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Nuoto di Fondo, Edoardo Stochino si racconta dopo la medaglia di Berlino

di Alessandro Foglio

Nuotare (tanto), mangiare, dormire, nuotare ancora,viaggiare, gareggiare e…vincere. Questa in breve è la vita di un fondista della Nazionale, ma ancor di più è quella del bronzo azzurro della 25 chilometri di Berlino, Edoardo Stochino. Il ligure, classe 1987 e tesserato per i Nuotatori Genovesi/ Fiamme Oro, dopo tanti anni di sacrifici e successi sfiorati ha di recente ottenuto la sua medaglia più importante, sognata da tanto e altrettanto sofferta. Ci siamo fatti raccontare da lui le emozioni di quella giornata ma anche la vita di tutti i giorni di un atleta da “acque libere”.

Ciao Edoardo, sono passati circa dieci giorni dalla conquista del tuo bronzo europeo. Quali sono le emozioni che hai provato allora e quali quelle che provi adesso?

Tantissima emozione, è stato un sogno raggiungere la medaglia, ci ero arrivato vicino già due volte, ai mondiali di fondo del 2010 (Roberval) e agli europei di Budapest dove avevo chiuso sempre quarto, ma questa volta ci sono riuscito e la soddisfazione è tanta. Non ho avuto molto tempo per pensarci su perché al mio rientro ho avuto subito un’altra gara,di 30 chilometri, in Macedonia per la penultima tappa di Coppa del Mondo e guai a staccare la spina. Mi godrò il risultato a stagione finita.

Torniamo indietro di qualche anno. Come e quando hai scelto di diventare un nuotatore da acque libere?

Sono sempre stato portato per le distanze lunghe, anche quando gareggiavo in piscina. Poi a Chiavari mi sono avvicinato molto a Marco Formentini e successivamente a Luca Baldini che mi hanno trascinato in mare. Ho provato e mi è piaciuto e piano piano mi ci son dedicato appieno. Col passare del tempo mi sono specializzato completamente nella 25 km, perché non sono affatto veloce ma ho molta resistenza. Ho provato anche qualche 10 chilometri ma non mi viene altrettanto bene.

Perfetto. Com’è dunque la giornata tipo di un fondista?

E’ molto facile! Si nuota al mattino, tra i dieci e i dodici chilometri, si mangia, si fa un riposino e al pomeriggio si rientra in acqua per fare altri 8-10 chilometri. Solitamente nuoto dai 16 ai 21 chilometri al giorno, raramente arrivo a 22. Tutto in piscina (a Genova presso la piscina di “Albaro”seguito da Filippo Tassara) dove le condizioni sono fisse e sempre uguali e posso provare passi gara nella situazione migliore.

Il tuo sport di porta anche a viaggiare molto. Quanto tempo trovi per i tuoi hobby e le tue passioni?

E’ vero viaggio molto, facciamo diversi ritiri lontano con la Nazionale, soprattutto in inverno andiamo a gareggiare in paesi caldi, e questo è un bene perché spezza la monotonia, è un aspetto molto positivo. Nel tempo libero non faccio nulla, mi riposo, esco con gli amici, faccio qualche passeggiata con i miei cani, diciamo che il mio hobby è rilassarmi!

Quando arrivano le meritate vacanze?

Il sette settembre c’è l’ultima tappa della Coppa del Mondo, la Capri-Napoli (3° nel 2009) poi avrò due settimane di riposo. Ci vogliono per staccare la spina, anche perché fare tante maratone durante l’anno diventa faticoso, soprattutto a livello mentale oltre che fisico. Il fisico adesso inizia a essere stressato e se la testa si rilassa, è la fine. Per questo cerco ancora di non pensare troppo alla medaglia e provo a concentrarmi sul finale della stagione.

Rispetto all’atleta “da piscina” il fondista è da sempre meno sotto i riflettori. Come vivete voi questa situazione anche considerando che negli ultimi anni avete ottenuto risultati pari, se non superiori, ai vostri colleghi di vasca?

Non ci facciamo caso. Quando fai fondo non sei tipo che guarda queste cose. Magari ci ridiamo su ma nulla di più e poi ci fa piacere quando invece parlano bene di noi.

A stagione quasi finita, hai già obbiettivi per il prossimo anno?

I Mondiali a Kazan! Proverò andare, la qualificazione non è immediata e il livello italiano è molto alto, siamo molti e non sarà facile. Inoltre punterò anche alla Coppa del Mondo che parte con le prime tappe in inverno in Argentina.

E mentre noi scriviamo sicuramente Edoardo starà macinando chilometri su e giù per la vasca, stringendo i denti per regalare a se stesso, ma anche a tutti i tifosi italiani, altre gioie come quelle che ci ha dato a Berlino!

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