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Federnuoto, Non c’è fango che tenga. Aderite!

Erano ovunque, anche questa volta, come tre anni fa.  Sono apparsi all’improvviso, senza che ci fosse bisogno di chiamarli e forse è anche per questo che continuano a chiamarli angeli. Hanno portato nel fango le loro braccia, il sudore e il sorriso.

Sono arrivati dalle scuole genovesi, chiuse per alluvione, ma nel fine settimana sono partiti per Genova pure da Milano, Roma, Torino e Firenze. In mano avevano una pala e addosso quel che capitava. E in mezzo a questo esercito della buona volontà c’è chi indossava una maglietta con su scritto “Non c’è fango che tenga”. Erano in tanti, migliaia, donne e uomini, giovani e belli, perché gli eroi sono così.

“Non c’è fango che tenga”, una forza da portare con orgoglio, qualcosa per ricordare. Ricordare quello che il senso di civiltà dei genovesi, degli italiani, può fare. Ed è anche per questo che abbiamo deciso che era giusto ripartire, che anche questo piccolo gesto poteva servire. “Non c’è fango che tenga”, così l’idea di tre anni fa è diventata un progetto, così siamo pronti a gridare “ancora una volta” che “i genovesi non si arrendono”.

L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per le attività commerciali e produttive danneggiate in minor tempo possibile e nella maniera più equa.

L’idea propone due canali per sostenere l’iniziativa:
1. Acquisto t-shirt
2. Versamento su c/c IBAN IT06V0617501405000003132380 intestato a: Parrocchia Santa Margherita di Marassi – NON C’E’ FANGO CHE TENGA.
La donazione è esente da costi bancari e commissioni.
3. Acquisto t-shirt on line tramite sito www.palatifini.it
4. Donazione (minimo 3 euro) su Groupon (sezione Genova e Liguria)

La vendita delle t-shirt sarà effettuata nei punti strategici della città, nelle parrocchie, davanti agli ospedali e nelle attività commerciali aderenti al progetto.

I fondi saranno destinati alle attività commerciali e produttive alluvionate del cuore di Genova, dove il Bisagno è esondato, quindi Borgo Incrociati, Foce, Brignole e il centro città. Verranno distribuiti in proporzione ai danni e alle perdite subite da ciascuna attività.

L’andamento della raccolta fondi e la distribuzione saranno trasparenti e visibili sulla pagina di facebook “Non c’è fango che tenga”.

(fonte: Federnuoto.it)

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