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Rio dia seis: la visione dello pterodattilo

Rio dia seis: la visione dello pterodattilo

Il duo Mecasacchi ha oramai raggiunto al sesto giorno la piena forma olimpica, quindi la mia sfida – impari – con i conduttori di Raisport è al culmine. Impossibile tener dietro allo sciamano, che deve aver trovato a Rio il fornitore migliore possibile. Chiediamo se sia possibile contattare un importatore per avere anche noi cotante visioni: se lui ha visto lo pterodattilo in caccia, noi chissá a che vette potremmo assurgere. Certo il telecronista francese ha visioni migliori, visto che al suo fianco ha Laure Manaudou.

Visioni che stanotte hanno funestato il sonno delle sorelle pistacchiose. Non serve gufare quando ci si sconfigge da sé, e cosí Simone Manuel e soprattutto Perticona Penny Oleksiak ringraziano e si pigliano la patacca dorata. Eh sí impronosticabile alla vigilia, la canadese copilota della Spaccatutto di Rufus Roughcut accende il motore della motosega circolare e divora le avversarie.

Pistaaaaaaa!!!!

Solo l’americanina riesce a contenerla con un pareggio. Stasera sciroppo d’acero per tutte, che sono ancora minorenni, e sembra che si voglia cambiare il soprannome in Pataccona Penny. Ieri invece notizie dal Canada, il grizzly ha pianto di gioia e ha mangiato un intero alveare per festeggiare. La Sjöström, che si pronuncia cosí

(grazie a Emma Bulgarelli, che spazza un po’di ignoranza) evita stavolta di andare dalla Caporale a sentirsi dire per l’ennesima volta cosa ne pensa della sconfitta della Pellegrini e si gode la sua terza medaglia.

per Natale vorrei essere campione olimpico

Nelle visioni di Murphy, da bambino, c’era la voglia di essere il migliore del mondo, ebbene sí, i sogni si realizzano, lo sa anche il protagonista di “Cattivissimo me”. Il cui sorriso assomiglia molto a quello di Ryan, molto spontaneo: lezioni di spigliatezza per il gigante statunitense e di moda per la guardarobiera USA, che a due giorni dalla fine delle Olimpiadi non trova la taglia giusta per lui.

Vede pterodattili anche la Pedersen, il secondo illustre affondamento della notte. La danese non era apparsa brillantissima neanche in semifinale, facendo perdere un caffè allo sciamano (che si lamenta della truffa) ma incassa. Invece festeggia il turbo nipponico Kaneto, in testa dall’inizio alla fine, come non era riuscito al suo collega Koseki. Questo perché secondo la teoria giapponese le nuotatrici sono un po’ piú alte e i maschi di contraltare un po’ piú bassi. Lo pterodattilo miete un’altra vittima.

rispetto alla media giapponese, è alta!

Per Michael lo pterodattilo è l’arcigna signora che lo bracca nel giro d’onore, niente abbraccio con Nicole, niente carezze di mamma Debbie, via subito a fare i 100 farfalla, marsh! E cosí è: resta solo il tempo di una piccola lacrimuccia sul podio, pensando all’amico Lochte restato negli spogliatoi. Lochte versione X-Men Tempesta è un uragano fino alla rana, ma poi si spegne come Thiago Pereira, e la fine del sogno brasiliano di vincere una medaglia. Resta ai carioca lo pterodattilo, che volteggia sopra Tijuca … occhio!

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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