La notizia è recente ed è di quelle che fanno parlare: Bianca Nannucci, una delle giovani più interessanti e promettenti del nuoto italiano, ha deciso di allenarsi per la stagione 2025-2026 ad Antibes con il gruppo di Fred Vergnoux.

La ragazza toscana, classe 2008, nell’ultima stagione ha nuotato a Firenze, nelle fila della Rari Nantes Florentia, ottenendo risultati sorprendenti: agli Assoiluti il record europeo junior nella 4×200, al Settecolli il personal best nei 200 stile (1.58.35) e la qualificazione per i Mondiali, il titolo Europeo junior e poi la finale a Singapore con la 4×200.

Tra pochi giorni si aggregherà al gruppo di Fred Vergnoux, esperto allenatore già mentore di Mireia Belmonte Garcia, che nell’ultima stagione ha allenato, tra gli altri, Summer McIntosh.

Da dove viene questa scelta?

Ho avuto la possibilità di allenarmi con Fred Vergnoux già un paio di anni fa, quando ho vissuto a Las Palmas, e mi sono trovata benissimo. Mi è rimasto impresso il suo metodo di allenamento e il suo modo di gestire gli atleti. Da allora ho sempre pensato che prima o poi avrei provato ad allenarmi con lui, ed ora si è presentata l’occasione. Questo è l’ultimo anno nel quale faccio le scuole superiori e prima di trasferirmi negli Stati Uniti per il College ho voluto provare un’esperienza diversa, totalizzante rispetto a quelle precedenti.

Cosa ti aspetti dall’esperienza in Francia?

Nuotare in un gruppo così ampio e composto da atleti professionisti significa anche dedicare il 100% della mia quotidianità al nuoto, ma sarà una sfida sia sportiva che personale, perché vivrò lontano dalla mia famiglia. Dovrò confrontarmi con tanti atleti di nazionalità diverse, parlare molte lingue e impararne una che non conosco, visto che sarò in stanza con una ragazza che parla solo francese. Antibes è un posto molto bello, la piscina esterna è molto affascinante e ci si allena all’aperto sia d’estate che d’inverno, quando la temperatura scende parecchio. Sarà una bella sfida.

Nell’autunno del 2026 ti trasferirai di nuovo, stavolta negli Stati Uniti.

Per ora questa scelta è la mia priorità, perché non c’è un posto che ti permetta di studiare ed allenarti contemporaneamente come il College USA. Vedremo anche come andrà la stagione ad Antibes, come reagirò agli allenamenti e che risultati avrò: non escludo nessuna possibilità per il futuro, valuterò con serenità ogni strada che mi si prospetta. Di natura, mi piace il cambiamento, mi piacciono le esperienze ed è anche questo uno dei motivi che mi ha spinta a spostarmi in Francia per questa stagione.

Tornando alla stagione appena conclusa, ti aspettavi dei risultati così?

Sinceramente no, dal Settecolli in poi è stato un crescendo davvero inaspettato di soddisfazioni. Il tempo che ho nuotato a Roma mi ha aperto la strada per la convocazione in Nazionale maggiore, e a Singapore ho nuotato ancora sugli stessi standard ogni volta che sono scesa in acqua. Il titolo Europeo junior e il settimo posto con la 4×200 a Singapore sono state le ciliegine sulla torta di un anno molto soddisfacente.

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Il tutto lo hai ottenuto nuotando con la Rari Nantes Florentia, società che sta ottenendo grandi risultati negli ultimi anni.

Sono legatissima alla Rari, ai miei compagni di squadra e agli allenatori che mi hanno seguita, Lorenzo Palagi e Luca Pagliazi. Lo ripeto ogni volta che posso: con loro ho avuto un rapporto tecnico e personale stupendo, mi sono trovata benissimo e ho deciso, proprio per questo, di rimanere RN Florentia come tesseramento civile. A Firenze mi sono potuta allenare con ragazze che preparavano i 200 stile come me, e questo è stato importantissimo per la mia crescita personale e anche per gli ottimi risultati che abbiamo ottenuto in staffetta. Anche loro sono in perfetta sintonia con me, hanno compreso le mie motivazioni e supportano la mia scelta al 100%.

Parlami della Nazionale, anzi delle Nazionali alle quali hai partecipato.

C’è una bella differenza tra la Nazionale junior e quella assoluta. Nella prima, il clima è molto più disteso, si nuota e si da il massimo ma sempre con il sorriso, perché giustamente c’è ancora molto spazio per il divertimento. Nella seconda, le cose si fanno molto più serie, ma me lo aspettavo, anche perché il livello della competizione è altissimo. La cosa che però accomuna la Nazionale maggiore e quella junior è l’unione del gruppo: posso dire di essermi trovata davvero bene in entrambe, i veterani mi hanno accolto nel migliore dei modi rendendo il tutto meno pesante. Sono stata a mio agio in tutte le trasferte e i risultati si sono visti.

“La 4×200 stile è il termometro della forza di una Nazionale”. Lo diceva Alberto Castagnetti, per sottolineare quanto sia difficile avere ben quattro interpreti dei 200 stile di altissimo livello. In Italia, sembra che qualcosa si stia muovendo in questo senso, anche tra le donne.

I 200 stile sono una gara difficile da preparare ma anche molto affascinante. La 4×200 è, a mio parere, la staffetta più bella ed emozionante, sia da vedere che da nuotare. L’incertezza che c’è in ogni frazione, dove tutto può cambiare, la rende spettacolare. Ed è molto bello tuffarsi, magari come ultima frazionista, e combattere con le altre per una vittoria di squadra. Il livello in Italia sta salendo molto, siamo un gruppo in crescita e con molta ambizione. Speriamo di poter mantenere un alto livello per la 4×200 azzurra.

A Singapore hai potuto vedere i grandi del noto da vicino. Chi ti è rimasto più impresso?

Poter girare per la piscina, nuotare il riscaldamento in mezzo ai più grandi campioni del nuoto è stato incredibile. Mi ricordo che, a un certo punto, mi sono girata e da una parte avevo Leon Marchand e dall’altra mezza squadra USA: incredibile. Ma il vero sogno è stato poter incontrare Katie Ledecky. È il mio idolo fin da quando sono bambina e continua ad esserlo anche ora, perché rappresenta la storia del nuoto e ogni volta che entra in acqua fa qualcosa di incredibile. Non ho saputo resistere: le ho chiesto un selfie ed è stata gentilissima.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4