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Rio final lap: emozioni, commozioni, abrasioni

Rio final lap: emozioni, commozioni, abrasioni
Olimpiade ad alto tasso di commozione quella di Rio 2016. D’altronde siamo nella patria delle telenovelas!

I nostri telecronisti poi sono veramente dei geni a selezionare le battute per far sì che una gara risulti emozionante… un po’ copioni da film, un po’ battute teatrali, i Bastioni di Orione e gli squarci nelle tenebre accompagnano i nostri atleti nelle loro cavalcate verso le medaglie.
Adesso aspettiamo di vedere chi citerà maestro Yoda nelle sue celeberrime battute “guerra non fa mai nessuno grande” negli assalti della spada o il maestro Miyagi durante le rassegne di arti marziali.

Ecco, Karate è stessa cosa. Se tu impari Karate va bene. Se non impari Karate va bene. Se tu impari Karate-Speriamo, ti schiacciano come uva.

Ma la realtà supera la fantasia dei commentatori. Noi abbiamo i gemelli diversi? Gli altri hanno i gemelli. Così nel sincro ci sono 3 coppie di gemelle che gareggiano, mentre nella maratona arrivano insieme mano nella mano le gemelle coreane. Ma ci basta? No, ed ecco che l’Estonia ne schiera tre. Sarebbe stato bello chiedere alla signora Giannini che ne fece 6 negli anni ’80 (quella della pubblicità dei detersivi) e fargli fare la 4x100 in atletica. Record ineguagliabile.

Ma il clou sono le proposte di matrimonio. Inizia Matt Grevers, a un meeting vattelapesca. Poi Ruffini a Kazan (pessima idea) e l’apoteosi, con la proposta in mondovisione olimpica di Qin Kai a He Zi la tuffatrice col cognome da raffreddore.

Speriamo stavolta finisca meglio, lui comunque ci ha messo due minuti quindi si è preparato bene, non ha usato foglietti. Chissà, forse una boutade teatrale per far vedere che anche i robotuffatori cinesi hanno un cuore umano?

Restiamo al nuoto con alto tasso di commozione. Come detto piangono un po’ tutti sul podio, il pianto è un po’ come lo sbadiglio, contagioso. E così sul podio della 4x100 mista femminile la Danimarca parte in testa e gli USA, che per commozione si sa vanno a nozze (non esiste nuotatrice USA che quando vince non si metta la mano sulla bocca, vi sfido a trovarla), subito dietro con la Vollmer. Neanche lì vogliono perdere la sfida. Infatti piange anche Ledecky, e se lo fa lei anche la Hosszú una lacrimina la deve mettere, lei che non è seconda a nessuno neanche a ramino.

Ma le emozioni forti arrivano anche dai problemi. Commozioni non sono solo quelle del cuore ma anche in testa. E così l’olandese Van Vleuten si ritrova all’ospedale quasi paralizzata, come Nibali e lo spagnolo Henao e tanti altri caduti in quel punto. Questa è una delle cose che non sono andate dell’Olimpiade: ma una strada così, con quel marciapiede, può far parte dei Giochi? Avete visto il masso vicino a dove sono caduti?

Gli infortuni fanno parte dell’Olimpiade e restano nel cuore dei tifosi…come il francese dalla gamba sgretolata. Ma gli atleti devono rialzarsi, e a tutti auguriamo la pronta guarigione, pronti questa volta a farsi seriamente prendere in giro, alla prossima Olimpiade.

 

(foto copertina: from FINA | Giorgio Scala | Deepbluemedia.eu)

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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