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Rio dia quatro: Boom…er, motori al massimo!

Rio dia quatro: Boom…er, motori al massimo!

Ieri me lo aveva detto mia moglie, ma io non le ho dato retta. Chissà come mi rimprovererà Nuotofan, icona del forum di Corsia4, di non averla ascoltata. Mi ha detto: scrivi alla fine dell’articolo “e Boomer lo guarda dalle tribune e sorride”.

Ma io vecchio burbero bacucco non l’ho ascoltata.

Perché diciamolo io e Michael non ci siamo mai amati. L’unico nel forum di Corsia4 a Pechino che diede perdente Phelps in qualche gara, arrivando in zona retrocessione del fantanuoto (lo ammetto, sperai nel colpaccio) davanti solo a Sports Illustrated noto per sbagliare tutti i pronostici.

Ebbene abbiamo fatto pace. Sì, il vecchio zio Michael (dai, chi non ha fatto qualche marachella, come dice il buon Mecasacchi) che bacchetta le giovani leve, parlare meno e nuotare di più, si scopre sempre più umano. In piedi l’ultimo 50, il motore a reazione sbacchetta  ma lui getta il cuore e le unghie sulla piastra e stavolta ce la fa e si riprende i suoi vecchi 200 farfalla. E poi di corsa – più o meno – da Boomer… Boomer? Michael… io ti stimo, sei un grande campione… ma proprio Boomer, come il cane dei telefilm, lo dovevi chiamare?

Insomma un po’ di rispetto!

Ma io lo so, non è colpa tua. Ti sei fatto convincere da mamma Debbie (oddio, riecco pure lei), dalla moglie Nicole. Ma con tutti i nomi che c’erano… Matt (Biondi), Mark (Spitz), John (Weissmuller). Ma sì falle contente, tanto puoi sempre scappare a fare un bel 20x50 farfalla se cominciano a chiedere troppo (io con mia moglie uso altri stratagemmi ma non li dico qui se no poi chi la sente).
La vecchiaia si fa sentire anche per il buon Lochte, che comincia ad abituarsi con il look total grey. Un giovane Richard Gere della vasca, dice lo sciamano.

Però la figurina USA su Lochte dei sei ori è un po’ triste… vabbè che non ne ha ventuno come Phelps, però dai!

Chi non si abitua al tempo che passa è lei, sempre lei, Katinka Iron Hosszú. La giovane Siobhan accende la miccia e prova e lisciarle le spalle ma lei non ci sta. Però la forza non è più come i primi giorni, anche qui il turbo si ricorda che c’è ancora un gran premio da disputare, quello dei 200 dorso.

I Mecasacchi non sbagliano mai le previsioni, contrariamente al loro sciamano, che infatti cicca come Dotto il tempo di ingresso della finale dei 100 stile. E infatti non scommettono mai, se non due o tre caffè (al giorno) che puntualmente si pagano alla fine della manifestazione. Se guardate durante le gare quando inquadrati le righe sul quaderno sono i caffè che ognuno ha vinto.

332 a 274

E adesso, che faccio?

Chi sbaglia i calcoli, purtroppo, è la divina. La corsia 3 non è quella giusta, perché la McKeon scappa via, e stavolta non c’entra la miopia perché si nasconde dietro alle scie dei tetrapropulsori Ledeckyborg e Sjö(berg)ström. Certo l’ultimo 50 non è trascendentale, no. Anche le divinità sbagliano, quante volte Giove ha sbagliato e Giunone l’ha perdonato (lo fa sempre anche mia moglie).

Non perdonano e non perdono gli staffettisti USA della 4x200. Sale il grido USA, Phelps, incita, poi si siede sul blocco pensieroso… mi ricorda una cosa… sarà un auspicio per il suo futuro?

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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