Oramai lo chiamo “effetto Mecenate”

Dopo 7 edizioni del trofeo Città di Milano, quel malessere tra raffreddore e mal di gola  che, dopo due giorni intensi di gare, dentro e fuori dalla piscina, mi trasforma la voce in un misto tra Pluto e Frankestein e mi blocca qui davanti al computer a scrivere tra un colpo di tosse ed uno starnuto, ha il diritto di essere chiamato con un titolo decisamente nobile…

Sì, “effetto Mecenate” è appropriato per rendere onore a quel “pallone gonfiato” ricco di acqua e cloro che ospita l’esclusivo primo meeting della stagione in vasca lunga.

A quel “pallone gonfiato”, termine più che affettuoso per definire la piscina di via Mecenate, e anche alla raucedine post evento, ci tengo veramente tanto. Sarà perché è a pochi chilometri da casa, sarà perché gli organizzatori dimostrano sempre ospitalità e disponibilità e ti fanno sentire come davvero fossi a casa tua (gli orsetti della Haribo sono di gran lunga le coccole migliori), sarà perché finalmente vedo tanti amici dopo i lunghi mesi invernali di astinenza dal nuoto.

Com’è essere amica di un campione olimpico? 
Ah boh… te lo spiego dopo!!!

Se per i ragazzi e le ragazze che nuotano il Trofeo è un valido e importante test in vista dei Campionati italiani assoluti che si terranno nelle prossime settimane a Riccione, per me è un’occasione per “ciaccolare”, voce del verbo  farsi i cavoli loro in tutta tranquillità e spensieratezza senza quella tensione tipica da Assoluto.

Per cavoli loro ovviamente intendo informarsi su come è partita la stagione, su come si sentono. È difficile che si vada su domande inquisitorie sul personale, a meno che non siano loro stessi a parlarne.

Matteo novello “regista”

 

Certo, mi sarebbe piaciuto fare il mio consueto lavoro di post produzione fotografica, ma anche quello che ho fatto durante questa edizione non  è stato meno dignitoso.

Microfono in mano, affiancata dal simpaticissimo Matteo novello “regista”, la vostra Binda aveva l’incarico di fare video-interviste per la pagina facebook dei Nuotatori Milanesi.

Stalkerizzare gli atleti con domande bruciapelo, che forse in una normale situazione io non avrei mai fatto (ma va bene anche così), era il nostro compito. Potete pensare che sia totalmente diverso da quanto sono abituata a fare, però sono portata a credere invece che sia una faccia della stessa medaglia.

E alla fine mi sono divertita.

magre consolazioni… Francesco Broglia

 

Ho persino indossato una maglietta rossa (targata NM), e non avete quanto la cosa mi abbia imbarazzato: io non sopporto il rosso, è un colore che dovrebbe aumentarti l’autostima, ma non certamente a me.

È un po’ come dire “Attenti tutti arriva la Tigre, e poi si trovano di fronte un buffo panda”.

Scherzi a parte ne è comunque valsa la pena.

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Anche perché, parliamoci chiaro, ballare con il Bomber Marco Orsi prima che salga sul podio dei 100 stile libero non è proprio da tutti. Sono totalmente incapace a prendermi sul serio, potrei anche sembrare poco professionale, ma cedere allo spirito tamarro del Bomber  a cui va riconosciuta una simpatia strabordante e genuina, mi è quanto di più naturale possibile.

 

Spero che il balletto alla Step Up gli porti fortuna, almeno così saremmo costretti a ripeterci anche per gli anni a venire.

Presenziare a questi meeting ne vale sempre la pena, è un bel modo per conoscere ancora di più quest’ambiente che io continuo a trovare  stimolante, soprattutto nell’anno post olimpico, in questo preciso post Rio2016 che grazie alle meravigliose imprese di Greg e Gabri si è visto rinnovare di slancio ed entusiasmo.

È bello vedere folle di ragazzine e ragazzini (e anche più cresciutelli) che aspettano anche ore fuori dalla piscina i loro beniamini, mai stanchi di firmare autografi o farsi ritrarre in selfie da 1000 like.

È emozionante vedere come il risultato sportivo stra meritato porti tanto genuino interesse.

Ecco, diciamo che mancavano solo le donne e gli uomini dell’Italfondo a cui sono tanto affezionata, impegnati tra l’altro nella tappa di Coppa del Mondo di Abu Dhabi  dove Arianna Bridi è salita sul terzo gradino del podio. Ci fossero stati anche loro sarebbe stato tutto perfetto, ma riconosco che la bella vasca della piscina Samuele di via Mecenate non è abbastanza impervia per una 10 km coi fiocchi.

Però un passo in più su viale Forlanini, fino a Linate, e si arriva diretti all’Idroscalo, dove ad attendermi oltre al raffreddore, al mal di gola e alla raucedine mi avrebbe sicuramente aspettato anche una bella reazione allergica.

Ma per il nuoto e per i suoi protagonisti si potrebbe rischiare anche questo.

Foto copertina Fabio Cetti | Corsia4

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