Ci sono alcune grandi Società italiane che, oltre a sviluppare con costanza l’attività di vertice, fanno della promozione sportiva un fatto costitutivo e necessario. Una di queste è la Rari Nantes Florentia, storica Società di Firenze, presieduta da Andrea Pieri, che da 120 anni promuove nel territorio gli sport acquatici con costanza e successo.

Ne abbiamo parlato con Fabrizio Verniani che, dopo una lunga e prestigiosa carriera da allenatore, dal 2019 è il responsabile tecnico e sportivo del settore nuoto di tutta la Società.

Com’è iniziata la sua esperienza alla Rari Nantes Florentia?

Sono entrato in società nel 2019 e da allora mi sono occupato dell’organizzazione completa di tutto il settore tecnico del nuoto. Nonostante calcio e pallavolo la facciano da padrone, a Firenze il nuoto si è ritagliato negli anni sempre più spazio, diventando uno degli sport più praticati, soprattutto per quanto riguarda l’apprendimento.

Come Rari Nantes Florentia, nella prima fase (dai primi approcci fino agli Esordienti C) proponiamo una preparazione comune, finalizzata appunto all’insegnamento delle basi del nuoto. Dopo questo primo periodo, i bambini vengono indirizzati verso uno dei tre settori agonistici: nuoto, pallanuoto (la squadra ha confermato quest’anno la presenza in Sere A1) e nuoto artistico.

Che numeri conta, attualmente, il settore nuoto?

Partendo dagli Esordienti fino agli Assoluti, in questo momento abbiamo circa 350 atleti, seguiti complessivamente da 24 tecnici e distribuiti su 6 impianti. Ogni settore ha la propria organizzazione: gli Esordienti C si allenano 3 volte la settimana, gli Esordienti B 4 volte e gli Esordienti A 5 volte. Agli allenamenti in acqua, già dagli Esordienti B accostiamo anche le prime basi di preparazione a secco, propedeutica al nuoto ma anche all’educazione fisica in generale.

Il primo importante scalino di crescita è nella categoria Ragazzi, che si allena 6 volte alla settimana in acqua e 2 in palestra. Dalla categoria Junior secondo anno inizia la vera specializzazione e differenziazione dei lavori in base al livello e alle caratteristiche degli atleti. L’ultimo gruppo in ordine di crescita è quello élite, composto da una quindicina di atleti e seguito da Paolo Palchetti. Di questo gruppo fanno parte anche gli Olimpionici Lorenzo Zazzeri, Matteo Restivo, Filippo Megli e Costanza Cocconcelli.

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Un’organizzazione che in questi anni ha portato risultati giovanili eccezionali:

La Rari Nantes Florentia è ormai da anni tra le primissime società in tutte le manifestazioni giovanili. Quest’anno, ai Criteria, siamo arrivati quinti con la squadra maschile e terzi con quella femminile, con moltissime medaglie e la ciliegina sulla torta del record europeo nella 4×200 stile junior donne.

In questo momento, nella squadra femminile abbiamo molta solidità: al recente raduno nazionale Junior hanno partecipato Bianca Nannucci, Emma Vittoria Giannelli, Giulia Pascareanu e Mahila Spennato, insieme al loro tecnico Lorenzo Palagi, che già dalle scorse stagioni ha partecipato alle rappresentative nazionali insieme a Marco Amatulli e a molti altri nostri atleti. Oltre a questi risultati, mi piace citare la vittoria nazionale tra gli Esordienti A, avvenuta due stagioni fa, testimonianza dell’attenzione che abbiamo fin dai giovanissimi.

Il vostro team è guidato da molti tecnici giovani:

Oltre a Palchetti, che è il più esperto tra i nostri, tutti gli altri allenatori sono giovani e, ci tengo molto, provengono dal nostro vivaio. Per noi è importante, per una questione di appartenenza e di crescita personale e generale della Società. Puntiamo molto sulla formazione, sullo scambio quotidiano e sugli incontri di specializzazione e ampliamento delle competenze, che oggi devono essere tecniche ma anche, per esempio, psicologiche. Ognuno ha grande libertà di programmazione ma il confronto è costante.

Lo stesso vale anche per gli atleti:

Avere in squadra atleti di caratura mondiale è uno sprone per tutto il settore. Lorenzo Zazzeri, in particolare, è sicuramente il più carismatico e seguito a Firenze, ed è molto partecipe anche nella vita sociale. Insieme a Restivo ha scritto un libro (Laurearsi Campioni, NdR) che ha avuto grande successo e spesso è invitato a convegni ed eventi per parlare di nuoto e scuola. Alla piscina di Bellariva, che abbiamo la fortuna e la forza di dedicare completamente alle attività agonistiche, il giovedì pomeriggio il gruppo élite si allena nello stesso orario degli Esordienti A. Vedere i campioni nella corsia affianco, nuotare insieme, per i ragazzi è una sensazione impagabile.

Il nuoto di oggi sta prendendo sempre di più una dimensione internazionale

Io lo vedo come un bene. Le nostre ragazze, in questo momento, sono a Barcellona per gareggiare nel Mare Nostrum, e appena possiamo facciamo fare a tutti esperienze il più possibile formanti, senza disdegnare mai i trofei casalinghi o vicini come il Nicoletti di Riccione, al quale parteciperemo con 90 atleti. L’agonistica richiede grande impegno, anche economico, e in Italia è trainata quasi esclusivamente dalle società e dal sostegno della Federazione.

Visto la sua esperienza tecnica e di insegnante, come vede lo sport e la scuola di oggi?

Ci sono alcune cose che non cambiano mai. Lo sport ti da tanto in termini formativi e di salute, ma richiede un impegno di tempo ed energie che, necessariamente, va tolto a qualcos’altro. Dedicarsi ad uno sport amatoriale come il nuoto, che difficilmente ti permette di diventare indipendente economicamente, può essere a volte frustrante, soprattutto in un sistema scolastico come quello italiano, che ancora non appoggia pienamente gli studenti/atleti.

Lo racconta anche Zazzeri stesso nel suo libro: a volte i ragazzi si devono nascondere, quasi vergognare di essere atleti oltre che studenti. Nel rapporto tra scuola e sport siamo ancora molto indietro rispetto ad altri paesi del mondo. Qualche piccolo movimento c’è, ma spesso si tratta di iniziative locali o addirittura personali, non mosse da una vera programmazione. Anche l’educazione fisica nelle scuole, ridotta a sole due ore, è più un’occasione di svago che una vera possibilità di insegnare qualcosa. Bisogna capire se ci sarà la voglia di cambiare davvero, io lo spero.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4