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Dieci domande a…Daniele Sanna

Dieci domande a…Daniele Sanna

Le dieci domande consuete oggi, alla vigilia degli Assoluti, per il nuotatore nuorese della nazionale di Montpellier…è con noi oggi Daniele Sanna

1)Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo.che dai a Corsia 4. Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuto?

Ciao a tutti ! Attualmente gareggio per le Rane Rosse Aqvasport ma sono cresciuto prima nella mia cara Sardegna nella squadra di Nuoro, la Rari Nantes Nuoro facendone parte fino all’età di 19 anni (facevo solo nuoto puro ) . Finita la scuola sono ho deciso insieme al mio ex allenatore  (Danilo Lanzi ) di andare a provare qualcosa di diverso e lui mi consigliò Modena , dove per quanto si possa dire mi sono trovato molto bene e dove sono cresciuto enormemente grazie alla guida di Stefano Nurra e dei miei compagni di squadra; ho nuotato come Modena Nuoto per 2 anni , poi sono passato alle Rane Rosse fino ad oggi.

2)Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnato negli allenamenti.

Diciamo che vivendo fuori è sempre valsa per me l regola “dormi “, “mangia “, “nuota “e  “dormi”. A tutto questo aggiungevo gli studi per l’università  e un po’ di corsi di nuoto per arrotondare qualcosa a fine mese. Adesso ho un lavoro praticamente a tempo pieno , ma non rinuncio ad allenarmi tutti i giorni.

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

Il salvamento in questi ultimi 2 anni mi ha regalato tantissime emozioni, tante soddisfazioni personali e mi ha dato la possibilità di viaggiare e vedere posti bellissimi , quindi sono tanti i ricordi ma penso che questo ultimo campionato del mondo sia stato  il coronamento di un sogno e non tralascio nulla: dalle medaglie ai compagni di squadra , prendo tutto il pacchetto con me.

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Momenti bui ne ho avuti parecchi negli anni , forse il peggiore è stato quando ho contratto la mononucleosi. Ma sono stati tutti questi momenti che mi hanno fatto diventare più forte. Fondamentalmente sono uno che si lamenta sempre ma che anche se tutto va male non molla mai e infatti non l’ho mai fatto, è più forte di me.

5) Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento a cui sei particolarmente grato?

E’ stato un anno che è passato molto velocemente e in tanti mi hanno aiutato dai compagni e amici agli allenatori: devo ringraziare tutti loro.

6)per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscito a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

Io penso che se hai un obiettivo non c’è nulla di più facile che studiare e nuotare , purtroppo la vita dello sportivo comporta tantissimi sacrifici, ma veramente tanti , magari molti non riescono neanche ad immaginarlo. E’  proprio da questo che si distingue un “vero “ atleta: sacrificarsi nello sport e nella vita di tutti i giorni e a scuola , bisogna essere disposti a farlo! Personalmente io non rinunciavo al mio allenamento. Preferivo studiare fino a tardi, non uscire la sera o i fine settimana diventando anche la pecora nera o lo sfigato perchè non uscivo mai o molto raramente: ma non volevo rinunciare a stare in acqua e faticare per 2 ore .

7)A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di esser atleti agonisti. Come era la tua situazione?

Io non sono mai stato aiutato ma sinceramente non mi interessava mettermi in mostra o altro. Se capitava un interesse da parte dei professori o dei compagni ero contento ma mi sono sempre messo alla pari degli altri ottenendo sempre degli ottimi voti .

8)Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondmantale nella crescita dell’atleta…la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incita,va ti osteggiava, indifferente…

Se sono arrivato fino a questo punto lo devo soprattutto alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto in ogni momento. Finchè ero minorenne mi hanno sempre accompagnato agli allenamenti e alle gare sacrificandosi tanto, poi crescendo mi hanno sempre sostenuto ma mai osteggiato, incitato  all’esasperazione o esaltato: mi hanno sempre consigliato bene e guidato nelle scelte.

9)Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Ancora ci sono dentro, sono uno che vive molto alla giornata quindi ancora non riesco a rispondere a questa domanda.

10) Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

Ho scoperto che è uno sport molto bello,  in crescita, e molto ma molto completo. Può permettere a tutti di potersi togliere diverse soddisfazioni avendo molte specialità.

Grazie mille, e a presto!

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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