Nel penultimo pomeriggio di gare a Budapest, la Duna Aréna si scalderà per ben sei finali che assegneranno altrettanti titoli iridati.

Nelle ultime due ci saranno anche due italiani, Simona Quadarella e la 4×100 stile mista, a caccia di prestazioni da ricordare. Ma procediamo con ordine.

Si parte con i 50 farfalla donne, dove gli occhi del mondo sono puntati su Sarah Sjöström: si sarà ripresa dalla batosta subita ieri nella gara regina? In partenza è la Kromowidjojo ad essere davanti, ma la svedese si riprende subito con la progressione e chiude in testa nettamente in 24″60. Con un arrivo migliore sarebbe stato anche record del mondo. Seconda una Ranomi rediviva e bronzo alla sorpresa di giornata: l’egiziana Farida Osman, che fa anche il record continentale (25″39), prende la prima, storica, medaglia mondiale per il suo Paese.

Da uno sprint all’altro, è il momento degli uomini più veloci del pianeta. La finale dei 50 stile libero maschi ha quest’anno diversi spettatori illustri: Cameron McEvoy e Nathan Adrian sono le prime riserve, Florent Manaudou è in cabina di commento per la tv ed è assente anche il bi-olimpionico Anthony Ervin. Il parterre è spaventoso ma la partenza di Caeleb Dressel lo è di più: nemmeno il rientro di Bruno Fratus riesce a contenere l’americano, che si impone in 21″15, miglior tempo al mondo nuotato in tessuto. Il brasiliano si ferma a 21″27, ed è raggiante anche ai microfoni Rai, bronzo a Benjamin Proud, 21″43.

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Abbandoniamo lo sprint per passare ad un 200, quello a dorso femminile, che vede la Duna Aréna esplodere come di consueto all’ingresso di Katinka Hosszú. La Iron Lady proverà il colpo dalla corsia 1, in una gara che a Rio l’ha vista cedere all’americana DiRado (qui assente). A Centro vasca però ci sono le favorite, Emily Seebohm e Kylie Masse, oltre alla Baker che ha stupito in batteria. Ed è proprio l’americana a passare in testa a metà gara in 1’00″97, portandosi dietro la Hosszú. Il centro vasca è in ritardo e la magiara sembra prendere il largo ma è nel finale che esce Emily Seebohm, con un ultimo 50 da 31″38 ed una chiusura totale in 2’05″68. la Hosszú chiude seconda e festeggia come se avesse vinto con il marito Shane ed il pubblico, mentre il bronzo è proprio per la Baker. Delusissima la canadese Masse, solo quinta.

Il primo lampo azzurro di oggi è nelle semifinali dei 50 rana donne: Martina Carraro e Arianna Castiglioni sono nella seconda semi, alla caccia di un posto tra le otto. Nella prima serie è la Efimova ad imporsi in 29″73 con un’azione molto convincente; dietro lei l’americana Meili e la primatista del mondo Meilutyte. Nella seconda semi, come da copione, risponde Lilly King: 29″60 e primo tempo di qualificazione, domani saranno scintille. Niente da fare per la Carraro, sedicesima totale in 31″16, mentre centra la finale Arianna Castiglioni, confermando quanto di buono fatto al mattino, e chiudendo in 30″46, sesta totale.

Dopo il break per le premiazioni, torniamo a far scaldare l’acqua con la finalissima dei 100 farfalla uomini. Il pubblico è tutto per il mito magiaro Laszlo Cseh, che a centro vasca se la deve vedere con la nuova ed arrembante generazione di specialisti del delfino veloce. Caleb Dressel sfugge via in parenza ed è davanti, 23″31, al passaggio a metà gara. Rientrano un po’ tutti nel finale ma l’americano non molla e tocca primo in un pazzesco 49″86, altro primato di sempre nuotato in tessuto: se non fosse per un arrivo un po’ lungo, sarebbe stato record del mondo. Secondo è l’altro ungherese, il giovanissimo (del 2000) Kristof Milak, che fa anche il record del mondo giovanile in 50″62, bronzo per l’oro di Rio, Joseph Schooling a pari merito con il britannico James Guy.

Dressel si asciuga un attimo e va a prendersi la medaglia dei 50 stile, dopodiché passiamo alle semifinali dei 50 stile donne. Nella prima lottano fianco a fianco due campionesse olimpiche, Pernille Blume e Simone Manuel, che chiudono rispettivamente a 24″05 e 24″12. Ma nella seconda semifinale succede di nuovo: Sarah Sjöström abbatte il WR di “gomma” di Britta Steffen e lo porta a 23″67. Riuscirà stavolta ad abbinare al primato anche l’oro mondiale?

Dopo i lacrimoni della Seebohm sul podio dei 200 dorso passiamo ai 50 dorso maschili che, nella prima semifinale, vedono affiancati una coppia di “vecchietti” datata 1985: Camille Lacourt e Matt Grevers. Ed è proprio il francese a vincere in 24″30, dando un bel distacco al resto del parterre, guidato da Grevers in 24″65. Nella seconda semifinale è il giapponese in ciabatte Junya Koga ad imporsi in 24″44: potrebbe essere sfida a due in finale domani.

Ma passiamo a quello che per noi è uno dei due “main event” della serata: gli 800 stile libero femminili. La nostra Simona Quadarella è alla caccia di una nuova impresa e parte dalla corsia 2, stretta nella morsa delle due cinesi. Inutile dire che Katie Ledecky si impone da subito con il suo ritmo insostenibile e passa in 1’59″13 ai 200. Le vanno dietro la cinese del 2002 Li Bingjie e l’altra americana, Leah Smith. A metà gara la Ledecky passa in 4’03″81 ma la cinese non è poi così lontana.

La Quadarella si trova nel gruppone che per ora lotta per la quarta piazza, molto staccata da podio. La gara scivola via senza sorprese, con l’americana che vince (ma non stravince) in 8’12″68 mentre Li Bingjie rimane sempre lì, non lontanissima, a prendersi un bell’argento. Bronzo per la Smith, Quadarella settima, un po’ sottotono, in 8’26″50: brava comunque.

Dopo l’intermezzo premiazioni (Dressel bis), il programma odierno si chiude con la staffetta mista 4×100 stile, che vede schierati in acqua per l’Italia Luca Dotto, Alessandro Miressi, Federica Pellegrini e Silvia Di Pietro. La strategia è due maschi in partenza per tutte le nazioni, gli Stati Uniti scappano via subito con Dressel che, in evidente stato di grazia, passa in 22″46 e chiude in 47″22. Nathan Adrian conferma i vantaggio per gli USA, mentre dietro i distacchi sono minimi a metà gara. Al tocco della terza frazionista, l’Olanda è seconda e l’Ungheria terza. Silvia Di Pietro lotta per il bronzo ma molla nel finale, la Oleksiak la stacca e regala il bronzo al Canada. Oro USA, con record del mondo in 3’19″60, Olanda argento.

Per Caeleb Dressel oggi è en plein: tre ori su tre gare.

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