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Rio dia dos: accensione retrorazzi, si parte!

Rio dia dos: accensione retrorazzi, si parte!

Secondo giorno nell’impianto brasiliano. Se ieri lo Sciamano ha visto Londra, oggi concretizza le sue visioni e le mie su obiettivi più terreni. Inizia così col pancino dello sciamano la seconda giornata. Ma il pancino non è tanto il suo quanto quelle delle tifose di Sarah Siostrom, il primo turboreattore di giornata che stacca il terzo WR dei Giochi nei 100 farfalla.

Noi non abbiamo tempo da perdere a guardare il pancino delle svedesi nè i loro begli occhi azzurri che rivaleggiano con le mie ungheresi. Infatti teniamo…d’occhio l’occhio liquido di Lacourt, che lo Sciamano vede (giustamente) in gran spolvero. Gli occhi lacrimano anche a Sabbioni, che è la prima vittima della Caporale in questi Giochi: lacrime e virus!
Non lacrimano gli occhi de il Glinta: grande ritorno e finale dei 100 dorso per il rumeno

Il ritorno del Glinta

Ecco il disegno originale del Team Italia

Intanto arriva lo scoopone dei Giochi in Casa Italia: la divisa azzurra è stata donata a Giorgio Armani nel 1986 da You “Mila” Azuki delle Seven Fighters, nota squadra professionistica nipponica.

Vendetta subito del team nipponico: la Watanabe caccia fuori la nostra ArianninaCastiglioni dalle semifinali dei 100 rana. E così il pomeriggio termina con la sconfitta della veloce, il presagio dello Sciamano è chiaro nella serie due: “il Belgio con 49″91 in prima frazione è fuori”, infatti il Belgio è dentro. Mecasacchi subito contestano lo Sciamano che scompare dalla storia della giornata.
Appare invece il secondo turboreattore, direttamente dal binario 9 e tre quarti Adam Peaty riscrive la storia della rana in 57″13: paura vera!
Il TeamPeaty esulta neanche avessero vinto il Campionato nazionale di Quidditch, e VanderBurgh sorride d’argento in 58″69.

Forza Adam prendi il boccino…ops la medaglia d’oro!!!

Vai tranquilla vai, mari e monti tu scalvalcherai…

Li accompagna sul podio lo sceriffo Cody Miller, in incognito con la sua pettinatura Beverly Hills 90210 (ma a mia moglie piace. Sarà..).

I meccanici la tirano fuori subito dopo la rana, tocca al cyborg Ledecky, l’anello di congiunzione fra i cyborg009 e l’uomo. E qui altro che reattori, energia protoplasmatica per chiudere in 58″8 ultimo cento dei 400.

Manca solo lui, lo squalo di Baltimora, il Kid, The Cannibal. Accende la miccia della Phlepsmobile nella seconda frazione della veloce, la Francia da lì vede tanta schiuma della sua scia. Oro numero diciannove per Phelps, ma di sicuro non è finita qui: anche il campione “cupping” ha appena acceso i booster.

 

(foto copertina: scandinaviantraveler.com)

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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