Assoluti 2026: è tempo di mettere sul tavolo le aspettative per un’edizione che si preannuncia interessante e molto ricca, sulla scia di quanto visto negli ultimi anni a Riccione.

I giochi sono fatti

Ognuno dei 687 atleti che parteciperà, dal 14 al 18 aprile, agli Assoluti di Riccione, in questi giorni sta cercando di affinare la sua preparazione per presentarsi al meglio a quello che, di fatto, è l’appuntamento clou del nuoto nazionale.

In palio ci saranno, come sempre, le qualificazioni per le manifestazioni estive (Europei di Parigi, soprattutto), ma la sensazione è che una vittoria agli Assoluti, o una prestazione degna di nota, inizi a diventare più pesante che mai. Lo testimonia il fatto che, negli ultimi anni, gli atleti che hanno partecipato agli Assoluti non si sono limitati a timbrare il cartellino, ma spesso sono andati oltre le aspettative, si sono battuti per la vittoria o per la qualificazione, alzando di molto il livello medio della manifestazione.

Per questo, e per diversi altri motivi, da Riccione usciranno di sicuro prestazioni eccellenti, anche e soprattutto perchè mettere in ghiaccio la qualificazione ad aprile significa poter lavorare con calma agli obiettivi estivi.

A Parigi ci vanno i vincitori

Per l’Europeo di vasca lunga, gli Assoluti sono un vero e proprio mini-trials: chi vince si qualifica direttamente per Parigi 2026, senza necessariamente passare dalla “spada di Damocle” del tempo limite. Per i secondi classificati, la speranza è quella di nuotare meglio del limite tabellare, così da scongiurare l’esame di riparazione del Settecolli, quando si potrà completare la lista facendo il tempo limite oppure convincendo il DT a proporre la candidatura alla FIN.

Per le staffette il discorso è analogo. Le miste saranno composte dai quattro campioni assoluti, mentre le staffette a stile dai migliori quattro che nuoteranno sotto il tempo limite dei 100 o 200, a Riccione o, eventualmente, al Settecolli.

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Si tratta di una piccola variazione al metodo che tante gioie ha dato all’Italia negli ultimi anni, ed è stata fatta scientemente proprio perchè all’Europeo si possono portare fino a tre (e non due) atleti per gara individuale. Come sempre, ci sono i pro e i contro: chi non si presenta in forma a Riccione, o sbaglia gara per un qualsiasi motivo, rischia di vedersi rimandato al Settecolli, dove comunque rimarrà almeno un posto per gara vacante. Chi invece, di contro, dovesse nuotare il tempo limite a Riccione ma arrivare al terzo posto, si ritroverebbe ugualmente rimandato a giugno.

Questo rende tutto molto interessante, con spazio aperto a sorprese e conferme.

Gli atleti più attesi

Compilare una lista è impossibile, visto la quantità di campioni e talenti che l’Italia sta sfornando negli ultimi anni, dai più giovani alla caccia delle prime convocazione ai campioni affermati che non vogliono mollare. In estate non ci saranno né Mondiali né Olimpiadi, quindi ci sarà spazio per la sperimentazione e anche per il rilancio, l’ultimo prima del biennio che porterà a Los Angeles 2028.

Proviamo a fare un pò di ordine.

La prima curiosità è per ha affrontato un periodo di stage all’estero. Oltre a Ceccon e Razzetti, di rientro dall’Australia ci sono anche Sara Franceschi e Simona Quadarella, e sarà interessante vedere se e quali effetti avrà questo cambiamento in atlete così esperte.

C’è poi una lunga lista di giovani di rientro dall’estero, alla caccia di grandi prestazioni, da Ambler (Australia), a Nannucci (Francia) fino Bottazzo e Curtis (USA), quest’ultima attesissima per un ennesimo salto di qualità.

Inutile poi nascondere l’hype per Carlos D’Ambrosio, che ai Criteria ha già scaldato l’acqua dello Stadio del nuoto con un paio di crono da urlo, e che di sicuro vorrà continuare sulla scia di quanto fatto.

Infine rimangono i giovanissimi, quella schiera di ragazzi che agli Assoluti ci va per stupire e stupirsi, la cui capofila è indubbiamente Alessandra Mao. Ecco, se dovessi segnare una gara col circoletto rosso, direi i 200 stile donne.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4