Nonostante agosto sia alla fine, e si intraveda settembre col suo ghigno satanico dietro l’angolo, Fatti di nuoto weekly non vi molla di sicuro, anzi.

Questa settimana vi da una bella lista di dieci nomi da segnare con l’evidenziatore, direttamente dai Mondiali Junior di Otopeni 2025. E poi non dite che non vi vogliamo bene.

Yang Peiqi

La donna dei Mondiali è la cinese dominatrice dello stile libero e vincitrice di tutte le distanze dai 200 ai 1500 (oltre che della 4×200). C’era da aspettarselo, visti i buoni risultati da lei già ottenuti a Singapore 2025, come ci si può aspettare di tutto per il futuro, da una crescita costante a un flop deludente. Sembra però che la Cina ci tenga particolarmente a lei e alla squadra in generale, sopratutto femminile. Potrebbe non essere uno dei solito fuochi di paglia.


Carlos D’Ambrosio 

Giustamente nominato uomo del Mondiale insieme a John Shortt, Carlos D’Ambrosio è andato nettamente oltre le aspettative della vigilia. In una stagione che aveva come picco i Mondiali di Singapore – preparati a puntino, visto anche i risultati ottenuti – D’Ambrosio ha forse affrontato questi Mondiali con il cuore più leggero, riuscendo a mantenere la forma più a lungo di molti suoi colleghi junior.

Risultato: una settimana da incorniciare, con i titoli individuali in vetrina, le grandi e solide prestazioni in staffetta come contorno e il record italiano nei 200 stile (che non durerà così a lungo) come ciliegina sulla torta. Il dato più interessante, tra i molti che lo riguardano, è il livello di continuità da lui raggiunto, tale da farlo diventare ormai centro del progetto italiano nella velocità. Con il recupero di Miressi nella 4×100 e di Ragaini nella 4×200 potrebbe esserci spazio per divertirsi da subito.

Rylee Erisman 

Se i due sopra sono i migliori per la classifica a punti, è il 100 stile di Erisman la prestazione più impressionante dell’intero Mondiale. 53.17 in batteria, 53.09 in semifinale, 52.79 in finale: il 52.70 di Oleksiak (WRJ che le valse l’oro a Rio 2016) è molto vicino e l’americana, classe 2009, ha ancora due anni davanti per migliorarsi. Intanto a Otopeni ha sbancato – due ori individuali e tre in staffetta – e dato continuità alla sempre verde produzione di talenti del nuoto USA, perlomeno in campo femminile.


Alessandra Mao

Ogni parola mi sembra superflua per quanto fatto dalla quattordicenne veneta negli ultimi mesi. Dagli Assoluti di Riccione in poi è stato un crescendo pazzesco di consapevolezza e risultati: il titolo Assoluto, le prime esperienze internazionali, i podi agli EuroJunior e agli EYOF e infine, la settimana di Otopeni, conclusa con quel 1.57.00 nei 200 stile di cui tutti ora parlano.

Il tempo, che è record italiano ragazzi, junior e cadetti, non è la sola cosa sconvolgente, perchè a mio avviso ancor più sconvolgente è la modalità con cui è arrivato. Mao nuota ancora con grande semplicità, commette diversi errori ma sa compensarli esaltando appieno le sue attuali qualità, la leggerezza, la gambata e una certa dose di pazzia giovanile. Senza scomodare paragoni altisonanti, non ci sono dubbi che si tratti di uno dei prospetti più interessanti di tutto il nuoto mondiale. 

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Filip Nowacki

Se ci fosse, come nella NBA, il premio Most Improved Athlete, io lo darei al ranista inglese del 2007, vincitore dei 100 e dei 200 davanti al favorito Ohashi. È vero che il giapponese è del 2009, e che in certi frangenti sembra forse migliore, ma l’esplosione di Nowacki è netta ed è accompagnata da una gestione delle gare di gran carattere. Su tutte, il 2.07.32 dei 200, vinti proprio grazie ad un attacco netto e determinato su Ohashi e a un miglioramento personale di quasi 5 secondi. La loro rivalità, se ben coltivata, rischia di diventare un classico negli anni a venire.


Mikhail Shcherbakov

Cito il russo per citare la grande finale dei 200 misti uomini, forse la più bella dell’intero Mondiale. 1.57.25 per l’atleta neutrale, oro, 1.57.32 Yumeki Kojima, argento, e 1.57.98 per Numata Raito, bronzo. La lotta è stata soprattutto tra i primi due, divisi infine da soli 7 centesimi, ma Numata ha chiuso a stile in 27.47, rientrando in maniera netta e anche spettacolare. La rinascita del nuoto russo e di quello giapponese sono tra le notizie più belle che ci arrivano da Otopeni. 

Nikita Sheremet

Che bomba, quella sui 50 stile del velocista ucraino, che in semifinale ha eguagliato il WRJ in 21,75 e ha poi vinto la finale in 21,99, 3 centesimi meglio di  un altro protagonista come Jacob Mills. Un paio di nuotatori che sembrano incarnare bene la sempre più netta specializzazione nella velocità più pura, saliti sul podio insieme a D’Ambrosio (bronzo nei 50) che invece, da questo punto di vista, è rappresentante della vecchia scuola di stilliberisti completi.


Tajus Juska 

Oro nei 100 farfalla, bronzo nei 100 stile, il lituano del 2009 è uno dei nomi che più circolano negli ultimi anni tra quelli giovanili. Dopo un inizio di carriera entusiasmante, sembrava essersi un pò fermato, ma questi Mondiali lo riportano indubbiamente al centro del discorso.

Kuzey Tunçelli

A degna conclusione della sua carriera giovanile, il turco già esperto dei palcoscenici più grandi si è concesso la passerella sia negli 800 che nei 1500. Forse sperava di nuotare un pò più velocemente, ma è chiaro che la sua dimensione non sia più quella junior già da tempo. E questo mi fa sorgere una domanda interessante: è giusto fa gareggiare gli atleti di livello sia ai Mondiali senior che junior oppure la filosofia statunitense (o un evento o l’altro) è quella più corretta?


Hirai Mizuki

La giapponese aveva già nuotato 56.33 nei 100 farfalla, un anno fa in patria, ma più che i tempi (56.87 in finale, 56.34 in staffetta) è la sua nuotata che mi ha fatto innamorare, rendendola ai mio parere la più bella del Mondiale. Il suo non è certo un nome nuovo, e il paragone con Ikee Rikako è forse fin troppo semplice, ma credo che si intraveda una bella carriera per lei. 

See you later!

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4