Ultima mattinata di gare alla Duna Aréna di Budapest, dove si respira la tipica aria di fine estate, con il bagnino che passa a chiudere gli ombrelloni e le ombre si fanno sempre più lunghe.

In scena la gara lunga dei misti e le staffette miste. Tanto spettacolo, tanta nostalgia per una bellissima edizione che troppo velocemente sta finendo.

Si inizia con i 400 misti al femminile, ossia con l’attesa per la regina di Ungheria, Katinka Hosszú.

Nessuna sorpresa per le finaliste, con le prime che fanno una gara estremamente tattica e d’attesa nascondendo le carte. Miley un po’ a fatica, Smith paga troppo nelle prime frazioni mentre Ohashi e Pickrem vanno a passeggio.

Nella seconda, Hosszú senza alcun patema, Belmonte anche a lei con un buon finale. Per la finale tutto può accadere. Quasi tutto, difficile ipotizzare una Hosszú in difficoltà, seppur questa rassegna ci abbia restituito una Katinka più umana, che può pure arrivare seconda o terza ed esultare felice.

Questa è casa sua e questa la gara che l’ha resa grande. Vediamo se ci sarà il gran finale con fuochi d’artificio.

Si passa ai maschi e torna in acqua il nostro Turrini. Quattordicesimo in 4’18, con una finale che francamente era alla sua portata.

Difficile spiegare questa prestazione. Negli ultimi giorni stavo bene e dopo i 200 misti avevo buone sensazioni. Non so proprio cosa sia successo.

Davanti, come al femminile, i big giocano a nascondino. Nella prima batteria Kalisz, Litchfield, Seto, Almeida e Nagy fanno gara a se, con il primo letteralmente a passeggio, autore di una rana maiuscola. Nessuna sorpresa nemmeno nella seconda, con Hagino, Verrasztó e Litherland dentro.

Il pomeriggio vedremo altre andature, ma l’impressione migliore ce l’hanno regalata Hagino e Kalisz. Peccato per il Turro, mai veramente in gara e in difficoltà dai primi metri.

Aqua Sphere ‘una lente per ogni occasione’ con Kayenne

Che tu sia un nuotatore di acque libere o di piscina, sai benissimo quanto sia importante la scelta dell'occhialino giusto. Non solo per la forma anatomica che si deve adattare al tuo viso, per le possibili personalizzazioni dalla misura dell'elastico al "ponte sul...

Training Lab, l’Analisi Tecnica degli Assoluti 2021

Con un anno di ritardo si è arrivati finalmente ad affrontare i tanto attesi Assoluti primaverili validi come qualificazione olimpica. A dire la verità, considerando il posticipo di un anno dell’evento finale e i criteri fissati dalla FIN lo scorso settembre 2019,...

Da Livigno a Siracusa per i collegiali pre-Europei di Budapest

Il prossimo evento internazionale per la Nazionale, che porta verso le Olimpiadi di Tokyo, sono i Campionati Europei di Budapest in programma dal 17 al 23 maggio prossimi. In attesa della formalizzazione ufficiale della Nazionale, oltre ai qualificati dei Campionati...

ItalNuoto e Olimpiadi | Sydney 2000, il primo argento di Massimiliano Rosolino

Basta guardare le immagini delle finali di Atlanta 1996 e, poi, quelle di Sydney 2000, per capire quanto il nuoto cambi nel quadriennio conclusivo del millennio. Non è solo l’apparizione dei primi body, su tutti quello totale di Ian Thorpe, a modificare l’impatto...

Nasce il Coordinamento associazioni gestori impianti natatori

Uniti per tutelare 4.000.000 di italiani che frequentano le piscine e 2000 imprese sportive che gestiscono impianti natatori AGISI, ASSONUOTO, Insieme si vince, Piscine del Piemonte e SIGIS per la sussistenza del settore che coinvolge più di 2.000 impianti natatori,...

Fatti di nuoto weekly: Hype

Mercoledì è arrivato e così anche Fatti di nuoto Weekly, il vostro rito settimanale per rimanere aggiornati sul nuoto e dintorni. Questa settimana c’è molto di cui parlare, quindi partiamo subito, inevitabilmente, dagli Assoluti.- 113 A TOKYO Trovatemi un aggettivo...

Staffetta mista al femminile sulla carta molto difficile per noi dove un tempo richiesto per l’accesso poteva essere molto basso. Lo è difatti, sotto il 4’02 (4’01”78 l’ottavo): in tutto questo noi siamo sesti, dopo aver schierato il meglio che abbiamo portato a Budapest.

Panziera 1’01”, Castiglioni a 1’06”99, Binachi 57”65 e infine Pellegrini da 54”44. Abbiamo ancora del margine per il pomeriggio, ma le medaglie se le giocheranno gli altri che al mattino hanno mischiato le carte. Fuori a sorpresa l’Ungheria, decima e la Repubblica Ceca di coach Bossini.

Federica:

Erika e Silvia non stanno bene, quindi era giusto che onorassi questa staffetta. Siamo molto contente. Cercheremo di riconfermare questo sesto posto.

Arianna:

Ho la prima e l’ultima gara, stasera voglio chiudere in bellezza. Sono contenta di aver contribuito a questa staffetta e stasera ci sarà da divertirsi. Medaglia nella gara individuale? La vedo durissima, ma dalla 4ª all’8ª posizione c’è spazio.

Margherita:

Sarà la mia prima finale mondiale, sono molto molto emozionata

Ilaria:

Sono contenta perchè quuesta staffetta è stata sempre nell’ombra e stasera è in finale mondiale.

Meno gioie al maschile, che purtroppo vede i nostri quattro nuotare ognuno poco sopra al proprio limite. Finiamo al decimo posto, peccato. Ci consola essere in compagnia di Australia, anche loro fuori dagli otto finalisti.

Matteo Milli apre in 54″91, quindi Nicolò Martinenghi 59″43, Piero Codia 51″16 e chiude Alessandro Miressi in 48″61 pe run totale di 3’34″11.

Il pomeriggio promette soprattutto da parte degli Stati Uniti fuoco e fiamme, quando scenderanno in pista i loro big. Peccato non prendere parte allo show conclusivo, ma le nostre batterie sono state comunque di ottimo livello rispetto ad edizioni passate.

Share and Enjoy !

0Shares
0