L’alimentazione, come ormai tutti sappiamo, è strettamente legata alla stagione dell’anno: lo vediamo nel tipo di prodotti freschi disponibili sul mercato (verdura e frutta di stagione), lo sentiamo direttamente nelle esigenze che ci manifesta il nostro corpo (d’inverno sentiamo la necessità di cibi e di piatti caldi, d’estate prevale il desiderio di cibi crudi e freschi, …) e, se siamo abbastanza attenti, lo vediamo nella natura intorno a noi.

La primavera è la stagione di transizione tra due stagioni “estreme”, l’inverno e l’estate e – come tutte le fasi di transizione – richiede un adattamento delle nostre abitudini (dal vestiario ai ritmi del sonno e della veglia) soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione.

Nella Medicina Tradizionale Cinese la primavera è strettamente legata all’attività del fegato: è questo un organo che “si sveglia” nella primavera, raggiungendo il culmine della sua attività energetica. Viceversa, nel periodo autunnale e invernale, si presenta meno attivo, e non è, quindi, opportuno sollecitarlo con processi depurativi.

Per gli sportivi questo momento è ancora più importante: il fegato è infatti strettamente collegato alla flessibilità di tendini e muscoli. Se il fegato funziona bene, il nostro corpo sarà più elastico e flessibile, e meno incline a contratture, strappi ed irrigidimenti.

È questo il momento ideale per aiutare il nostro corpo ad affrontare bene questa transizione e il modo migliore  è proprio quello di occuparci del nostro fegato, facilitandone la ripresa attraverso sistemi di depurazione. Non è infatti un caso che in tutte le civiltà sono sempre stati messi in atto, in modo del tutto spontaneo e vario ma efficace, delle modalità di depurazione che hanno preso nomi diversi (si pensi alla nostra Quaresima, o anche alla pratica musulmana del Ramadan o digiuno…).

Il fegato è un organo compatto e denso, che si comporta come una spugna: è il filtro del nostro sangue, e, se è intasato da grassi e tossine, si può facilmente comprendere come l’azione di filtraggio sia decisamente meno efficace.

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Per far sì che la primavera porti i suoi frutti in termini di depurazione e di aiuto al fegato, possiamo prenderci un periodo di tempo (almeno 10 giorni), in cui ci impegniamo a:

  • ridurre fortemente il consumo di prodotti di origine animale (ad altissimo contenuto di grassi saturi, che di certo non aiutano la struttura già compatta del fegato);
  • ridurre gli alcolici;
  • ridurre il consumo di prodotti da forno di tipo industriale (crackers, grissini, focacce, taralli, fette biscottate, biscotti, …) che, per loro natura, rendono il fegato energeticamente più contratto;
  • consumare verdure a foglia verde preparate con cotture brevi (per esempio saltate);
  • limitare l’uso di olio, che, pur contenendo grassi migliori rispetto ai prodotti di origine animale, in questi dieci giorni di depurazione può rallentare il processo di eliminazione delle tossine.
Se ci sforziamo di seguire queste indicazioni per qualche tempo, noteremo forti miglioramenti a livello di gonfiore del fegato, di smaltimento di tossine e soprattutto di elasticità muscolare.

Se poi riuscissimo a mantenere questo stile alimentare e a farlo diventare un’abitudine, il nostro fegato (e, di conseguenza, il nostro corpo) non potrà che esserci grato.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4