Scrivere qualcosa su questi Assoluti non è per nulla semplice.

Ci sono vari modi di approcciare all’argomento, punti di vista che ci possono dare uno scorcio più o meno interessante sul panorama del nuoto nazionale.

Per farlo mi sono chiesto: cosa conta davvero, alla fine di tutto?

Contano i numeri, le statistiche, i tempi? Contano i social, i like, le condivisioni? Contano i personaggi, i servizi in tv, i gossip?

No, non credo, niente di tutto ciò conta davvero.

Di questo vi vorrei parlare: camminando sul piano vasca, ascoltando le parole degli allenatori e dei nuotatori, della gente di piscine, ho scoperto che alla fine la cosa che conta di più sono gli occhi.

Ho parlato con un atleta che non gareggiava da mesi, che ha sofferto nel guardare le gare in TV come e quasi di più che nel farle, che si è sentito un leone in gabbia per un tempo indefinito e che, proprio quando aveva ormai perso la speranza, è tornato a potersi allenare, gareggiare e vivere.

Ho visto nei suoi occhi la luce di chi ha riscoperto emozioni che sembravano perdute, lo stare in gruppo, l’allenarsi insieme, soffrire e riposare, essere nervosi per una gara e liberarsi dopo averla fatta. È stato bello leggere tra le righe dei suoi discorsi che è rimasto appeso ad una speranza talmente sottile da rivelarsi quasi vana, ed è stato bellissimo poterlo rivedere felice.

Ho parlato con un allenatore che calca il bordo vasca da una vita, ha girato piscine di mezza Italia ed ha allenato centinaia di atleti. Non ha mai avuto molta fortuna, qualche piccolo risultato a livello locale ma mai nessun atleta che avesse fatto il salto di qualità. La passione e la dedizione con cui ha sempre fatto il suo lavoro sono da encomio, così come l’amore per l’insegnamento puro del nuoto, della tecnica e anche della disciplina.

È stato liberatorio vederlo esultare per un grosso risultato, il più importante della sua carriera, arrivato quando finalmente la continuità di un progetto gli ha dato tempo per programmare e lavorare con serenità. Nei suoi occhi ho rivisto la gioia e la speranza nel futuro.

Taranto 2026, Giochi del Mediterraneo: l’Italia vince il medagliere del nuoto

I XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 si chiudono con il nuovo record di 51 medaglie per il nuoto. L'Italia vince il medagliere davanti a Grecia (18) e Portogallo (7). Vediamo i risultati di questa ultima giornata nel nostro consueto recap.200 misti Subito...

Taranto 2026, Giochi del Mediterraneo: Altri quattro ori per l’Italia a Taranto

Terza giornata di finali, ai Giochi del Mediterraneo 2026, terzo pomeriggio di grandi occasioni per i nostri ragazzi, per chiudere degnamente una stagione lunga e intensa. Vediamo com'è andata nel nostro recap.800 stile libero femmine In una gara serrata e...

Taranto 2026, Giochi del Mediterraneo: sei ori nella seconda giornata

Dopo una prima giornata intensa e ricca di medaglie, a Taranto è tutto pronto per il day2 dei Giochi del Mediterraneo 2026. Vediamo com'è andata per gli azzurri nel nostro consueto recap.50 dorso Dopo il doppio record dei campionati ottenuto stamattina in batteria, le...

Taranto 2026, Giochi del Mediterraneo: Pilato, Mancini, Cesarano d’oro nella prima giornata

Si è aperta con 13 medaglie la parentesi del nuoto ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Saranno quattro giorni intensi per gli azzurri, vediamo i dettagli della prima giornata nel nostro consueto recap.50 farfalla La favorita Anna Ntountounaki vince in 26.11, e...

Parigi 2026 | Europei di Nuoto, intervista a David Popovici

Durante gli Europei di Parigi, abbiamo intervistato David Popovici, il campione dei 100 e 200 stile libero.Sei sorpreso dal risultato di Sara Curtis nei 50 dorso? Non sono poi così sorpreso, perché so già quanto sia forte. Ma non voglio che questo tolga nulla al suo...

Fatti di nuoto Weekly: volete ancora record?

In questi giorni di calma apparente fra Europei e Giochi del Mediterraneo, che per il nuoto si terranno dal 22 al 25 agosto presso lo Stadio del Nuoto Torre d'Ayala di Taranto, Fatti di nuoto weekly ci propone qualche curiosità da leggere sotto l'ombrellone.Volete un...

Ho parlato con un dirigente di un piccolo club di provincia, che di lavoro gestisce la piscina comunale del suo paese. L’ho ascoltato inveire contro tutto, dalla politica alla congettura economica, dalla guerra alla clientela, ed ho capito quanto sia logoro e stanco di lavorare onestamente in un settore difficile ed instabile, dove la forbice tra costi e ricavi è sempre meno ampia e la soddisfazione sempre meno evidente.

Ho visto nei suoi occhi la luce spegnersi ed è stato brutto, perché mi ricordo quegli stessi occhi 20 anni fa, pieni di amore e futuro. Le gare, mi ha detto, sono l’unica cosa che mi fa tornare la passione.

Ho parlato con un atleta che ha deciso di smettere, ed ha detto che il nuoto è la cosa che nella vita lo ha fatto soffrire e gioire di più. Ho parlato con un atleta che è andato malissimo e mi ha detto che è contento, perché ha capito dove ha sbagliato. Ho parlato con un atleta che è andato benissimo e mi ha detto che ha paura, perché ora tutti si aspetteranno ancora di più da lui.

I loro occhi erano lucidi, di gioia e di lacrime, di ansie e liberazione, di cloro e sudore.

Se avete letto fin qui avrete capito che i nomi di questo racconto non sono importanti, anzi non contano nulla.

Contano le emozioni, le sensazioni, i rapporti umani.

Contano solo gli occhi.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4