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Rubrica: Cloro Cuffia La Sfida

L’ho sempre pensato e ultimamente anche ripetuto piú volte: “entrato nei Master il tuo destino al cloro è nelle loro mani” Le mani sono di chi ha anni ed anni di esperienza vasca e tiene le fila di tutto.

Per quelli come me, bagnanti evoluti o cintura bianca di nuoto, le mani dei senatori in costume decidono anche quale gara si addice di piú alle tue caratteristiche. Ti iscrivono e ti accompagnano con un bel “zitto e nuota”.
È così che “a mia insaputa” mi sono trovato nella starting list di una staffetta 4x50m Stile Libero.

Embè, che c’è di strano?!? Nulla, anzi una bella ribollita di adrenalina. Roba vista solo in tv, la staffetta.  Attenzione però, non si tratta di una staffetta qualunque e ora vi spiegherò il perché: Non vogliamo condire tutto con un pizzico di sfida intestina? Presto fatto. La sfida epocale viene preparata ad arte e le staffette iscritte al 10° Trofeo Citta’ di Tortona saranno ben due. Medesimi tempi d’iscrizione per far consumare il duello nella stessa batteria. Non una sfida a distanza ma spalla a spalla in una vasca che per una manciata di minuti si trasformerà in un’arena.

Bella sceneggiatura che hanno scritto i senatori in costume, no? Resta solo da scrivere il finale.
Ma veniamo alle formazioni. in ordine di apparizione :
Il BarbaCalvo, Il Virata, il Giovane e l’AddomeScolpito VS il Capitano, Il Roccia, Il Tipografo ed Er Manzo. Il Bello il Brutto e il Cattivo a confronto sembravano dei chierichetti.

Negli allenamenti della settimana che precedeva la sfide non si è parlato d’altro. Sfottò e scaramucce come i pugili al momento del peso. Tutto era passato in secondo piano a bordo vasca; c’era solo la sfida.
La Posta in gioco era altamente goliardica e per decenza non ve la dirò. Roba da caserma o da spogliatoio maschile. Quelle cose che nascono sotto la doccia. Saponette da raccogliere… Basta indizi intanto avete capito. Lo vedo dagli occhi. Gia’, Cloro Cuffia ti vede.

Al calar del tramonto, dopo una lunga giornata di gare entusiasmanti, giunge l’ora dei nostri fantastici 4+4.
Le staffette vengono chiamate ed iniziano le operazioni di rito. Le parole diventano sempre piú mute. È ora di fare sul serio. In una staffetta non si nuota per se stessi, si nuota per la squadra, per i compagni e questa volta anche per tutti quelli che sono a conoscenza di questa “guerra tra bande” e sono li pronti a godersi lo spettacolo. Tutto materiale utile per rincarare la dose degli sfottò da distribuire equamente tra vincitori e vinti.
Braccia che roteano, colli che si muovono come un metronomo mal tarato. Lo Stretching dell’ ultimo momento.
In fila dietro ai blocchi di partenza. Il microfono scandisce: nomi dei componenti dei quartetti. E qui il primo “colpo di scena”: BarbaCalvo, che ha praticamente sempre nuotato con dei costumi piú simili a dei bermuda a fiori che a degli slip da piscina, si presenta addirittura con un costume da gara. Avete idea di che costume sia? Una specie di guaina di un paio di taglie piu’ piccola di una taglia XXXXXS. Vi dico solo che per indossarla si rischiano i crampi alle braccia tanto sono stretti da tirare su. Vi lascio immaginare quando si arriva alle parti intime. Negli spogliatoi ho sentito gente che prima di indossarlo aveva un timbro di voce da baritono ed è uscita dallo spogliatoio parlando in falsetto. Ahia!!!

Sirena…splash…si parte. Un testa testa per tutte le 8 vasche. Braccia che giravano come una centrifuga di una lavatrice e gambe che sbattevano come un assolo di batteria di Tullio De Piscopo.
Tuffo, bracciagambe bracciagambe virata bracciagambe bracciagambe e tocco. Uno via l’altro.
“Dai, dai che ce la facciamo” entrambi i quartetti pensano incitando a gran voce i compagni . Tanto il tifo e le urla da sembrare in un ippodromo pieno zeppo di scommettitori incalliti.
Er Manzo e AddomeScolpito danno vita ad un testa a testa esaltaltante. Momenti da colonna sonora del Maratoneta Papam e patapam. Questo il rumore delle due manate sulle piastre del cronometro. Le teste prima guizzano fuori dall’ acqua e subito si girano di scatto verso il cronometro. Il giudice incontestabile.
Diciotto, dico, diciotto (18) centesimi. Questa la differenza tra le due staffette. Non saprei a cosa paragonarlo. Un’unghia piú lunga, una mezza gambata. Non saprei cosa si potrebbe fare in 18 centesimi di secondo.
Giá, vi domanderete, e chi ha vinto? Tutti. Tutti e 8 e tutti quelli che ancora ora ne parlano e che con il loro tifo da curva ci hanno fatto sentire eroi per 2 minuti 12 secondi ed una manciata di centesimi.

P.S.
Magari quei costumi da gara valgono 18 centesimi, chissà 🙂

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