Mandata agli archivi l’edizione 2017 dei FINA World Championships, è tempo per noi di bilanci.

In un’edizione ad alto contenuto spettacolare e non priva di sorprese, abbiamo visto un Mondiale post-olimpico come forse non ce lo saremmo mai aspettato. Il movimento del nuoto mondiale si spinge verso Tokyo 2020 con grande slancio, forte di una popolarità e di un’esposizione mediatica (anche in Italia) che è in costante crescita.

IL MEDAGLIERE

Nell’analisi pre-Budapest avevamo lasciato gli Stati Uniti saldamente in testa a tutti i medaglieri, senza distinzione di sesso né di specialità. I nordamericani vincono anche il medagliere classico 2017 maschile, femminile e misto, senza pietà alcuna verso il resto del mondo. E pensare che di solito l’anno post olimpico si rilassano.

Cambia così, di conseguenza, il medagliere storico generale: la Francia, in evidente difficoltà natatoria, si fa scavalcare da Gran Bretagna e Russia.

Noi rimaniamo saldi al decimo posto, la Svezia ci segue distaccata di due ori.

Tra i maschi, invece, l’Italia si porta dalla dodicesima posizione alla decima, entrando così in top ten a discapito del Brasile.

Davanti è in caduta libera la Francia, passata dal quinto all’ottavo posto, mentre sale costantemente la Gran Bretagna grazie a quello spaccasassi umano di Adam Peaty.

Tra le donne resta tutto pressoché invariato: l’Italia aggiunge un oro e mantiene la distanza sulla Russia mentre l’Ungheria, forte dei successi di Katinka Hosszú, guadagna una posizione sull’Olanda.

Inutile rimarcare che gli USA viaggiano a velocità nemmeno paragonabili alle altre nazioni.

Ma la pioggia di ori di Budapest ha in qualche modo cambiato anche le gerarchie storiche tra gli atleti?

In questa sede prendiamo in esame solo le medaglie individuali.

Katie Ledecky prende saldamente la testa al femminile, seguita da Sarah Sjöström e Katinka Hosszú che raggiungono sette ori a testa. Sale anche la nostra Federica Pellegrini, appena dietro alla russa Efimova, entrambe a quota 5 titoli.

La top five è composta da atlete ancora in attività: significa che stiamo assistendo alla storia.

Tra i maschi la storia è invece appena finita, visto che Phelps e Lochte sono lassù inarrivabili. Nella top ten, il solo Sun Yang è ancora attivo, ma Caeleb Dressel ed Adam Peaty promettono di arrivarci presto.

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Le sei medaglie non rappresentano, in  realtà, un vero record, ma è la prima volta nella storia che tre atleti diversi vincono un titolo mondiale nella stessa edizione.

Anche nel 2009 furono tre gli ori azzurri, ma provenivano da Pellegrini (2) e Filippi. In altre edizioni l’Italia ha conquistato sei medaglie (1991, 2001 e 2007), ma mai con tre ori. Se vogliamo trovare un neo a Budapest 2017 si segnala la mancanza della medaglia proveniente dalle staffette: non c’era possibilità per nessuno dei nostri quartetti attuali di ambire ad un podio.

L’esaltante vittoria di Federica Pellegrini cambia anche le gerarchie del medagliere storico nazionale.

La Divina è saldamente in testa, seguita non più da Filippo Magnini ma da Gregorio Paltrinieri, che avanza così di una posizione. Nella top ten entra anche Gabriele Detti, fresco iridato degli 800.

E con altre 4 presenze in finale (una individuale e tre in staffetta) la ragazza di Spinea si porta in testa anche alla classifica dei finalisti italiani.

Piccolo balzo in avanti anche per i due Re nostrani, Magno e Greg, che aumentano di due a testa il personale bottino di esperienze negli 8.

IL CAMPIONE DEI CAMPIONI

Chiudiamo il nostro bilancio scoprendo chi ha vinto l’ambito premio di Campione dei Campioni, ovvero la classifica che mette a paragone tutti i vincitori dell’oro mondiale ed i tempi effettuati nella finale che ha dato loro il titolo.

Come si calcola il Campione dei Campioni?

In questa classifica cercheremo di determinare chi è stato il “Campione dei Campioni”, ovvero chi ha migliorato di più il record del mondo oppure si è avvicinato maggiormente al record stesso nella finale in cui ha vinto il titolo mondiale.

Per farlo, attribuiremo al tempo effettuato nella finale un punteggio, calcolato tramite una semplice proporzione con il record del mondo in vigore.

Attribuendo 100 punti al tempo record del mondo in vigore, il Campione dei Campioni è l’atleta che ha fatto registrare il punteggio migliore nella finale in cui ha vinto l’oro.

Nessun atleta ha realizzato l’impresa di abbinare l’oro mondiale con il record del mondo: la tensione della finale resta un sentimento che spesso nemmeno campioni del calibro di Adam Peaty riescono a gestire.

La palma di Campione dei Campioni maschile va quindi all’astro nascente del nuoto americano, Caeleb Dressel. Il potente velocista a stelle e strisce piazza nei 100 farfalla una prestazione da urlo: il suo è, ad onor del vero, il primato mondiale nuotato in tessuto. Per 4 miseri centesimi Dressel ha dovuto rimandare, scommettiamo non di molto, l’appuntamento con il world record. Ottimi anche i punteggi di Peaty, che i record li ha fatti nei turno preliminari, e di Sun Yang nei 400 stile.

Tre invece i record del mondo nelle finali femminili: due vengono da Lilly King ed uno da Kylie Masse.

La nuova regina della rana ha sprigionato tutti i suoi cavalli contro l’eterna rivale Efimova, tirando fuori due prestazioni da sballo. Il punteggio migliore è quello ottenuto nei 100: 100.34 punti e palma di Campione dei Campioni al femminile. Da notare come ben 11 prestazioni su 17 siano al di sopra dei 99 punti: il mondiale di Budapest ci ha presentato un livello mai visto portando il nuoto verso una nuove ed entusiasmante era.