Il Circolo Velico Sferracavallo diretto dal timoniere di Luna Rossa, Checco Bruni farà location all’evento. Scopriamolo attraverso le parole del Presidente Giuseppe Giunchiglia e i racconti di due tra i principali protagonisti di questa giornata di gare: i master Ilenia Zizzo e Gino Stefanelli.

Superate le fatiche di Donnalucata è già tempo di rifare i vostri borsoni. Si ritorna a Palermo, per il II Trofeo Nuota per Fede.

La manifestazione prevede lo svolgimento di due gare: la 3.3 km FIN al mattino e il miglio ASI al pomeriggio.

di Annamaria Mangiacasale

Anche se tradizionalmente la gara “sprint” è considerata quella del miglio, questa 3.3 km non sarà da meno. Come ci spiega Tony Trippodo, infatti, si tratterà di una gara molto veloce e può essere considerata come una vera e propria gara di velocità da fare tutta d’un fiato. Si tratta inoltre di un percorso in linea, quindi gli atleti dovranno adattarsi ad ogni situazione che si presenterà, con la consapevolezza che non ci saranno passaggi da poter ripetere.

Quattro le boe obbligatorie, di cui tre all’interno tratto di mare che separa il golfo di Isola delle Femmine da quello cosiddetto delle gallerie, vicino Sferracavallo. Dopodichè entreranno nel Golfo di Sferracavallo dove le condizioni del mare non dovrebbero essere impegnative. Si tratta quindi di una gara abbastanza “piatta”, che consentirà di fare emergere meglio le peculiarità dei nuotatori da piscina. Ci aspettiamo quindi un arrivo piuttosto concitato, in quanto è probabile che il gruppo di nuotatori arrivi in gran parte compatto.

Lo stesso discorso può essere fatto per i master. Sono poche le occasioni in cui potersi cimentare con gare in linea, anche loro quindi dovranno confrontarsi con dei passaggi che non potranno poi essere ripetuti. La posizione in cui si troverà il sole potrà dare fastidio, soprattutto al mattino. Bisognerà trovare quindi altri strumenti per potersi orientare e per trovare la rotta migliore e più veloce. 

È l’ultimo appuntamento prima del trofeo delle regioni, per il quale è stata già scelta la formazione partecipante, che partirà il giorno dopo per un piccolo collegiale e che rappresenterà la Sicilia l’1 e 2 Luglio a Piombino.

Per quanto riguarda la gara del miglio, che si svolgerà nel pomeriggio, sono previsti due giri di circa 800 m. Gara abbordabile a tutti quindi, anche ai più piccoli.

Fare due giri all’interno di un golfetto piccolo faciliterà i primi approcci; mentre i master potranno divertirsi cimentandosi con una gara super veloce, quasi come fossero in piscina.

Ora che vi abbiamo svelato tutti i trucchi per poter affrontare le gare al meglio, conosciamo meglio questa suggestiva location, attraverso le parole del Presidente del Circolo Velico Giuseppe Giunchiglia.

Presidente, il circolo nasce nel 2017. È stata definita allora una scelta “controvento”. Ci spiega il motivo?

La scelta di far nascere il Circolo in una location come Sferracavallo è stata coraggiosa, perché non sapevamo come il territorio avrebbe reagito a questa intrusione, soprattutto all’interno del porto, per il quale la cittadinanza nutre un profondo senso di appartenenza. A complicare il tutto i soliti iter burocratici, piuttosto farraginosi.

Quali sono le caratteristiche del Golfo che lo rendono particolarmente idoneo alla realizzazione di un circolo velico e cosa ha comportato per il borgo marinaro di Sferracavallo la sua realizzazione?

Ciò di cui siamo particolarmente contenti ora è il livello di integrazione raggiunto con il territorio, che non ci guarda più con sospetto, ma che anzi ha compreso come il Circolo possa essere un’opportunità di crescita economica e culturale per l’intera borgata. Grazie alle condizioni climatiche che caratterizzano la Sicilia, possiamo concentrare le regate più importanti nei mesi invernali e primaverili, quando in condizioni normali la borgata sarebbe deserta da un punto di vista turistico. In questo modo invece siamo riusciti a riempire per intere settimane tutti i ristoranti e i B&B.

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Fra i professionisti che hanno dato vita a questo progetto, vantate la presenza di Checco Bruni, timoniere di Luna Rossa. Quanto è importante il suo contributo?

La presenza di Checco fra i Soci fondatori e soprattutto tra chi ha creduto di più in questo progetto, è molto importante. Innanzitutto dal punto di vista dell’esperienza, perché nessuno come e meglio di lui può riuscire a guidarci lungo questo percorso. In secondo luogo, soprattutto a livello di immagine: è che chiaro che quando ci presentiamo per una regata oppure quando parliamo con qualcuno, l’avere come direttore sportivo Checco Bruni è sicuramente sinonimo di affidabilità. Oltretutto ci lega un’amicizia fraterna.

Durante la Coppa America non è stato soltanto un grande timoniere, ma anche un eccezionale comunicatore, soprattutto per la Sicilia e per Palermo in particolare. Pur partecipando alla Coppa con il guidone del Circolo della vela Sicilia, non ha mai fatto mistero di spingere quanto più possibile il Circolo Velico Sferracavallo. Questo ci ha fatto grande onore e gliene saremo sempre grati.

Lei è un medico. Da dove nasce la passione per lo sport e in particolare per il mare e la vela?

Sono sempre stato legato al mare e alla vela. Sono stato sempre vicino a gente molto forte. Ad esempio ho sempre seguito Checco in tutti i circoli del mondo. Un legame molto forte quindi e considerando che poi il lavoro mi ha portato altrove, il creare un circolo in qualche ha maniera ha concluso la mia voglia di essere vicino in maniera fattiva al mondo dello sport e della vela in particolare.

Quest’anno, per la terza volta, ospiterete una tappa del Grand Prix Sicilia. Come si prepara il Circolo per questi eventi?

Ospitiamo sempre con grande piacere, con grande entusiasmo, ma anche con grande onore la tappa del Grand Prix. Per questo ringraziamo la Polisportiva Mimmo Ferrito e l’amico Tony Trippodo che ci hanno scelto. Ci faremo trovare come sempre pronti. Il circolo è ormai collaudato per eventi che portano tanta gente e siamo pronti ad accogliere tutti gli sportivi e in particolare i nuotatori. Le manifestazioni sportive.

Infine non possiamo non dar voce ai partecipanti. Trovandoci a Palermo e parlando di nuoto, è quasi scontato farlo attraverso le parole di Ilenia Zizzo (M40 Polisportiva Mimmo Ferrito) e Gino Stefanelli (M70 Polisportiva Nadir).

Ilenia, non hai bisogno di presentazioni. Sei l’atleta master più rappresentativa (insieme a Tony Trippodo) della tua società e punto di riferimento di tutto il movimento master. Quali pensi siano le qualità che ti hanno portato fin qui?

Scusa, ma chi è Tony? Scherzo, noi siamo fratelli d’acqua! In primis il fatto di essere stata sempre accompagnata da persone che riuscivano e riescono a motivarmi: dagli allenatori passati e presenti, alla famiglia e soprattutto alla squadra. Questo mi ha indotto ad essere assidua negli allenamenti da circa 20 anni senza una eccessiva fatica mentale, perché apparentemente è solo divertimento. Il tutto condito da una buona dose di cocciutaggine.

Hai un passato da agonista o praticavi altri sport? Da quanti anni sei nell’ambiente Master e come hai iniziato?

Iniziai a nuotare a circa 9 anni e lasciai la mia carriera appena finiti gli Esordienti, perché “DEVI STUDIARE” mi ripetevano.

Nei Master ho iniziato a 20 anni, qualche anno dopo l’inizio dell’università riprendendo lo sport che avevo lasciato a 13 anni. Mia mamma frequentava la palestra della Polisportiva Palermo e sapendo della mia passione per il nuoto mi chiese di accompagnarla e di approfittarne per fare un bagnetto in quella che poi sarebbe diventata praticamente casa mia. Lì incontrai Maurizio Lombardo e da quel momento in poi esplose quell’ amore che mi ha portato fino ad oggi.

Per eccellere nello sport occorre di sicuro tanta tecnica. Quali sono invece secondo te gli aspetti caratteriali che non possono mancare in uno sportivo? C’è qualche aspetto del tuo carattere che qualche volta ti ha ostacolata?

La determinazione in primis, la “cattiveria” positiva che ti aiuta ad affrontare una gara.

Qualcosa che mi ha ostacolata? Sicuramente l’essere troppo severa con me stessa e non godermi del tutto i risultati del lavoro.

Come ti prepari per affrontare una gara?

Qualche giorno prima della gara provo a seguire una corretta alimentazione, che non mi riesce mai perché sono golosissima e trovo sempre qualcuno che mi tenta con ottimi risultati 😅 Il giorno stesso, preparo costumi e cuffie in maniera maniacale e prima di uscire mi spupazzo le mie cagnoline chiedendogli di pensarmi un po’.

Ultimamente ti abbiamo visto sui social cimentarti con il golf, tra l’latro dando prova di uno swing niente male. Dobbiamo preoccuparci? Passerai dalle distese azzurre a quelle verdi?

La voglia di provare a far qualcosa di nuovo è veramente tanta e, non essendo particolarmente brava sulla terraferma (incapace totale 😁), il golf è stato un gran bel compromesso ma soprattutto un grande divertimento . Inoltre il verde è sempre un compromesso fra il blu del mare ed il giallo del sole!

Gino, tocca a te adesso. Raccontaci un po’ di te.

Hai un passato da agonista? Come sei arrivato al nuoto Master?

Vengo da Salerno, città che come Palermo vive sul mare, per cui il mare e il nuoto sono nel mio DNA. Ho iniziato il nuoto agonistico a 12 anni, dopo aver visto delle partite di pallanuoto in preparazione delle Olimpiadi di Roma, 1960. Ho nuotato e soprattutto giocato a pallanuoto, dove ho avuto i miei successi maggiori, fino al 1980. Poi famiglia e lavoro ed età mi allontanato dall’agonismo, ma ho sempre nuotato appena ne avevo la possibilità.

Mi sono riavvicinato al nuoto agonistico, ovviamente da Master, nel 2004 in un periodo in cui lavoravo a Cosenza e avevo una piscina sotto casa e poi con il mio trasferimento a Palermo ha preso più consistenza, in quanto mi ha aiutato ad inserirmi in una città in cui, a parte mia moglie, non conoscevo nessuno.

In questi anni è stato sempre facile per te trovare nuovi stimoli per allenarti e gareggiare o hai affrontato dei periodi di crisi? E se sì, come li hai superati?

Avendo fatto l’agonista ad un certo livello, ho trovato stimoli per allenarmi nella socializzazione e nelle amicizie che si sono create e nella mancanza di responsabilità con cui ho interpretato le gare master, di conseguenza non ho mai avuto motivi di crisi.

Hai dei consigli da dare ai giovanissimi su come approcciarsi allo sport e alla competizione?

Per i giovani posso consigliare di fare sport e di viverlo con serenità e dirgli che è bello anche se si arriva secondi.

Cosa rende una gara indimenticabile e qual è per te la più bella che hai fatto?

Di gare indimenticabili ne ho vissute diverse nel mio passato da agonista, ora mi piace soprattutto nelle gare a mare quando mi sento nuotare bene e scivolare sull’acqua guardando dei bei fondali.

Insomma vi abbiamo spoilerato la gara, avete conosciuto la location e ascoltato due tra i vostri compagni di squadra più rappresentativi …

Ora non vi resta che indossare il costume!

Foto: Annamaria Mangiacasale

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