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Pan Pacific Championships 2014, parte 4

Pan Pacific Championships 2014, parte 4

Giappone

Giappone

Giappone

Grande squadra quella giapponese, ancor più se si considera la giovane età media e il ricambio continuo che produce.

Pur avendo, dal 19 settembre, la grande sfida con la Cina per la leadership asiatica, sfida che sarà giocata nel campo neutro della Corea del Sud, gli atleti del Sol Levante si sono presentati ai Pan Pacific Championships con le loro grandi stelle: Hagino, Irie, Seto, Koseki, Hoshi e Watanabe in campo femminile.

Ottima la raccolta di medaglie alla fine dei Panpacs (19 totali con ben 7 ori) e la conferma di avere atleti dalla tecnica raffinata e straordinariamente costanti nei loro risultati di alto livello.

Settore maschile

Velocità.

La grande novità è la presenza di ottimi stileliberisti veloci. Il 20enne Nakamura ha nuotato un grande 47.76 nell’anchor-leg della 4×100 mista finale. E non è il solo 100ista valido che il Giappone ha presentato, dato che la 4×100 sl è scesa sotto il 3.15 in condizioni certo non ideali.

200 e 4×200 sl.

Kosuke Hagino

Kosuke Hagino (by JapanTimes.co.jp)

Ma ancora migliori sono le prospettive dei 200isti. Hagino è stato sconfitto di pochi centesimi da Fraser-Holmes, ma è un sicuro protagonista di questa gara, soprattutto se deciderà di sfoltire il suo intenso programma.

La 4x200sl è stata semplicemente grande, spaventando fino alla fine gli USA e lasciandosi alle spalle l’Australia. Ottimo il 7.05.30 tenuto conto delle condizioni meteo, ma ancor più impressionante è l’età dei primi 3 frazionisti: Hagino (20), Kobori (18), Sakata (20). A Kazan e Rio tutti dovranno fare i conti con la 4x200sl giapponese.

Rana.

Meno forti (storicamente) nel mezzofondo, hanno una fantastica tradizione nella rana. E anche qui hanno fatto doppietta nei 100 e 200 con Yasuhiro Koseki.

Dorso.

Dorso super-competitivo con la coppia IrieHagino (che non ha potuto nuotare i 200 dorso ai suoi livelli a causa del programma che li vedeva poco dopo i 400 sl). Molto interessante la velocizzazione di Irie, che ormai passa, con regolarità, abbondantemente sotto ai 26″ ai 50m, e qui proprio nella prima vasca dei 100 dorso ha sorpreso Grevers precedendolo alla virata. Nella prima frazione della mista, invece, lo ha rimontato da dietro..: un incubo per Grevers, insomma!

Nei 200 dorso, quella che tradizionalmente è la sua specialità preferita, è stato Irie invece ad essere rimontato nell’ultima vasca da Clary. Da vedere come evolverà questo processo di velocizzazione di Irie ai Giochi asiatici. Se cioè Irie riuscirà a ottenere la quadratura del cerchio mantenendo anche la tradizionale endurance nei 200 (e in quel caso saranno temponi) o mostrerà uno spostamento delle sue caratteristiche verso la distanza più corta.

Delfino.

Delfino veloce, invece, nota dolente. Ikebata e Hirai non hanno fatto grandi cose nell’individuale, e Ikebata è stato surclassato da Phelps nella staffetta. Qui comunque i giapponesi hanno i jolly de-luxe rappresentati da Hagino e Seto per la frazione a delfino della staffetta mista, casomai i loro specialisti del delfino non crescessero (improbabile).

I 200 delfino, invece, sono stati dominati da Seto, sceso sotto l’1.55 anche nelle brume di Gold Coast.

Misti.

Misti super-competitivi, in cui i giapponesi presentano il n.1 stagionale Hagino (sia nei 200 che nei 400) e un Daiya Seto come gran spalla.

Staffetta Mista.

Staffetta mista maschile che, come detto, ha ora una frazione a sl di livello mondiale e che deve invece irrobustire quella a delfino. Nella gara di Gold Coast, posta la superiorità USA capaci di nuotare meno di 3.30, il Giappone ha comunque pagato il fatto che Koseki avesse da poco finito i 200 rana.

Settore femminile

Il livello medio resta alto, a parte lo sl, soprattutto il mezzofondo a sl, dove da alcuni anni ormai il Giappone non riesce a trovare buoni interpreti.

Rana, Dorso e Delfino.

Kanako Watanabe

Kanako Watanabe (by Richard Heathcote/Getty Images Europe)

Formidabili a rana con la 17enne Watanabe (prima nei 200 e seconda nei 100 di pochissimo) e Rie Kaneto (seconda nei 200), nel delfino hanno la Hoshi sempre ai vertici mondiali nei 200 (qui seconda di un soffio), mentre nel dorso stanno affrontando un ricambio generazionale un po’ più complicato, anche se, al solito, hanno giovanissime molto promettenti come la 16enne Nakano.

Misti.

Misti in cui presentano la Watanabe a buoni livelli internazionali nei 200, mentre nei 400 i vertici della specialità sono più lontani.

 

Staffetta Mista.

Staffetta mista di discreto livello, ma non in grado (ancora) di sfidare le super-potenze mondiali.

 

Canada

Canada

Canada

Sei medaglie in totale, e una discreta presenza media per i canadesi, autori di record nazionali in campo femminile con Chantal Van Landeghem nella velocità pura e Brittany Maclean negli 800 e 1500 sl.

Piuttosto completi in campo femminile, con una notevole densità nel dorso dove presentano ben 4 nuotatrici da meno di 2.10 (Caldwell, Bouchard, Snodgrass e Cantin), lo sono decisamente meno tra gli uomini.

Qui hanno un giovane in progresso nei 100 sl (Kisil), e poi ripongono tutte le loro speranze di medaglia internazionale nel solito Cochrane – a Gold Coast vincitore negli 800 e sconfitto a sorpresa da Jaeger nei 1500 sl) – reduce dai trionfi dei Giochi del Commonwealth.

 

Brasile

Brasile

Brasile

Squadra ridotta quella brasiliana, ma che ha mostrato spunti interessantissimi nella velocità a sl maschile e un ottimo De Deus nei 200 delfino.

Fratus ha dominato i 50 sl in un grande 21.44 e, assieme a De Lucca, Chierighini e Nicolas Oliveira, ha giocato un ruolo da protagonista nella 4×100 sl. Addirittura, alla fine della terza frazione i brasiliani erano davanti a australiani e statunitensi, e il loro terzo posto finale in 3.13.59 (con quelle condizioni meteo, ricordo) impressiona ancor di più tenendo conto della esponenziale crescita di Mateus Santana (48.25 negli stessi giorni per vincere i 100 sl alle Olimpiadi giovanili) e della carta-Cielo che resta in loro possesso.

 

Nuova Zelanda

Quattro medaglie totali complessive grazie alla solita ottima Lauren Boyle (due secondi posti negli 800 e 1500 sl alle spalle della Ledecky e un terzo nei 400 sl) e al ranista Glenn Snyders.

 

Sudafrica, Corea del Sud e Cina

Partecipazione ridotta quella dei sudafricani, che non hanno presentato il loro fuoriclasse Chad Le Clos, che ha già cominciato la preparazione per la stagione in corta.

Coreani concentrati nella preparazione in vista dei Giochi asiatici che ospiteranno tra 25 giorni, e per questo anche Park si è limitato a disputare (e dominare) i 400 sl.

Cinesi copertissimi e che hanno portato pochissime individualità, in attesa anche loro dei Giochi asiatici che li vedranno competere con i grandi rivali continentali, cioè i giapponesi, in gare che, ci si può scommettere, riscriveranno i ranking stagionali.

 

Prima parte della disamina sui Pan Pacifics Championships di Gold Coast, Australia

Seconda parte della disamina sui Pan Pacifics Championships di Gold Coast, Australia

Terza parte della disamina sui Pan Pacifics Championships di Gold Coast, Australia

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