Seconda giornata alla Duna Arèna di Budapest, cinque le eliminatorie in programma e sette gli azzurri in gara.

Matteo Milli nei 100 dorso e Arianna Castiglioni nei 100 rana conquistano il pass per le semifinali del pomeriggio, mentre Simona Quadarella vola nella finale dei suoi 1500 stile con il quarto crono… appuntamento a domani per lei per un incontro ravvicinato di chissà quale tipo!

Anche stamattina “poche sorprese” con i soliti noti al comando…

Si parte con i 100 dorso femminili un trio sotto i 59″: Masse–Hosszú–Seebhom. Ultimo tempo utile per le finali il 60″88 dell’ucraina Zevina.

La canadese Masse in zona mista: “Mi sento bene e non vedo l’ora di gareggiare oggi pomeriggio, sto cercando di studiare le strategie delle mie avversarie, soprattutto sulla Hosszu, ma rimango concentrata su me stessa”. Positiva anche l’australiana Seebhom: “Sono felice del mio tempo ma so che posso andare più veloce, ma voglio pensare a me stessa, al mio tempo e a migliorare la virata”.

Insomma tutte pensano alla propria gara… ma con un occhio rivolto sempre alla Hosszú.

Margherita Panziera chiude 20ª in 1’01″03 con il miglior crono stagionale poco lontano dal pp di 1’00″83 del 2015:

È andata bene, il mio migliore stagionale, era da tanto che non nuotavo questo tempo, quindi ovviamente per adesso sono contenta, certo che andare sotto 1’01” sarebbe stato meglio ma si deve migliorare. Al mattino non è semplice ma il tempo di stamani è un’ottimo risultato dato che non lo avevo mai nuotato e quindi sono contenta anche per la staffetta che nuoterò domenica.

Si prosegue con la stessa specialità al maschile miglior crono per il cinese Xu che si distingue per la sua nuotata e chiude in 52″77 a 15 centesimi un ritrovato, o bentornato, Matt Grevers andato a passeggio così come il connazionale Ryan Murphy. Passa in semi anche l’australiano Larkin anche se non molto soddisfatto: “Mi aspettavo di fare meglio stamani mattina, ma è stato molto emozionate entrare in vasca con un pubblico così caloroso”.

Semifinale conquistata per Matteo Milli al suo personale in 54.17 (prec. 54″24), la barriera dei 54″ nel mirino per il pomeriggio!

Si entra in finale con 54″51, unico millenial in finale, classe 2000, il russo Kolesnikov.

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Si passa quindi al 100 rana femminile, guanto di sfida lanciato: al comando l’americana Lilly King con 1’05″20 che dice: “Sono soddisfatta del tempo di stamattina, rimango sempre nervosa alla prima gara ma non mi lamento di quello che è stato il risultato di oggi”, a quattro decimi l’Efimova, segue la Meilutytė in 1’05″81.

Arianna Castiglioni si aggiudica il pass per il pomeriggio con l’ultimo tempo utile di 1’07″43 che è anche il suo primato stagionale, passo falso per Martina Carraro che chiude 22ª in 1’08″11: “Ho avuto due giorni di febbre ma insieme allo staff abbiamo deciso comunque di gareggiare, perché era giusto così, purtroppo è andata come andata”.

Nell’ultima prova maschile, i 200 stile libero, ritroviamo in vetta Sun Yang con 1’45″78, segue James Guy a 1’46″22. Dentro Scott, Horton, Stjepanović, Park, fuori invece Stravius e un Le Clos non partito. Filippo Megli ci prova nella prima metà di gara con un buon passaggio a 51″87, poi scivola fuori dalla gara e dalla semifinale chiudendo 28° in 1’47″94.

Le mie sensazione erano abbastanza buone, ho provato ma non avevo molti riferimenti, avevo Quintero accanto che è partito forte ed ho provato a tenerlo ma poi ho visto il passaggio che era sotto i 52″, però è giusto provarci, del resto è il mio primo mondiale ed è tutta esperienza per me. Durante l’ultima vasca non vedevo niente ed è stata difficile perché ho sentito molta stanchezza in quel frangente, ho resistito comunque abbastanza bene ma non sono riuscito ad accedere alla semifinale.

Allo spareggio la sorpresa dei 400, l’austriaco Felix Aubock con l’egiziano Marwan Elkmash autori di un 1’47″40.

Si chiude con i 1500 stile libero femminili, 22 atlete al via ma in realtà solo 15 per aggiudicarsi l’accesso in finale. Nella seconda batteria va in scena la sfida a tre: Kapás- Quadarella – Hou, la cinese si è fatta portare a spasso e tocca davanti a tutte, l’ungherese cede sul finale e l’azzurra conquista la sua di finale con il quarto tempo di 16’07″08.

Sono contenta del tempo di stamattina. Credo di poter limare qualcosa non tanto nel passo gara, quanto nei particolari come le virate. Tutti mi dicono che io sono l’erede di Alessia Filippi, ma ancora non mi ci sento. I 1500 sono ormai la mia gara e sono contenta che ci sia la possibilità di nuotarli in un’olimpiade. In tribuna ci sono i miei genitori e tanti componenti della mia famiglia. Adesso vediamo questa finale, mi piacerebbe scendere sotto i 16 minuti. La Ledecky? Una cannibale.

Nell’ultima batteria dopo 75 metri di gara una donna sola al comando… l’aliena Ledecky è l’unica a permettersi un “sotto i 16 minuti” chiudendo a 15’47″54, la più vicina è la Belmonte a 16’05″37.