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Storie: Da nuotatore a imprenditore, le due vite di Niccolò Beni

di Elisa Bellardi

Niccolò Beni ha solo 27 anni, ma ha già vissuto almeno due vite: quella del grande nuotatore, recordman italiano nei 200 farfalla e olimpionico a Pechino 2008, e quella dell’imprenditore, con “Nuoto Extremo ByNicco”, il suo negozio fiorentino specializzato in articoli per il nuoto. MasterSwim lo ha incontrato in un momento particolare per lui, alla vigilia dell’inaugurazione del suo nuovo punto vendita in via Giampaolo Orsini 46 A, a Firenze, che si svolgerà sabato 15 marzo alle 16,30 e avrà come ospite d’eccezione una leggenda dello sport, il campione olimpico e mondiale Massimiliano Rosolino. È un periodo importante, questo, nella vita di Niccolò, che ha da pochi mesi appeso il costume al chiodo, «ma qualche nuotatina me la faccio ancora», ma non lo rimpiange, anzi, perché «meglio andarsene quando si è grandi». E, naturalmente, così c’è più tempo per dedicarsi ai suoi progetti il crescita …

Niccolò, la tua è stata una carriera costellata di successi, culminata nella partecipazione a Pechino 2008. Negli anni hai collezionato nove titoli italiani nei 200 farfalla, uno nei 50 dorso, due ori, un argento e un bronzo ai Giochi Mondiali Militari nel 2011 a Rio De Janeiro. Inoltre, detieni il record nazionale sui 200 farfalla in vasca corta con 1’52”72. Quando hai capito che avresti potuto far del nuoto la tua vita?

Non ricordo un istante preciso in cui sia accaduto questo, è stato un processo graduale. Dalla prima convocazione con gli Azzurrini, a 16 anni per un meeting a Viareggio, ho pensato che potevo fare bene. Quando, a 18 anni, è arrivata la chiamata per la Nazionale maggiore, ho iniziato a fare sul serio.

Qual è stato il momento clou della tua carriera, quello che ricordi con maggiore emozione?

Non ho dubbi. Mi emoziono ancora adesso quando ripenso alla convocazione per Pechino. Il Settecolli subito prima era andato benissimo: avevo nuotato i 200 farfalla in 1’56”99 (primo italiano a scendere sotto il muro dell’1’57”, ndr), ma non sapevo se sarebbe bastato. Eravamo in cinque in bilico, e alla fine ci hanno chiamati tutti. È stata una festa, anche se devo dire che mi sono reso conto davvero di essere a un’Olimpiade durante la cerimonia di apertura. La mia gara era due giorni dopo, ma non volevo perdermi nulla di questa esperienza.

A proposito di quella gara, com’è andata poi?

Molto bene, ho eguagliato il mio primato arrivando ventesimo. Peccato per la semifinale, mancata per poche posizioni. A Londra, con la vasca da dieci corsie, sarei entrato.

A quella mancata semifinale pensi con rimpianto? C’è qualcosa di cui ti rammarichi?

Dell’esperienza olimpica sono contentissimo, nessun rammarico. Ma un unico rimpianto c’è: non esser stato convocato per i Mondiali di Roma 2009. Mi mancavano tre decimi, ma avevo partecipato al collegiale ed ero convinto di essere dentro. Quello è stato un bello schiaffo, ma mi sono ripreso subito. Per il resto sono molto felice di aver nuotato, per i risultati ottenuti e poi perché è uno sport che fortifica, forgia il carattere.

Dopo tanti successi è arrivato l’abbandono dell’agonismo, ancora giovane visti gli standard attuali. Come si vive con la testa fuori dall’acqua?

È un enorme cambiamento di vita, ma non mi sono mai pentito della mia scelta. Ho voluto smettere in un momento in chi ero ancora al top, che ci si ricordasse di me per tutti i miei risultati. Ora nuoticchio un po’ per tenermi in forma, non ho il rifiuto dell’acqua come accade a qualche ex atleta e le gare non mi mancano. La scelta è radicale, ma è meno dura di quello che si pensa se si hanno progetti futuri e non si teme il futuro.

Parliamo della tua attività, iniziata a gennaio 2008, lo stesso anno dei Giochi Olimpici. Un periodo movimentato per te …

Direi di sì, ma è andato tutto per il meglio. Accontentare i clienti è una sfida continua e stimolante e vendere prodotti da allenamento e da gara mi permette di rimanere in contatto con un mondo che ho amato e che amo.

Il businnes per ora sembra funzionare alla grande. Qual è il segreto del vostro successo?

Non fermarsi mai, cercare sempre nuove idee. Siamo una squadra di quattro persone, di cui due in negozio. Io mi occupo dello shop online. Ultimamente stiamo vendendo molto all’estero, con ordini da Australia, Canada, Giappone, Corea, Medio Oriente e da tutta Europa. Ci impegniamo per essere sempre all’avanguardia, siamo attenti alla qualità e presenteremo una novità in fatto di costumi da gara. Il nuovo shop sarà un’ulteriore scommessa. Inoltre siamo presenti, con il nostro stand, a più possibili meeting di nuoto.

Un momento positivo, quindi. Come vedi Niccolò Beni nel futuro?

Io sono ottimista, quindi vedo un futuro positivo. Me lo immagino emozionante, con tante novità. Del resto, stiamo lavorando proprio per quello.

 

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