Select Page

MasterS, istantanee dal campo gara: Desenzano

MasterS, istantanee dal campo gara: Desenzano

Il Trofeo Città di Desenzano aveva la nomea di campionato italiano invernale master, pur non esistendone uno ufficialmente.

Per un insieme di caratteristiche (la vasca scorrevole, la disponibilità di numerose gare, la data di metà anno agonistico, la precisa organizzazione) ha sempre attirato iscritti da tutto lo stivale, garantendo confronti di buon livello.

Andare a podio a Desenzano, più ancora che rispetto ad altre manifestazioni, è sempre stato motivo di prestigio.

di Elena Rigon

Nel 2010, anno in cui i costumi gommati sono stati dichiarati fuori regolamento, c’era stata l’ultima edizione, prima che il trofeo si spostasse a Gussago.

Ho un ricordo nitido di quella ultima gara a Desenzano, ormai prossima alla nascita di Sofia; una gara disputata in costumino e senza sforzare, eppure con risultati che adesso mi sembrano sorprendenti.

Ho un ricordo vago di Desenzano come città, sede dell’ospedale in cui ho tentato il rivolgimento di una principessa podalica: quando sono uscita dalla struttura sanitaria, dopo un intero giorno di digiuno, mi sono precipitata al McDonald’s.

Desenzano, meta di qualche gita domenicale primaverile, con la passeggiata sul lago in mezzo a tantissimi turisti tedeschi.

Desenzano un tempo sede del campionato italiano invernale assoluto, quello vero e proprio, a cui ho avuto il piacere di partecipare in giovane età solo come frazionista di staffetta.

Sirmio ocelle insularum, decantava Catullo; ma anche Desenzano non scherza, aggiungo io.

Dopo 7 anni di latitanza la manifestazione è ritornata alla sua sede originale, e in memoria di quelle che erano valide prestazioni disputate un tempo, ho puntato la mia preparazione orientandomi a questo evento.

Non potevo prevedere i malanni di stagione, giusto un paio di settimane prima.

Accidenti, lo stato di forma fisica e le sensazioni in acqua post influenza mi avevano instillato un tarlo: ha senso presentarsi e gareggiare quando sai già a priori che il risultato sarà sottotono?

D’un tratto però ho iniziato a rivedere nella mia mente i volti di gente forte che ad un certo punto si è ritirata dalla scena; e ho valutato che difficilmente ci si riesce a presentare in chiamata solo quando si ha la certezza di ottenere un buon crono.
In poche parole ho considerato che non presentarsi sarebbe equivalso ad un primo passo verso l’abbandono.

Andrà come andrà ma almeno ci ho provato.
Non so se si possa considerare un atteggiamento vincente o perdente, a volte il mio tentare ad ogni costo sfora nella cieca cocciutaggine.

Ad ogni modo questo è il mio carattere quindi si va.

Corsia Master, nel 2019 si torna a Riccione. Campionati Italiani a fine giugno

Sarà Riccione la "nuova" sede dei Campionati Italiani Master, dopo l'ultima edizione di Palermo nel 2018 i Master tornano in Romagna. A settembre il "toto-italiani" campeggiava sulle bacheche social con tutte le considerazioni a corredo, ora è tutto deciso:...

Speciale MasterS, 10° Trofeo Città di Saronno: 2 record e vittoria per la B.Fit Legnano

  Data: 10/11 novembre 2018 Sede: Saronno – piscina comunale Vasca: 25 metri – 8 corsie Organizzazione: Rari Nantes Saronno [ranking_table_single 1st_name="B.Fit Legnano Nuoto" 1st_country="LOM " 1st_time="58:876:70" 2nd_name="Team LombardiaNuoto"...

45° Trofeo Nico Sapio, Detti e Musso pass mondiale. Pellegrini torna ai suoi 200

Edizione memorabile la quarantacinquesima del Trofeo Nico Sapio di Genova. Se allo Swimmeeting di Bolzano - leggi l'articolo dedicato - abbiamo visto i primi squilli, alla piscina Sciorba arrivano veri e propri fuochi d’artificio. Direttamente dal Trentino arrivano le...

Sportiva Sturla: servono aiuti concreti per la ristrutturazione degli impianti

Pubblichiamo il Comunicato Stampa diramato dalla ASD Sportiva Sturla in merito alla mareggiata del 29/30 ottobre 2018 che ha causato ingenti danni alla struttura dove la Società sportiva opera. Buongiorno a tutti, il parziale silenzio di questi giorni da parte nostra...

Quadarella-Minotti un binomio vincente

Christian Minotti l'aveva avvertita: O credi in me e in quello che ti propongo, oppure il treno passerà Era il 2014, all'indomani degli Europei giovanili di Dodrecht, e per Simona Quadarella erano già passati 4 anni con il tecnico romano. Ma ci voleva un punto di...

Training Lab, periodizzazione moderna dell’allenamento del nuoto

Ogni volta che ci troviamo a trattare di tematiche tecniche relative allo sport moderno, o semplicemente al nuoto moderno e al suo allenamento, può sembrare ripetitivo e tediante partire sempre dallo stesso concetto di base, semplice e scontato, ma che nella sua...

Il McDonald’s è sempre al suo posto e anche l’impianto arroccato sopra la città ha sempre il parcheggio al completo.

Mentre infilo il costume per il riscaldamento altre donne stanno già indossando quello da gara; in particolare al mio fianco due giovani ragazze e una signora attempata si aiutano a vicenda a perfezionare la calzata delle spalline.

Le due ragazze si rivolgono alla signora dandole del lei, e scherzando le richiedono un compenso di 10€ per l’aiuto.

Una delle due ragazze giovani ha un paio di tette esemplari, di quelle che andrebbero conservate a Parigi presso l’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure, assieme al kilogrammo e al metro di riferimento: l’archetipo della tetta.

La signora controbatte chiedendo di abbassare a 5€ la tariffa; mi inserisco nella contrattazione chiedendo di aiutare anche me ad aggiustare le spalline.

Mentre la sua amica mi aggiusta, la ragazza tetta-di-riferimento mi dice, in maniera del tutto inaspettata “e complimenti per il fisico!”.

In quel preciso istante sento di avere già dato un senso alla mia ostinazione, ancora prima di presentarmi al blocco.

Anche se il risultato finale non sarà quello sperato, il benessere psicofisico che traggo dall’allenamento è già un traguardo importante.

Non mi ha dato del lei, non mi ha detto ‘per la tua età te li porti bene’. No.

Una perfetta sconosciuta, per giunta di considerevole aspetto, di diversi anni più giovane, senza nessun secondo fine, mi ha regalato una frase che mi ha lasciato di stucco e con una sola parola: grazie!

Forte di questa massiccia dose di autostima ho anche la fortuna di partire fianco a fianco con l’avversaria che nella mia categoria ha il miglior tempo di iscrizione.

Non vinco, ma ottengo in un solo colpo di abbattere due muri psicologici, quello cronometrico dei 30” e quello della soglia dei 900 punti.

Posso dirmi, cosa rara, abbastanza soddisfatta.

Nel frattempo che non è più stato adibito a campo gara l’impianto non è cambiato, ma ho avuto modo di conoscere tanti altri impianti, di nuova costruzione.

Un po’ come quando ritrovi un amico di vecchia data, e negli anni che non lo hai visto hai conosciuto altra gente: è sempre lui, ma lo trovi invecchiato. E subito ti domandi: lo sarò anche io?

Per la vasca il dettaglio che tradisce il tempo trascorso sono i blocchi di partenza: ma davvero mi tuffavo senza alette?

Poi la gara dei 100 misti mi restituisce il pensiero: si, sono passati anche per me degli anni da quel personal best che Desenzano mi aveva aiutato a disputare!

Il bilancio della partecipazione è comunque positivo: la giornata ha avuto il merito di ridare pieno senso ai miei sforzi, di ottenere qualche consiglio direttamente dal piano vasca, di ritrovare vecchie conoscenze e di scoprirne altre di nuove; e di ascoltare la pioggia di proclamazioni di nuovi record, confermando che la manifestazione rimane uno standard di riferimento elevato.

Perché se Sanremo è Sanremo… Desenzano è Desenzano!

About The Author

?>