Nessuna medaglia per l’Italia in questa 5 km femminile, ma tanta speranza tramutata in certezza. Per chi non lo sapesse per entrambe le nostre azzurre impegnate nella gara più corta qui sul Lago Balaton questo era un esordio.

Un esordio iridato per la 21enne Giulia Gabbrielleschi che è stata matricola nell’Italfondo solo un anno fa agli Europei di Hoorn, ed esordio anche per Martina Caramignoli che dalla vasca è passata al nuoto in acque libere alla ricerca di nuove motivazioni.

Ha toccato sesta la Gabbrielleschi, pistoiese allenata da Massimiliano Lombardi, e fino all’ultimo ha nuotato nel gruppo di testa, spalla a spalla con l’americana Haley Anderson detentrice del titolo mondiale su questa distanza da Barcellona 2013. Dodicesima invece Martina che comprensibilmente pecca di inesperienza fin dalla partenza: se le botte non le sai dare e non riesci a tenerti sopra la superficie dell’acqua tutto diventa più difficile. Ma Martina non ha nulla da rimpiangere proprio perché è la sua prima volta nelle acque libere, che non mi stancherò mai di dire, sono tutta un’altra cosa rispetto al nuoto in vasca.

Vince l’americana Ashley Twichell, medaglia di bronzo a Shanghai 2011, che conduce una gara perfetta fin dall’inizio. Seconda la francese Aurélie Muller oro della 10 km e secondo bronzo per la brasiliana Ana Marcela Cunha.

Conta tanto l’esperienza in queste gare corte, è la cosa che fa la differenza saper tirarsi fuori subito dal gruppo, prendere le scie e le traiettorie giuste per non perdere le energie che sono poi necessarie nella parte finale. Conta saper prendere scelte giuste al momento giusto, staccarsi dal gruppo quando serve e andare all’attacco quando è il momento perfetto.

Eppure nonostante questa mancanza di esperienza e di medaglie il CT della Nazionale di fondo Massimo Giuliani non riesce a nascondere la sua soddisfazione per la prova di queste due “debuttanti”.

Era una gara con 60 partenti e con le migliori al mondo e le nostre ragazze hanno dato il massimo. A modo loro hanno condotto due gare completamente diverse. Per Martina c’è stata la difficoltà di tirarsi fuori dalla mattanza iniziale, dalle botte della partenza e questo le ha fatto perdere energie preziose per ricucire dopo i primi 1500 metri che ha nuotato bene. Sono comunque contento per lei e sono contento che ha trovato nel nuoto di fondo un percorso parallelo alla piscina che le possa dare soddisfazioni e motivazioni nuove. Sarà importante aiutarla, insieme al suo allenatore (Stefano Morini, NdA) aiutarla a imparare i meccanismi delle acque libere.

Per quanto riguarda la Gabbrielleschi, posso dire che oggi è emerso il suo talento, la sua lucidità, la sua lettura tattica perfetta della gara. Ha disputato una grande gara e abbiamo apprezzato le numerose decisioni di coraggio che ha voluto prendere in acqua. Ha peccato solo nella parte finale quando ha scelto di staccarsi dalle gambe della Van Rowendaal. Ma queste sono cose che si imparano col tempo e appunto con l’esperienza.

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E a questo punto Giulia non può non essere contenta, un po’ meno forse del calcio in bocca rifilato dall’americana Anderson:

Già, continuava ad affossarmi  facendomi perdere ritmo e scia. Sono però contenta: essere la sesta al mondo mi riempie comunque di orgoglio e mi stimolerà a lavorare di più e meglio per cercare di arrivare davanti la prossima volta.

Un commento agrodolce invece per la reatina che si allena con Morini al Centro Federale di Ostia.

Sono delusa e amareggiata, sapevo che la gara sarebbe stata molto dura, e ho fatto i primi 1500 metri prendendo botte e fermandomi di continuo. Mi sono anche innervosita ma sono riuscita a rimanere lucida. Ho fatto tanti strappi per cercare di togliermi dal gruppone che poi ho pagato alla fine. E’ un vero peccato perché so di non valere questo.

commenta la Caramignoli che comunque è abituata a non arrendersi mai e a guardare con resilienza il positivo anche nelle sconfitte.

Va bene così – continua – tutto fa esperienza. Sono contenta di aver esordito ad un campionato del mondo e di aver rappresentato l Italia in una competizione importante. Spero sia solo l’inizio di un quadriennio in acque libere”.

Per sopravvivere a tutte quelle botte in acqua servirebbero le famose unghie alla Caramignoli, lunghe, colorate, stilose e fashion, ma si sa che regole del fondo vogliono che le unghie siano tagliate cortissime, anche quelle dei piedi, (il controllo alla punzonatura è attento e scrupoloso) proprio per non procurare ferite durante le “mattanze”.

“Sono due mesi che ho le unghie corte e credo che le lascerò così anche al mio ritorno in Italia”.

Rinunci alle tue unghie bellissime per amore del fondo?

Sì, per questo. Non voglio abbonare la piscina perché il 1500 mi ha regalato moltissime soddisfazioni ed ora è anche gara olimpica ma nel mio futuro vorrei ci fosse anche il nuoto di fondo. So che posso dare molto. So che è la mia strada.

Domani appuntamento con la staffetta mista 4×1.250 m, ove sarà probabile un cambiamento di programma rispetto al quartetto iniziale che prevedeva schierati Vanelli, Ruffini, Caramignoli e Gabrielleschi.

Per gli uomini dovrebbero esserci Federico Vanelli e Mario Sanzullo fresco argento della 5 km in modo da sfruttare il suo buon stato di forma e lasciar risposare Simone Ruffini in vista della 25 km di sabato. Riguardo alle donne invece seconda chance per Rachele Bruni e conferma per Giulia Gabrielleschi.

(Foto: G. Gabbrielleschi | Instagram)