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Dieci domande a…Rossella Fimiani

Rossella Fimiani src=Oggi parliamo con uno dei talenti emergenti del salvamento. Ancora non ha fatto nessuna importante manifestazione internazionale con la maglia azzurra, ma già dimostra di essere pronta a raccogliere l’eredità di atlete come Mozzanica e Cerquozzi. Scambiamo quindi quattro chiacchiere con Rossella Fimiani

1)Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo che dai a Corsia 4. Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuta?
1- Ciao a tutti! Gareggio per il Nuoto Club Torino, da circa 5 anni, prima facevo sincronizzato. Ho cominciato che avevo dodici anni, prima ancora facevo ginnastica artistica, gli sport acquatici non erano così affascinanti, poi un giorno ho cambiato idea!

2)Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnata negli allenamenti.
2- Ho sempre fatto tantissime cose, suonavo il pianoforte e ho recitato in una compagnia teatrale fino all’anno scorso, ma con l’Università è diventato più difficile. Sto studiando architettura, quindi le mie giornate si dividono tra le lezioni e gli allenamenti. Appena ho un po’ più di tempo libero, corro in montagna, grande passione del mio ragazzo!

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?
3- Il record del mondo è stata una soddisfazione unica, ma i ricordi belli sono tantissimi, dai miei primi risultati alla convocazione in nazionale “sperimentale” e l’esperienza in Olanda a novembre condivisa con dei ragazzi fantastici.

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?
4- I momenti bui ci sono sempre, il più difficile nel 2010, durante la quinta superiore. Andare agli allenamenti era diventato faticoso, non mi divertivo, così ho smesso di nuotare, per poco. Tre settimane dopo sono tornata in vasca, carica e pronta a rimettermi in gioco!

5) Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento a cui sei particolarmente grata?
5- Sicuramente Dario Trudu, il mio allenatore da ormai quattro anni e mezzo. I risultati raggiunti li devo a lui e al lavoro fatto insieme. Mi sono sempre fidata dei suoi consigli, anche perchè non avendo una base di nuoto, partivo da zero.

6)per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscita a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?
6- Io ho fatto il liceo artistico, quindi le ore di lezione erano davvero tante, ma sono sempre riuscita a conciliare le mie attività studiando, anche la sera dopo allenamento, ottenendo sempre ottimi risultati. Ora con l’Università è diventato più difficile, ma sono quasi alla fine! Con un po’ di organizzazione si riesce a fare tutto, state sempre attenti in classe, così lo studio a casa è più semplice.

7)A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di esser atleti agonisti.
Come era la tua situazione?

7- Io personalmente sono stata molto fortunata, non ho mai nascosto ai professori le mie assenze per le gare, anzi alcuni al mio ritorno mi chiedevano notizie dei risultati! Solo una volta in seconda superiore il professore si era arrabbiato per le mie assenze durante le lezioni del sabato (giorno di gare) e voleva abbassarmi il voto. Gli ho detto di fare come gli pareva, non avrei smesso di nuotare per questo! In quinta è stato di nuovo mio professore e stavolta tifava per me quando partivo per le gare!

8)Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondmantale nella crescita dell’atleta…la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incita,va ti osteggiava, indifferente…
8- La mia famiglia mi ha sempre sostenuta, incoraggiata e aiutata tantissimo, accompagnandomi tra una piscina e l’altra, finchè non ho preso la patente! E mi ha seguita alle gare soprattutto quando ero più piccola

9)Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?
9- Per adesso il mio obiettivo è prendere la laurea triennale, poi penserò alla specialistica…e per il dopo non ci ho ancora pensato a fondo, ma spero di poter lavorare come architetto, che è quello per cui sto studiando, ma chissà..

10) Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?
10- Perchè è uno sport completo, vario, tra gare in piscina e i diversi attrezzi e in mare, ma soprattutto è divertente, per questo ho cominciato!

Grazie mille, e a presto!

Grazie a voi, a presto!

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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