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Nuoto, James Magnussen “Vincere è l’unica cosa che conta” Giochi del Commonwealth

James Magnussen ” The Missile” . Continua a far tesoro della dura lezione che ha subito a Londra 2012 da parte del velocista americano Adrian Nathan, dove ha perso per un solo centesimo, e da due anni a questa parte il Missile Australiano usa la banale ma efficace ideologia “Vincere è l’unica cosa che conta”.

In due anni solo una sconfitta

Grazie questo approccio il missile Australiano ha subito una sola sconfitta da dopo Londra. A riuscire a spuntarla contro James è stato il suo connazionale Cameron McEvoy che lo ha battuto in primavera ai Trials (47”52/47”65). con il grande rischio di cadere nuovamente nella figura del campione del mondo perdente nei grandi eventi James trova la zampata del leone nella terza gara più importante per un australiano dopo Giochi e Mondiali.

La gara

Lui che è il nuotatore che ha battuto per più volte il muro dei 48″ nei 100SL (19, ben 6 soltanto nel 2014) ha fatto una gara intelligente, ha lasciato sfogare il suo compagno rivale McEvoy che passa fortissimo alla prima vasca (23”26) contro il 23”45 per chiudere la seconda vasca in rimonta in 24″66 vincendo poi la gara in 48″11, che non gli consente di portare a venti la sua personale striscia di volte che ha nuotato sotto i 48″. Secondo il suo compagni di nazionale McEvoy  con il tempo di 48”34. James resta il centista più veloce al mondo in questa stagione (47”59), come nella stagione del mondiale (47”53), e nella stagione olimpica (47”10). Un dominio cronometrico indiscusso, per il Missile Australiano che dichiara: «Sono più le pressioni che gli avversari a condizionarmi, essere sempre il favorito significa che non dovrei sbagliare mai. Non si può essere sempre perfetti, velocissimi».

Una vittoria per la Libertà

Wallace

Uno storia al quanto curiosa, ma che entra anche nel sociopolitico quella accaduta a Glasgow durante i Giochi del Commonwealth. Nella gara dei 400m misti vinti dallo Scozzese Daniel Wallace, si come il celebre personaggio del film Braveheart  interpretato da un grande Mel Gibson, solo che lui si chiamava William, vince in rimonta la gara più completa del nuoto i 400m misti e salendo sulla corsia per festeggiare urla “For Freedom”.

Da Bad Boy ad Eroe

Il giovane Wallace ha quasi rischiato di non esserci ai sentiti Giochi del Commonwealth, infatti è stato di recente espulso dalla Università di Gainsville, dove si allenava con Greg Troy allenatore  del nostro Mitch D’Arrigo a seguito dell’arresto, per stato di ebrezza e resistenza a pubblico ufficiale. Scarcerato su cauzione lo scozzese è rientrato in patria e proprio durante il volo di ritorno che si riaccende l’orgoglio patriotico verso la Scozia, guardando il celebre film. Dopo aver toccato per primo l’urlo di Wallace si è trasformato  in uno slogan politico, accompagnato da una sua dichiarazione che pare un appello a votare il 18 settembre per l’indipendenza della Scozia: “Essere qui, di fronte al mio pubblico, ha fatto venir fuori il Braveheart e lo scozzese che c’è dentro di me“, dichiara lo scozzese a fine gara. Continua dicendo: “Ho rischiato di non entrare in squadra, dovevo rivalutare la mia vita, dovevo ripensarla tra un modo di vivere da rock star e uno da atleta professionista. Ho avuto alti e bassi dentro e fuori la vasca e a fine gara ho visto chi sono come persona e cosa posso fare di buono. Vincere l’oro è utile. E’ solo l’inizio, sono cambiato: ho fatto la scelta giusta, mettendo la testa a posto: le due condizioni non potevano coesistere”

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