Il dado è tratto. Dopo che tutti i trials si sono conclusi e dopo che il Settecolli ci ha regalato gli ultimi verdetti, mancano solo i ritiri finali prima di salire sugli aerei che porteranno gli atleti in Giappone.

Tokyo 2020one è dietro l’angolo.

Siamo tutti d’accordo che il Settecolli sia il meeting più bello al mondo, per contesto, atmosfera, storia e valori in campo? Sì, Basta guardarsi un po’ di foto, e si capisce al volo.

Ma cosa c’è se non di più bello almeno di bello uguale al Settecolli? Il giorno dopo il Settecolli!

Un tripudio di post social di media ma soprattutto di allenatori ed atleti nei quali si celebra l’avvenuta qualificazione, e quindi l’inizio del viaggio estivo, nel caso di chi ce l’ha fatta, oppure si tirano le somme con nuovi buoni propositi per la stagione successiva, per chi invece non è riuscito nell’impresa.

E siccome quest’anno il “viaggio estivo” significa Olimpiadi, beh allora tutto prende un sapore diverso.

FARCELA: 4×200

Ufficialmente, il Settecolli doveva essere il palcoscenico finale per comporre le staffette che l’Italia ha deciso di portare ai Giochi, e così è stato. Da questo punto di vista, la gara nettamente più spettacolare è arrivata dai 200 stile uomini. Se Stefano Ballo era già sicuro della qualificazione, in virtù della vittoria agli Assoluti con il crono richiesto per la staffetta, la finale romana doveva assegnare almeno altri tre posti, e così è stato. È andata così: Di Cola 1.46.84, Megli 1.47.09, De Tullio 1.47.11, Ballo 1.47.14, Ciampi 1.47.17. Tutti dovrebbero essere convocati: sarà una staffetta solida da finale, ma per il salto sul podio manca qualcosina.

Tra le donne c’era bisogno di un segnale forte, ed in qualche modo lo abbiamo avuto. Sarà l’ultima volta in cui “dobbiamo dare una staffetta a Federica Pellegrini” (non perché lei lo chieda, ma perché sarebbe uno spreco non farlo) e lo faremo con almeno due giovani dal futuro brillante in squadra. Anna Chiara Mascolo (2001) che al Settecolli ha fatto 1.58.82 e Giulia Vetrano (2005) che è volata a 1.59.33; farà loro compagnia Stefania Pirozzi (1993), ultima reduce della generazione precedente.

Per Pellegrini, se tutto andrà bene, si prospettano 5×200 in quattro giorni: il pomeriggio del 25 luglio batterie, la mattina del 26 semifinali e la mattina del 27 finale della gara individuale, il pomeriggio del 27 batterie della 4×200 e la mattina del 28 eventuale finale. Che bel modo sarebbe per chiudere “casa”.

FARCELA: 4×100

Abbiamo scoperto di Thomas Ceccon e delle sue velleità da 100stileliberista, non solo come protagonista della staffetta veloce ma anche nella gara individuale, dove io non mi stupirei se si rivelasse la sorpresa delle Olimpiadi.

Insieme al giovane veneto ed alla star Miressi, nella squadra ci saranno un redivivo Santo Condorelli, che ha fatto il tempo staffetta anche nei 100 farfalla, Manuel Frigo e Lorenzo Zazzeri, in gara anche nei 50. Si va in finale e poi si scanna come se non ci fosse un domani. Tutti d’accordo?

Niente 4×100 stile donne (che tristezza), ci sarà invece la neonata (alle olimpiadi) 4×100 mista mista, verso la quale il mio mood è freddo tendente al glaciale. Ci nuoterà Arianna Castiglioni, perlomeno in batteria, perché in finale ha forse più senso mettere un uomo, uno tra Nicolò Martinenghi (molto probabile) o Federico Poggio, che al Settecolli ha convinto con un bel 59.39. Non sarà sicuramente Alessandro Pinzuti, autore di una controprestazione (1.00.29) rispetto agli Europei brillanti di un mese fa.

Per le miste vere siamo messi così.

Donne: Panziera (dorso), Pilato-Carraro-Castiglioni (rana), Di Liddo-Bianchi (farfalla), Pellegrini (stile).

Uomini: Ceccon-Sabbioni (dorso), Martinenghi-Poggio (rana), Burdisso-Condorelli (farfalla), Miressi-Zazzeri-Frigo (stile).

Non male direi.

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FARCELA ECCOME

Anche se non ufficialmente, Cesare Butini aveva detto in più occasioni che al Settecolli avrebbe valutato l’allargamento della squadra, tenendo conto delle prestazioni anche nelle gare individuali. Con questo spiraglio aperto, Francesca Fangio si è fatta strada trasformando lo spiraglio in una breccia: il suo record italiano nei 200 rana è la chiave di volta di una qualificazione strameritata, per la prestazione in sé ma anche per la perseveranza grazie alla quale è arrivata. Chapeau.

FARCELA e BASTA

Ma al termine di un anno così difficile come il 2020/21, la manica larga nella convocazione non sarebbe da vedersi solo come un premio, ma come una giusta decisione che rimette le cose a posto, anche se non sono stati ottenuti i tempi limite richiesti.E non lo dico io, lo dicono le tabelle con i tempi di qualificazione olimpica della FINA (OQT / tempo “A”), che vedrebbero la giusta annessione al team di Ilaria Bianchi, Matteo Restivo, Pier Andrea Matteazzi, Giacomo Carini, Ilaria Cusinato, Domenico Acerenza e Simone Sabbioni, tutti molto vicini al limite imposto dalla FIN che, va ricordato, era molto selettivo.

-24 A TOKYO…

In attesa dell’ufficialità, sono questi i nostri per Tokyo. ”La Nazionale più forte di sempre” disse il leader morale di questa squadra, Gregorio Paltrinieri (ti aspettiamo Campione).

Anna Chiara Mascolo
Arianna Castiglioni
Benedetta Pilato
Elena Di Liddo
Federica Pellegrini
Francesca Fangio
Giulia Vetrano
Ilaria Bianchi
Ilaria Cusinato
Margherita Panziera
Martina Carraro
Martina Rita Caramignoli
Sara Franceschi
Simona Quadarella
Stefania Pirozzi

Alberto Razzetti
Alessandro Miressi
Domenico Acerenza
Federico Burdisso
Federico Poggio
Filippo Megli
Gabriele Detti
Giacomo Carini
Gregorio Paltrinieri
Lorenzo Zazzeri
Manuel Frigo
Marco De Tullio
Matteo Ciampi
Matteo Restivo
Nicolò Martineghi
Pier Andrea Matteazzi
Santo Condorelli
Simone Di Cola
Simone Sabbioni
Stefano Ballo
Thomas Ceccon

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