto 8 ½

Cazzo facevano gli altri duecentisti? Il quartiere a luci rosse più vicino è ad Amburgo. Voto 3

Nicolò Martinenghi è un investimento in diamanti. Oscurato da Peaty & Scoz resta fuori dallo spot, ma impara più della pressione avvertita. Stop ai baffetti disegnati con la penna. Movember is over. Voto 9

Erica Ferraioli ha un nuovo sponsor, è evidente. Di certo una pasta dentifricia con additivo. Tanti sorrisi, veramente tanti sorrisi, sono spaventato. La vasca corta le sta a pennello.
Voglio provare anche io quello che ha preso. Voto 7

Ilaria Cusinato, ci dica, cosa ci fa una trentenne ancora a scuola? Bocciata eh?
Unico esemplare donna che resiste alla cura moresca. Voto 8

Simona Quadarella, premio visualizzazioni social. Voto vasca 8. Voto fondoschiena 8 ½

Elena Di Liddo è l’operaio del nuoto: è mancata solo nella rana. Generosa. Voto 6 ½

Arianna Castiglioni è incredibile. Non si è infortunata ed ha migliorato. Da record. Voto 7

S’io fossi cane. Bau. S’io fossi Carraro. Miao Voto 5/6

Fuori c’è -10° e ho indossato il berretto rosso. Chiudo con un pensiero educato che purtroppo ricalca altre puntate. La scorsa volta l’avevo data per rediviva. E invece no. Puntava alla mera gita in Danimarca.

È ripiombata nel suo letargo. Non vale l’investimento. Il fato l’ha portata in azzurro, i fatti l’hanno smentita.

Quinta nomination e vincitrice assoluta per distacco del Razzie Awards 2017:

Oggi più di ieri, non si guarda la Polieri.

Buon Natale

DarkPool

 

P.S. le staffette non hanno fatto quel che avevo scritto nella busta consegnata al notaio. Pago pegno ci rivedremo.

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