Ritornano le interviste di bierre ai protagonisti della Nazionale! Dieci domande dieci per i nostri grandi campioni.

E oggi abbiamo con noi un’atleta che Mauro Romanenghi segue da quando era avversaria della sua squadra fin da Ragazzi, nel mitico Ronciglione Capranica.

È con noi oggi Samantha Ferrari.

Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo che dai a Corsia4.

Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuta?

Ciao a tutti e grazie a voi per l’intervista.

Sono Samantha Ferrari, gareggio per le Fiamme Oro Roma, ma sono cresciuta nella squadra del mio paese ovvero la Polisportiva Ronciglione Capranica e devo dire anche grazie a loro per avermi portato ad alti livelli.

Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnata negli allenamenti.

Vi spiego la mia giornata tipo: la mattina mi alzo presto per allenarmi, pausa pranzo e poi di nuovo in piscina come assistente bagnante e istruttrice di nuoto fino alla sera tardi.

Il mio unico giorno libero è la domenica, giorno in cui vado a trovare i miei genitori dato che da due anni mi sono trasferita a Roma con il mio ragazzo (anche lui nuotatore) per allenarmi. Oltre a ciò mi piace andare al cinema e fare tanto shopping.

Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

Certo, la mia prima convocazione in Nazionale assoluta.

Ancora me la ricordo, eravamo a Riccione ed ero ancora con il Ronciglione Capranica quando feci il record europeo junior nel 100 percorso misto vincendo anche il campionato assoluto. Grazie a quella vittoria e ad altre gare andate bene entrai con il terzo punteggio nella nazionale assoluta (World Games 2009 a Taipei, NdR).

Questa convocazione è stata per me la più bella perché inaspettata.

C’è un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Purtroppo sì, è stato nel momento in cui lasciai la squadra dove ero cresciuta.

Da quel momento in poi ho cambiato tanti allenatori e allenamenti. Questo mi ha creato un po’ di confusione e stanchezza fisica, dato che tutti i giorni mi dovevo fare 100 chilometri al giorno per andare a Roma e ritornare a casa.

Per questo motivo per alcuni anni non ho più avuto dei buoni risultati per entrare di nuovo a far parte della nazionale.

Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento a cui sei particolarmente grata?

Non c’è solo una persona, ma tante!

Partendo dal mio primo allenatore che mi ha cresciuto e l’ultimo che mi ha portato di nuovo ad alti livelli.
Inoltre vorrei ringraziare anche i miei genitori e non per ultimo il mio ragazzo.

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Per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio.

Tu come sei riuscita a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

Io finché andavo a scuola ho conciliato sempre tutto e bene.

La mattina andavo a scuola nel mio paese, il pomeriggio mi allenavo e appena avevo finito di nuotare andavo a casa a studiare fino a sera tardi perché non sopportavo l’idea di andare a scuola impreparata. Poi il sabato pomeriggio e la domenica mattina anticipavo i compiti della settimana che doveva venire. Il mio tempo libero per uscire con i miei amici era il sabato sera e la domenica pomeriggio.

Quindi questo è il mio consiglio: anticipate le pagine da studiare, vedrete che troverete sempre il tempo per uscire con gli amici.

A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di essere atleti agonisti.

Come era la tua situazione?

La mia scuola mi ha aiutato tantissimo: sono stati sempre comprensivi. Una volta hanno anche attaccato alla bacheca scolastica un mio articolo di giornale proprio del nuoto e mi hanno fatto anche un’intervista per metterla sul giornalino della scuola!

Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita dell’atleta… raccontaci la tua come era (o è, se ti segue tutt’ora): ti incitava, ti osteggiava, indifferente…

La mia famiglia è fantastica, mi ha sempre incitato e sostenuto sia nei bei momenti che nei brutti.

Mi ha seguito ovunque anche all’estero. Per questo li ringrazio per essere stati sempre vicini a me e alla mia passione.

Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento?

Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Penso di rimanere sempre in questo ambiente magari avendo una squadretta tutta mia da allenare.

Non riuscirò a stare lontano dall’acqua!

Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

Il salvamento non è come tutti gli altri sport.

È uno sport vario, divertente, ma ha anche un secondo fine, quello di salvare vite umane oltre a gareggiare l’uno con l’altro ed inoltre può portarti molte soddisfazioni.

Grazie mille, e a presto!

Foto copertina: Surf Life Saving Australia