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Campionati italiani assoluti 2017: la nuova era è tracciata

Campionati italiani assoluti 2017: la nuova era è tracciata

Oggi parliamo di scommesse.

Con un mio collega le scorse settimane discutevamo sulle mie – scarse – conoscenze del salvamento. Mi ha rimproverato dicendo che io la Nazionale gliela fornisco sempre dopo le gare, a cose fatte.

Alla mia obiezione che è difficile selezionare prima di aver visto le gare, non ha molto creduto. Quindi nasce la scommessa, invero ardua, di fare la nazionale il giovedì precedente.

Ho quindi a scatola chiusa dato 34 nomi, uno per ogni posto disponibile per World Games, Europei Assoluti e Juniores.

Non vi tedierò con il mio meccanismo di scelta, primo perché essendo personale è molto opinabile, secondo perché sarebbe lungo spiegare e verrei licenziato – già non sono pagato, sarebbe una beffa – terzo perché tanto ve lo dico dopo (quindi già preparo gli scatoloni). D’altra parte il mio collega non mi ha detto quanti ne devo azzeccare per vincere, né cosa vincerò, quindi non sono riuscito a capire come fare per vincere la scommessa.

il piede di Giulia Calistri

 

Nel frattempo non contento ne ho fatta un’altra, con le ragazze della squadra che si allenavano per il line throw – già, io non essendo normale lo faccio allenare tutte le settimane. Ho promesso alla soccorsa un premio variabile secondo la loro classifica… si andava da una bibita alle macchinette fino alla pizza in caso di podio – lo so, sono tirchio. Tutto all’insaputa della lanciatrice, ovvio.

Tra l’altro le ragazze sono follower di una delle mie favorite, e mi danno la prima tegola: ecco il piede incriminato di Giulia Calistri, la mia underdog favorita.

Infine ultima scommessa, quella solita, con Martina Gratton.

Siccome sono cavaliere, lei la sua Nazionale l’ha fatta sabato pomeriggio, a gare iniziate.

Europei
Gilardi, Musso, Sanna, Bartolo, Niciarelli, Bonanni, Meschiari, Nigris, Pranzo, Volpini, Marzella, Pezziardi.

World Games
Gilardi, Musso, Sanna, Bonanni, Paragallo, Meschiari, Pranzo, Volpini, Nigris, Marzella.

Juniores
Barbati, Pirola, D’Angelo, Mattei, Chirico, Bomarsi, Fabretti, Locchi, Cappelletti, Calistri, Giovanelli, Morbin.

La Nazionale femminile Juniores mi ha creato molti dubbi, c’erano vari altri nomi ma essendo un gioco ho sparato le mie cartucce. E non dirò gli altri nomi, se no poi fate come il mio collega e vi lamentate che parlo a giochi fatti.

Ma gli Assoluti non sono una scommessa. Per andare in Nazionale bisogna essere pronti al momento giusto, perché la chiamata è senza appello. E questa volta, poi, avevamo anche degli illustri visitatori. La In Sport Rane Rosse chiama in Italia infatti una vera armata straniera: Danny Wieck, Christian Ertel e Kevin Lehr, i tedeschi ossatura della nazionale, Zara Williams e Justine Weyders, primatista europea di manichino e primatista mondiale di torpedo uscente. Insomma, ce n’è di che divertirsi.

Ma le premesse ai Categoria si sono viste, questa volta non si faranno prigionieri: il livello italiano è altissimo e nessuno fa paura.

Le gare si sono svolte nella piscina di Mecenate, che conosciamo: il tappetino blu non può nascondere le magagne di un impianto obsoleto, come si fa per pulire veloce quando torna la mamma. Ma la vasca, quella è perfetta e velocissima, lo sanno tutti.

E lo si vede dalle prestazioni, che si sa le fanno i campioni se la vasca c’è.

Due record del mondo, un record europeo, due primati internazionali Youth (europeo e mondiale), cinque primati italiani assoluti (tre individuali e due di staffetta di cui uno ignorato dalla FIN, la mista mista delle Fiamme Oro), e cinque di categoria.

Mica male per una due giorni di qualifiche.

Tanti gli aspetti positivi. Un innalzamento del livello delle gare a pinne che auspicavo da tempo, in particolare buona densità nel torpedo femminile e nelle pinne maschili con 3 atleti a 45″.

La capacità di migliorare tra mattina e pomeriggio, nonostante gare molto vicine soprattutto la domenica. Fenomeno questo che finalmente ho visto anche tra gli Youth, se così possiamo chiamarli. Non sempre prestazioni da record, ma sempre finali accese e combattute, mai scontate se non in rare eccezioni.

Nei maschi solo la gara a torpedo ha avuto un esito ben definito (e fenomenale, con il primato mondiale di Musso dopo quello italiano del mattino). Nelle ragazze a parte il superlife il podio non è mai stato sicuro.

Che non fosse un campionato dove qualcuno avrebbe avuto la vita facile lo si è visto subito dalla prima finale: gli ostacoli femminili.

Una lotta spalla a spalla fra il capitano, Silvia Meschiari, plurititolata, e la nuova era che avanza, Serena Nigris. L’ultimo ostacolo ha decretato il successo di Silvia che sfiora il primato italiano con la sua solita apnea perfetta, ma Serena ha staccato quel 2’07″72 che significano due secondi e mezzo di miglioramento, record europeo Youth. E l’altissimo livello si è potuto evincere anche dalle quattro Youth in finale A con la più lenta a 2’14″86, la cosa si prospettava interessante anche in campo EuroJuniores: e pensate che per entrare nella finale giovani serviva 2’19”, e al pomeriggio quasi tutte tra 2’14” e 2’17”.

Stessa solfa al maschile, batterie tranquille e poi grande fuoco d’artificio pomeridiano: certo è sempre Gilardi a vincere, ma il quinto è Ippolito in 1’57″89. E qui si mette in luce Chirico, il primatista ostacoli Ragazzi che torna a cimentarsi con un pregevolissimo 1’57″69 a pochi decimi dal record nazionale nonché primato europeo Youth. Bartolo è secondo, e anche questo fa capire che questa sarà la sua manifestazione.

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Podio 100 manichino pinne e torpedo, tris Rari Nantes Torino Musso, Gilardi, Petruzzi con coach Foggetti

E infatti torniamo alla mia scommessa. Se l’anno scorso Musso e Bartolo erano delle sorprese, quest’anno ho scommesso sulla loro conferma. Due ragazzi di 23-24 anni, quindi l’età giusta per esprimere la loro forza in uno sport dove questa componente conta moltissimo, e dopo le giuste stagioni di apprendistato.

La prima vasca di Musso nel torpedo è fenomenale, ma ora ha aggiunto anche le pinne da 45″ e un super niente male. Bartolo ha il nuoto dalla sua, ricordiamo che comunque è un discreto duecentista. Gli argenti di ostacoli e misto e l’oro nel trasporto lo hanno proiettato a punti agli Europei, proprio come mi aspettavo.

Naturalmente avevo messo Gilardi, che nella mia classifica personale era quarto, perché consapevole che le competizioni stagionali precedenti che lo hanno visto impegnato non rispecchiavano il suo valore: si è visto qui con un fantastico superlife dove a parte una vestizione velocissima a mio parere chiave della gara, nell’ultimo 50 ha chiaramente messo nel mirino Daniele Sanna e operato il sorpasso (non facile!) negli ultimi 15 metri.

Daniele che ha fatto il suo. Ostacoli ottimi, forse i migliori degli ultimi anni: era dal 2014 che non si vedeva così. Personale nel misto, nonostante un’apnea deficitaria. Grande trasporto, dove si arrende solo a Bartolo, guarda caso al primato personale in finale (ma al mattino aveva fatto 29″22, primato per Daniele) e infine la grande battaglia del superlife chiuso in 2’04″69, sotto il record del mondo ma purtroppo secondo anche qui dietro al fenomenale 2’04″33. Quattro gare ad altissimo livello che ne fanno per forza la prima scelta tecnica.

Quale la seconda? Piroddi, of course, che spodesta Niciarelli da me scelto. Ma non se ne vogliano i due, la mia decisione era dettata solo dal primato stagionale.

Ultimo protagonista come detto Bonanni, da me inserito come primatista mondiale della gara più prestigiosa per noi azzurri. Ma credo che, fossi nel CT, io sceglierei di nuovo Ponziani. Primo a misto, quindi fuori gioco per i World Games, il ragazzo è in crescita, anche se qui non ha migliorato. Ma gli darei il beneficio del dubbio, e sarebbe comunque un valido aiuto nelle gare dei trasporti.

Pochi dubbi anche sulla Nazionale femminile.

Tolto il volume di fuoco di Silvia Meschiari, primato italiano a misto qui in 1’10″69 e dominatrice del superlife, la Nigris è seconda a punti e conferma le mie aspettative. Una battuta d’arresto solo nel misto, ma dopo il 2’07” di pochi minuti prima negli ostacoli potevo aspettarmelo, anche se il coach imputa la gara al passaggio veloce. Per il resto non migliora nel trasporto dove però tutte non si sono espresse al meglio e la vittoria è andata a Cristina Leanza, che io non avevo conteggiato nel mio cartellino perché i posti sono sei e dovevo scegliere.

Ho poi fatto una scommessa con me stesso. Pur volendo molto bene a Samantha Ferrari, ho scommesso sul suo alter ego giovane, Greta Pezziardi. Samantha mi ha punito, con un grande ostacoli in 2’13” ma soprattutto nelle pinne, con 53″95 quarta all-time. Il superlife ha sancito il suo ingresso a punti.

Chi scegliere allora? Federica Volpini, sicuro, perché neoprimatista di pinne, prima italiana sotto i 53″ qui e per ben due volte. Pranzo, vittoriosa a torpedo sebbene a fatica su Federica ma che si conferma con 58″54, degli agganci ottimi ma soprattutto grandi ritorni. E io direi Marzella, che rispetto a Leanza ha un misto migliore, in 1’12″65 al personale. Avrei detto che avrebbe vinto anche trasporto, ma la finale non è andata mai per il verso giusto. Non bene la partenza, pessima la presa e di conseguenza l’uscita. E così Cristina Leanza secondo me si prende i World Games, con Meschiari, Nigris, Volpini e Pranzo.

Difatti eccoci qua al mio segreto: nel mio computo della Nazionale per i giochi mondiali ho deciso che chi vinceva la specialità sarebbe stato portato, ecco la magagna. Così nei maschi ho inserito Paragallo e Bonanni. Ma il campano ancora una volta paga la tensione di una gara dove non puoi sbagliare nulla. Francesco invece ha strappato un trasporto che, se condotto come il mattino, lo avrebbe portato a vincere. Invece sono Piroddi e Bartolo i due vincitori e saranno loro secondo me le scelte della commissione dopo i tre convocati a punti Sanna, Gilardi e Musso.

Insomma, avevo fatto i miei bei conti e valutato i ragazzi, ma poi ho fatto il tifo per tutti. Perché il salvamento non si scrive come faccio io.

Due paroline anche su chi non partirà.

Rossella Fimiani, dopo un fantastico 58″ a Torino, non trova le giornate giuste. Pezziardi, molto giovane e secondo me ha patito la tensione del voler fare bene a tutti i costi. Borasi, a cui manca sempre qualcosina per riuscire. Tetta e Borgnino, qui poco protagoniste.

Niciarelli, il gemello che questa volta si arrende. E Ippolito, che anche questa volta non imbrocca la forma giusta. E una parola per Petruzzi, il bronzo nel torpedo, che lavora come un gregario ma che ha tempi da capitano.

Justine Weiders

Dobbiamo anche riconoscere il valore degli stranieri qui presenti, che forse hanno contribuito a alzare l’asticella di alcune prestazioni. Un piacere vedere Justine Weyders disputare otto gare di cui cinque finali nella seconda giornata, dopo le sette della prima, condite dal record del mondo di torpedo in 57″35. E ammirare il trasporto di Zara Williams, 33″81 e record europeo che sembra facile da fare.

Meno brillanti i tedeschi, che mi hanno spiegato avere i loro trials a fine maggio. Ma la frazione interna in 24″00 di Wieck nella ostacoli spiega molte cose sul perché dei successi tedeschi nelle ultime stagioni.

Due paroline, due, sul GP, che ha portato come al solito la nota di gioventù e divertimento e anche due primati di categoria: i 50 pinne di Salvotelli e i 50 trasporto di Gaia Cappelli: un 42″64 nuotato a rana che fa presagire ottime cose.

Completiamo il discorso assoluti con la EuroJuniores.

La mia scommessa si concretizza facilmente con gli uomini, dove il solo Bomarsi non appare all’altezza delle mie aspettative, per motivi che non posso sapere. Già da sabato infatti è apparso chiaro che Pirola, l’anno scorso sorpresa per i non addetti, quest’ anno sarebbe stato il nome sicuro. E infatti lo avevo già detto a Fabio Tadini, il nostro amico e re degli ostacoli.

Il terzo posto a ostacoli con un pregevole 2’01” e il secondo a misto lo mettevano al riparo da ogni sorpresa. Tutto confermato domenica, con i primi posti a trasporto e superlife. Un buon polivalente, senza punti deboli, come tutti quelli che arrivano dal nuoto.

Mattei, la seconda certezza: l’allievo di Stefano Bachetti col suo 54″ a torpedo, legittima la convocazione vincendo la finale Giovani a pinne in 48″44 nella solita, serratissima bagarre con 3 atleti a 48″ secondi. E battendo Barbati, che non è nella forma dello scorso anno. Il ragazzo torinese ha delle grandi doti fisiche, ma la testa dovrà essere plasmata da Foggetti se vogliamo che ritorni quello del super da 2’11” e non quello delle corse pazze sul bordo vasca del Foro.

Questi tre erano pronosticabili. Sicuramente facile era D’Angelo, la mia prima scelta tecnica, che mi ha convinto già dall’anno scorso. Un trasporto di potenza ma anche un nuoto veloce, come testimonia la frazione interna da 25″ della staffetta ostacoli. E un’apnea veramente fenomenale. Altri avrei potuto mettere, ma la presenza di Chirico non poteva essere ignorata e la sua prestazione nei 200 ostacoli nemmeno.

Chi rimane allora? Io dico Cipriano, per lo stesso motivo per cui nelle femmine dico Andrea Allais, la seconda trasportatrice sia a trasporto con 37″ basso che a misto con 1’15″1.

Sono proprio le ragazze quelle che mi hanno più confuso. Nomi facili quelli a punti, Fabretti, Locchi finalmente convincente – avere una Lucrezia vicino può fare bene – e Cappelletti, con il suo trasporto delfinato che necessita di qualche messa a punto e il torpedo che sotto il minuto proprio non ci vuole andare.

Fabretti che ha migliorato nel suo tallone d’Achille, sicuramente nuota di più e meglio, come testimoniano i recenti successi ai Criteria e agli Assoluti di Riccione. Sfiora il record italiano del misto, abbatte la barriera dei 54″ a pinne con il record mondiale Youth, arriva a 1’02″4 a torpedoAlessia che è più convinta, soprattutto nel suo trasporto, sceso sotto i 37″.

Mancano le altre due scelte… che poi c’è poco da scegliere. Una Gianni se la porta da casa. Francesca Pasquino, genio e sregolatezza. Ne parlavampo davanti a un buon bicchiere, l’estate scorsa. Qui è tutta da vedere. E parlano i fatti, anzi i tempi. Ostacoli pregevoli, buon superlife con una grande parte finale secondo me sul passo di 33″-34″, e naturalmente un signor torpedo: 1’02″85, personale sgretolato e convocazione sicura.

Come io porterei Martina Rossetti, a pochi centesimi dal record italiano degli ostacoli Junior, in 2’12″28.

Ma io mi diverto a scommettere, ora invece tocca ai selezionatori scegliere.

Vedremo cosa faranno. Intanto, la In Sport Rane Rosse vince il campionato, stabilendo anche il nuovo primato nazionale della 4x50 ostacoli maschile.

Adesso aspetto di capire se ho vinto qualche cosa, come diceva Francesco Paolantoni, attore di Mai dire Gol.

(foto copertina: Giorgio Scala | Deepbluemedia.eu)

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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