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Dieci domande a…Andrea Piroddi

Dieci domande a…Andrea Piroddi

vittorio-piroddi.180Oggi è con noi per le consuete dieci domande uno dei protagonisti dell’ultimo Rescue di Montpellier, Andrea Piroddi. Un concentrato di entusiasmo, fa venire voglia veramente di fare tutti nuoto per salvamento!

 

1)Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo.che dai a Corsia 4. Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuto?

Ciao! Attualmente gareggio per il gruppo sportivo delle Fiamme Oro ormai da quattro anni, gruppo fantastico formato da grandi campioni del presente e del passato quali Federico Pinotti, Simone Procaccia e Nicola Ferrua. Prima di approdare qua sono cresciuto in diverse società sportive come sporting Bracciano, Manziana nuoto e Ronciglione Capranica (la squadra dei record cadetti NDR); quest’ultima è stata il trampolino di lancio per raggiungere, poi, i miei più grandi sogni.

2)Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnato negli allenamenti.

Io sono un semplice ragazzo con una grande passione dentro, ovvero quella per questo sport fantastico; passo gran parte della mattina in piscina per svolgere il mio ruolo di atleta, dopo di che sto terminando gli studi presso la facoltà di Scienze Motorie del Foro Italico che a breve mi permetterà di laurearmi e di poter cosi trovare un lavoro a tempo pieno: quindi i pomeriggi sono dedicati allo studio e alle lezioni, nel tempo libero pomeridiano cerco di essere presente sul bordo vasca per trasmettere le mie conoscenze alle giovani leve di questo sport.

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?

Di ricordi ce ne sono tanti ma forse il più bello è stato vedere un mio grande amico e compagno di squadra commuoversi dopo una mia vittoria a Milano 2014,  questo sport crea valori come quello dell’amicizia che vanno anche oltre il solo ambito sportivo, valori che ci ritroviamo nella vita comune.

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?

Il momento buio penso che ci sarà nel momento in cui questo sport  non farà piu parte della mia vita.

5) Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento a cui sei particolarmente grato?

Di persone da ringraziare ce ne sono tante: dal mio tecnico alla mia famiglia, ma se dovessi ringraziare una persona che ha aiutato a far si che un mio sogno diventasse realtà questi è il mio amico Federico Pinotti, un grande esempio di vita e sport da seguire.

6)per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscito a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?

Io più che far coincidere tutto cercavo sempre di ritagliare uno spazio maggiore per andare a nuotare, ho fatto e farei ancora carte false pur di entrare in acqua ogni giorno. Un consiglio è: ragazzi qualsiasi cosa dobbiate fare nelle vostre giornate cercate sempre di ritagliare quelle 2-3 ore per entrare in vasca non solo per allenarvi ma anche semplicemente per sfogarvi e divertirvi con i vostri compagni di squadra, se credete in quello che fate raggiungere grandi traguardi nella vita!

7)A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di esser atleti agonisti. Come era la tua situazione?

Io per fortuna per la maggior parte dei casi ho sempre incontrato professori che in un modo o nell’altro apprezzavano che io fossi uno sportivo di buon livello al punto che all’esame di 5° superiore mi hanno chiesto in cosa consisteva il mio sport. Quindi molto dipende dall’elasticità mentale che hanno i professori!!!

8)Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita dell’atleta…la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incita,va ti osteggiava, indifferente…

La mia famiglia è stata più che fondamentale, i miei macinavano chilometri e chilometri al giorno per portarmi in piscina, e allo stesso tempo io capivo la fortuna che avevo ad avere due genitori disposti al sacrificio e quindi ho cercato in tutti i modi di poterli ripagare con grandi soddisfazioni!

9)Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?

Rimanere nell’ambiente penso sia l’obiettivo, ma con i tempi che corrono penso che l’unica cosa da fare sarà trovarsi un lavoro:magari crescere un piccola squadra tutta mia.

10) Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?

Ragazzi il consiglio è: non mollate mai! Questo sport è fantastico: regala tantissime emozioni e crea amicizie che restano nel tempo anche al di fuori  del nostro mondo natatorio. E mi raccomando non fermatevi mai perché chi tiene più duro sarà colui che un giorno potrà avere l’onore di portare il tricolore in alto nel mondo!!!

Grazie mille, e a presto!

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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