Si è appena concluso, con la maratona dei 25 km, il Campionato Italiano Assoluto Open di Nuoto in Acque Libere, evento seguito LIVE da Corsia4. Sulle nostre pagine Facebook e Instagram potete trovare tutti i video delle fasi salienti delle gare e le foto dell’evento.

Le gare si sono svolte nella splendida cornice del centro velico di Piombino a partire da lunedì 14 giugno con la distanza olimpica della 10 km, seconda giornata dedicata allo sprint con la 2.5 km, mentre mercoledì si è svolta la 5 km e oggi a chiusura la distanza più lunga.

Unica atleta a realizzare una doppietta è stata Ginevra Taddeucci che si prende il doppio titolo nella 10 e 5 km, tre volte sul podio invece Pasquale Sanzullo alla vittoria nella 5 km, dopo il bronzo nella prova olimpica e l’argento nei 2.5 km. Doppia medaglia anche per la vincitrice della 25 km Veronica Santoni che è bronzo nella prova più veloce.

Scopriamo insieme tutti i vincitori.

10 km Donne
Ana Marcela Cunha 🇧🇷 2:05’04.2
Lea Boy 🇩🇪 2:05’07.4 (+3.2)
🥇 Ginevra Taddeucci 🇮🇹 2:05’08.1 (+3.9)
🥈 Rachele Bruni 🇮🇹 2:05’10.3 (+6.1)
🥉 Giulia Gabbrielleschi 🇮🇹 2:05’12.8 (+8.6)

10 km Uomini
🥇 Domenico Acerenza 🇮🇹 1:57’27.6
🥈 Matteo Furlan 🇮🇹 1:57’51.2 (+23.6)
🥉 Pasquale Sanzullo 🇮🇹 1:57’51.4 (+23.8)

2.5 km Donne
🥇 Silvia Ciccarella 🇮🇹 29’01.5
🥈 Alisia Tettamamzi 🇮🇹 29’06.3 (+4.8)
🥉 Veronica Santoni 🇮🇹 29’06.4 (+4.9)

2.5 km Uomini
🥇 Fabio Dalu 🇮🇹 26’25.7
🥈 Pasquale Sanzullo 🇮🇹 26’28.2 (+2.5)
🥉 Vincenzo Donato 🇮🇹 26’28.3 (+2.6)

 

5 km Donne
Leonie Beck 🇩🇪 57’47.3
🥇 Ginevra Taddeucci 🇮🇹 57’47.9 (+0.6)
🥈 Giulia Gabbrielleschi 🇮🇹 57’49.3 (+2.0)
🥉 Giulia Berton 🇮🇹 57’49.5 (+2.2)

5 km Uomini
🥇 Pasquale Sanzullo 🇮🇹 56’24.5
🥈 Marcello Guidi 🇮🇹 56’26.7 (+2.2)
🥉 Andrea Filadelli 🇮🇹 56’27.9 (3.4)

25 km Uomini
🥇 Dario Verani 🇮🇹 5:16’35.6
🥈 Alessio Occhipinti 🇮🇹 5:16’39.1 (+3.5)
🥉 Francesco Ghettini 🇮🇹 5:16’46.1 (+10.5)

25 km Donne
🥇 Veronica Santoni 🇮🇹 6:01’14.2
🥈 Rebecca Talanti 🇮🇹 6:04’36.3 (+3’22.1)
🥉 Lara Gherardini 🇮🇹 6:31’15.8 (+30’01.6)
Carol De Souza 🇧🇷 6:20’06.4

 

 

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Durante il Campionato abbiamo avuto l’occasione di intervistare Stefano Rubaudo attuale Cordinatore Tecnico della Nazionale di Nuoto in acque libere, quali sono le prospettive per Tokyo?

Andiamo a Tokyo con l’intenzione di essere protagonisti: Rachele Bruni arriva dall’argento di Rio 2016 ed è bronzo Europeo in una gara organizzata come tappa di passaggio di preparazione per le Olimpiadi. Il contesto olimpico è differente con una dozzina di atleti di alto livello, gli avversari più ostici sono la brasiliana Cunha che abbiamo visto anche qui in gara, l’olandese van Rouwendaal campionesse olimpica in carica ma anche la cinese Xin Xin campionessa del mondo a Gwangju 2019, le due americane (andersone e Twichell) e le due tedesche (Wunram e Beck).

In campo maschile abbiamo Gregorio Paltrinieri che dopo l’Europeo disputato con tre gare e tre ori ha bisogno di pochi commenti. La 10 km è stata interpretata in modo magistrale, ha aspettato senza far fatica per il 75% della gare portandosi poi nelle prime posizioni e tentando la fuga finale. Mario Sanzullo è un atleta in crescita, sta cristallizzando il suo valore, se riesce a rimanere nel gruppo può arrivare a un buon risultato fra la top5.
Entrambi non hanno partecipato a questo Campionato per scelte dei loro tecnici (Fabrizio Antonelli ed Emanuele Sacchi), è giusto preservare gli atleti in questo contesto con alto numero di presenze in gara e altri possibili rischi.

Come è cambiata questa specialità rispetto a quando eri protagonista in acqua?

Sono cambiati i numeri e il livello medio è molto più alto, ora gli atleti di punta non sono più cinque o sei ma anche una ventina. Non è facile mantenere la lucidità mentale in queste condizioni, mi ricordo ai Mondiali di Sharm el-Sheikh (2002) dove ho vinto l’argento alle spalle di Luca Baldini e davanti al tedesco Lurz, in fuga eravamo solo noi tre, la medaglia era assicurata. Quando ti trovi invece in venti non è la stessa cosa.

È cambiata la competitività, con l’avvento delle Olimpiadi per le acque libere il settore è cresciuto molto. Noi dobbiamo essere pronti anche come organizzatori, in questo Campionato abbiamo avuto oltre 500 presenze gara e con pochi stranieri, oltre 100 atleti in gara nella 5 km. La Federazione sta costruendo un ottimo movimento.

Un commento per Corsia4 da Fabrizio Antonelli tecnico federale e allenatore fra gli altri di Gregorio Paltrinieri, Domenico Acerenza, Dario Verani e Arianna Bridi. Parliamo di Greg, visti i miglioramenti nelle gare di fondo ci può essere margine ancora nelle prove in vasca?

Il lavoro che abbiamo fatto per le acque libere è nato con l’intento di migliorare le capacità gestionali della prova, ma che credo che tornerà utile anche per i 1500 che sono una gara che fino a oggi aveva fatto in un solo modo. Avere un po’ di elasticità da questo punto di vista potrà aiutrarlo nel duello con Romanchuk e Wellbrock che ormai gli hanno un preso un po’ le misure, il fattore sorpresa potrebbe tornare utile.

Come riesci a conciliare le due realtà che stai allenando, atleti che fanno sia fondo che vasca o solo fondo:

Il divertimento è un elemento fondamentale. Gli allenamenti in acque libere non sono troppo specifici, colmano la necessità di fare volumi importanti ma rompono un po’ la quotidianità. Abbiamo la fortuna di poter nuotare in bei posti, c’è un bel gruppo affiatato, si divertono e siamo comunque sempre in continua evoluzione.

Infine abbiamo raggiunto Massimo Giuliani ex-CT della Nazionale di fondo e ora segretario della Commissione Tecnica Open Water della LEN. Cosa pensa di questo nuovo dualismo dei nuotatori che si “dividono” fra vasca e fondo:

Le prime presenze di nuotatori con il doppio ruolo sono state alle Olimpiadi di Pechino, con inglesi e americani che erano già forti nei 1500/800, e poi ha continuato Mellouli nel 2012. Ma è negli ultimi anni che il fondo ha cambiato registro ed ha sfondato dal punto di vista dell’interesse delle persone e dello spettacolo. Con questo cambiamento di rotta c’è stato anche un sempre maggiore interesse di atleti, media e sponsor verso il fondo, che ora sta vivendo un periodo di notorietà esponenziale.

Viene da sé che conciliare vasca e acque libere è difficile, ma le due discipline non sono in antitesi. Si tratta di saper organizzare e programmare bene, e atleti ed allenatori di oggi sono in grado di farlo.

Quali sono le differenze rispetto al passato?

Agli inizi degli anni ’90 i nuotatori di fondo provenivano essenzialmente dalle acque libere, capaci di nuotare in condizioni meteomarine complicate, abituati al freddo e alle onde, alle correnti. I percorsi erano a bastone, da A a B e ritorno: a Roma ’94 si partiva dalla spiaggia, si arrivava a Terracina e si ritornava indietro.

Per spettacolarizzare la disciplina, giustamente, i circuiti di oggi sono molto più stretti, da 1000 a 3000 metri, e si ripetono a seconda della distanza. Questo ha reso le gare più vivibili sia da terra che da tv e streaming, vero trampolino di lancio per lo sviluppo della nostra disciplina.

Cosa pensa invece della spettacolarizzazione del nuoto in acque libere:

È una tendenza anglosassone, degli sport americani soprattutto, che però non è sbagliata. Credo che le acque libere abbiano già elementi di spettacolarità, senza che si debba aggiungere molto alla loro natura. Il fatto che questi ragazzi nuotino così velocemente e per tanto tempo, già li rende dei supereroi che si scontrano alla ricerca dell’uomo e della donna più resistenti.

Lo spettacolo è già questo e vedo che molti si stanno avvicinando al fondo, anche spettatori che magari non seguono costantemente il nuoto.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

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